Lisa Corva

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La bellezza solitaria, la bellezza elettrica delle città.

Giovedì, 23 marzo 2017 @06:42

"Tornò indietro. L’autostrada era vuota, l’alba prossima e violacea, la periferia elettrica."
(Novita Amadei)
La bellezza solitaria, la bellezza elettrica delle città.

Non mi ha convinto il romanzo "Finché notte non sia più" (Neri Pozza), ma la frase che ho segnato è bellissima. Ed è anche il mio #spillo su Gioia di questa settimana.

I libri che ci sentiamo chiamati a leggere senza sapere perché, spesso sono un segno del destino.

Venerdì, 17 marzo 2017 @09:28

"I libri che ci sentiamo chiamati a leggere senza sapere perché, spesso sono un segno del destino."
(Amélie Nothomb)
Perché c’è sempre un libro che ti aspetta.

Il mio #spillo su Gioia di questa settimana è tratto da "Riccardin dal ciuffo", l’ultimo libro di Amélie Nothomb, tradotto da Isabella Mattazzi per Voland, e appena uscito. Isabella si è dedicata ("immersa", come dice lei, "come un palombaro", nel libro e nella traduzione per mesi), e ogni tanto mi buttava briciole per incuriosirmi. Sai, diceva, è una fiaba parigina, ti piacerà tantissimo… E infatti è un libro-favola, la fiaba contemporanea di un bimbo bruttissimo e intelligentissimo che ama studiare gli uccelli, e una bimba stupenda, come una delle collane misteriose della nonna con cui vive, che parla poco e fissa il mondo con i suoi grandi occhi. Il tutto in una Parigi di tetti e sogni. Si incontreranno, si innamoreranno?
Sì, perché ci sono amori che ci aspettano, e libri che ci aspettano. Sempre.

I sogni della luna.

Martedì, 14 marzo 2017 @08:31

- Va’ tu a dormire, ma io non posso, - rispose la prima voce, avvicinandosi alla finestra. La fanciulla si era evidentemente affacciata alla finestra, perché si sentiva il fruscio del suo vestito e perfino il suo respiro. Tutto tacque, come pietrificato, come la luna con la sua luce e le ombre. Anche il principe Andrej non osava muoversi, per non rivelare la sua involontaria presenza.
- Sonja! Sonja! – si udì di nuovo la prima voce. – Ma come si può mai dormire? Ma guarda che bellezza! Ah, che bellezza! Ma svegliati, Sonja! – disse la fanciulla quasi con le lacrime nella voce. – Una notte così bella non c’è stata mai, mai!
Sonja rispose qualcosa di malavoglia.
-Ma no, guarda che luna!... Ah, che bellezza! Vieni qua. Anima mia, colombella, vieni qua. Vedi? Vorrei sedermi sui calcagni, così afferrarmi sotto le ginocchia, ben stretto, il più stretto possibile, - bisogna fare uno sforzo – e volar via. Ecco, così!
(Lev Tolstoj)

C’è un passo, forse l’unico che ricordo perfettamente di "Guerra e Pace", ed è questo: una notte di luna piena, la campagna russa, il silenzio, una ragazza che si affaccia alla vita e alla finestra. Non riesce a dormire, e non sa neppure lei perché. Le ho lette per la prima volta, queste pagine, a quattordici anni, più o meno l’età che ha Nataša nel libro: la bella, leggera, sognante, lunare Nataša. Di cui si innamora il principe Andrej. Ma è la donna giusta per lui? O è solo un sogno di luna?
Che importa, in fondo. Perché a volte le notti di luna – come quelle di questi giorni – sembrano riportarci tutto: lo struggimento, la meravigliosa inquietudine, l’attesa palpitante che qualcosa di bello succeda.
La pagina di oggi, che ho segnato con dei bucaneve bianchi come la luna che ho trovato nel prato, per il mio libro-erbario (Galanthus Nivalis, dice l’enciclopedia: dal greco "gala" = latte, bianco come il latte, e "anthos" = fiore; mentre "nivalis" allude alla fioritura in mezzo alla neve), è tratta dal secondo volume di "Guerra e Pace", che ho appena finito. Non vedo l’ora di cominciare il terzo.

L’amore è un’avventura ostinata.

Venerdì, 10 marzo 2017 @09:09

"L’amore è un’avventura ostinata."
(Alain Badiou)
Elogio dell’amore testardo.

Da Incurably Romantic (ed è una citazione: è la protagonista del bel romanzo di qualche anno fa di Jeffrey Eugenides, "La trama del matrimonio", Mondadori) mi piace sempre, l’amore come avventura ostinata: sia quando significa tenacia, pazienza, per amare negli anni, capacità di fare compromessi, perdonare e dimenticare. Ma mi piace anche quando è amore passione, amore testardo che non vuole sentire ragioni, amore che pensa che vincerà su di tutto, e che convincerà tutti, anche chi non ci ama. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, e questo è Pascal. Citato a proposito o a sproposito dal 1600. Così testardo è l’amore.

La frase di oggi (che è anche il mio #spillo su Gioia, che attenzione, trovate in edicola col il numero celebrativo degli 80 anni!) è tratta dal libro di un filosofo francese, "Elogio dell’amore", Neri Pozza. E la trovate in lingua originale sulla parte viola del mio blog (basta cliccare su Lisa english).

Ma questo weekend, se passate in edicola, mi trovate anche su DLui (che esce domani con Repubblica, con un'intervista fatta ad Hong Kong!), e su How To Spend It di marzo, insieme al Sole24Ore.

La primavera, l’amore e la felicità! E come mai non vi annoia questo stupido, assurdo inganno che è sempre il medesimo?

Lunedì, 6 marzo 2017 @10:32

"La primavera, l’amore e la felicità! E come mai non vi annoia questo stupido, assurdo inganno che è sempre il medesimo?"
(Lev Tolstoj)

Dentro "Guerra e Pace" è una giornata di timida, fredda primavera, come in questi giorni. Il principe Andrej, ferito nella battaglia di Austerlitz, è tornato a casa: vivo. Vivo ma senza voglia di vivere. Va in carrozza per le sue campagne e gli sembra quasi che una quercia gli parli: a che pro il sole, le gemme, le illusioni di felicità della primavera? Non è tutto inutile, tutto crudele? Che senso ha?
Eppure ci sono i crochi viola, gli stessi che sono apparsi improvvisamente, come un tappeto, in questi giorni. Prima, nel parco delle terme non c’era nulla, solo il verde spento e il marrone silenzioso dell’inverno. E ora, testardi, i crochi viola. A volte è difficile credere alla primavera. A volte il sole fa solo male agli occhi; a volte la mancanza di senso è una nebbia, che copre tutto.
Poi ci sono i crochi viola. Li raccolgo, per il mio libro-erbario. Continuo a leggere "Guerra e Pace": sono già al secondo volume. Le esitazioni del principe Andrej, la sua rabbia, la sua tristezza, le sue domande - e soprattutto, la sua ricerca di senso - mi accompagnano in questa ancora fredda primavera.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.