Lisa Corva

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Ti guarderò dietro le cose che piovono: sarai tra le fessure.

Venerdì, 23 settembre 2016 @09:21

"Ti guarderò dietro le cose che piovono
sarai tra le fessure."
(Maddalena Bergamin)
Quando piove e penso a te.

Il Buongiorno di oggi, che è tratto da "Poesia contemporanea - Dodicesimo quaderno italiano" (Marcos y Marcos), è anche il mio #spillo su Gioia. Mi piacciono molto queste linee di pioggia: una finestra, le gocce sul vetro, ritrovare chi amiamo anche attraverso le fessure tra le cose. Pensieri e spiragli.

E a proposito, comprate Gioia questa settimana: la direttrice, Maria Elena Viola, una donna che mi piace molto, mi ha chiesto di scrivere un pezzo-testimonianza da ex aspirante madre. Sì, a tanti anni di distanza dal mio primo libro, "Confessioni di un’aspirante madre"… Leggetemi. Vi aspetto in edicola.

Non sono pronta per l’autunno.

Martedì, 20 settembre 2016 @09:19

Non so voi, ma io, nel mio altrove, mi sono svegliata con la pioggia sul tetto. E fuori quella prima bruma che sa di autunno. Lo so, lo so. E’ bello quando arrivano i primi freddi, vero? Coperte e copertine, sciarpe tirate fuori dai cassetti, foglie per terra, più tazze di tè, cibi che sanno di autunno (in Toscana ho mangiato, dopo anni, la schiacciata con l’uva). Eppure stamattina, al tocco insistente della pioggia ho pensato: non sono ancora pronta. Voglio fare ancora qualcosa di bello con la luce dentro.

L’alba dalle dita di rosa, e una coperta fatta di soffice marmo.

Lunedì, 19 settembre 2016 @08:49

L’alba dalle dita di rosa: quasi come fosse stata lei, ovvero la dea Aurora secondo Omero, a dipingere e decorare la facciata di pizzi di marmo del Duomo di Siena (e invece è stato Nicola Pisano, alla fine del 1200, e io l’ho scoperta solo adesso, sabato per la precisione; possibile?). Trine e merletti in tutte le gradazioni di bianco e rosa, ancora più rosa e perlacei in questi giorni di settembre. Non sarebbe meraviglioso poter indossare una facciata rinascimentale, poter trasformare un decoro prezioso di marmi in un abito? Un abito corto per l’estate, con un paio di sandali d’argento. Anzi, visto che "il tempo si è rotto" - così mi ha detto, sempre in Toscana, un serissimo signore alla Cantina Antinori in Chianti, perché quando il tempo si rompe è ora di vendemmiare - allora scelgo non un abito ma un plaid, una coperta, in cui avvolgersi aspettando l’autunno.
Pensateci: una coperta di lana rubata ai grattacieli di New York, con le mille luci e le mille vite delle finestre di notte che brillano sopra, quasi strass; o una piccola coperta rosa lavorata all’uncinetto come i marmi toscani… Una coperta magica perché, se ti avvolgi dentro, ti porta lontano. Ti porta tra i grattacieli o tra le cattedrali.
Sogno, ma sono i giorni di settembre che mi fanno sognare.

Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure.

Giovedì, 15 settembre 2016 @07:31

"Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure".
(Mandela)
Non lasciare che la paura segni il tuo cammino.

Questa frase di Mandela, che ha seguito, anche in prigione, il passo della speranza, della resistenza e della lotta, è il mio #spillo su Gioia di questa settimana. La trovate in originale in Lisa globish.

E se andate in edicola, mi trovate in un piccolo lisa-tour: su How To Spend It (il mensile del Sole 24Ore) sono a Sydney con il mio topshop del mese da Ragazza dallo Sguardo Prezzante, uno store appena inaugurato in un’ex chiesa, a Oxford Street, la via che più mi piacque nella capitale "down under" (vi ho già detto, vero, che ho Sydney e l’Australia nel cuore?); a Singapore con Pearl Lam, la super gallerista cinese; mentre su Vogue di settembre trovate la mia intervista a Jonathan Safran Foer, proprio lui, l’autore di "Molto forte, incredibilmente vicino", ora uscito con un nuovo romanzo, "Eccomi". Dove parla di altri territori e altri confini che si sgretolano: quelli di Israele, quelli del cuore.

Il mare poco profondo nelle baie era azzurro farfalla.

Venerdì, 9 settembre 2016 @09:02

"Il mare poco profondo nelle baie era azzurro farfalla, e nonostante il rombo dei motori potevamo distinguere l’eco soffocata – che ci giungeva dalla riva come un coro di voci sottili – degli stridi acuti e trionfanti delle cicale."
(Gerald Durrell)
La colonna sonora del mare.

Forse solo uno zoologo, come è stato l’inglese Gerald Durrell, poteva paragonare l’azzurro delle baie a quello delle ali di una farfalla. In ogni caso, questa - che è anche il mio #spillo della settimana su Gioia - è una delle prime frasi che ho sottolineato di un libro che ho scoperto quest’estate, un libro che mi ha portato a Corfù negli anni Trenta (ma anche in tutte le isole che amo e ho amato), un libro che mi ha fatto ridere e sorridere. Se non l’avete mai letto, cercatelo: "La mia famiglia e altri animali", Adelphi. Il mare in copertina e dentro.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.