Lisa Corva

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Amo i libri, soprattutto quelli vecchi: sono come batterie per ricaricare il sistema. Ti fanno credere nell’impossibile.

Sabato, 14 luglio 2018 @10:10

Vi scrivo da Vienna, nella mia "nicchia con vista" in un albergo meraviglioso, The Guesthouse: scrivo su un divanetto in una specie di bow window con vetrata, con vista sui palazzi antichi luccicanti di bianco nel sole e l’Albertina. Sono venuta qui per l’opening della "mostra diffusa" del mio migliore amico, Olaf Nicolai. Amico storico: ci siamo conosciuti per caso più di trent’anni fa, in Ungheria; io ero con una mia amica in un avventuroso viaggio Interrail, lui viaggiava solitario, un ragazzo della Ddr. Non ci siamo più lasciati.
Ed è con molto orgoglio che l’ho intervistato per Gioia: trovate l’intervista sul numero in edicola. La mostra diffusa è aperta fino ai primi di ottobre: http://kunsthallewien.at/#/en/exhibitions/olaf-nicolai-there-no-place-arrival


Vive a Berlino, ma le sue opere d’arte sono una mappatura del mondo: Olaf Nicolai ha creato "profumi per alberi" a Roma, fatto planare boomerang per disegnare un atlante dei venti alla Biennale di Venezia, portato il suo corpo "scomposto" in tante gocce di vetro a New York e fatto "cantare" delle pietre a Innsbruck. Ora apre una sua grande mostra "diffusa" tra Vienna, Bielefeld in Germania e San Gallo in Svizzera (dove ha creato una "passeggiata lunare", in cui puoi giocare con le tue ombre). A Vienna le sedi sono molteplici: "There Is No Place Before Arrival" è alla Kunsthalle, ma anche al museo-casa di Freud, al Museo dei Bambini Zoom, in Ballhausplatz davanti al monumento che ha progettato per onorare le vittime del nazismo (e i disertori politici)... Non solo: Olaf Nicolai ha portato in città la Mercedes anni Sessanta che fu di Helene Weigel, la moglie di Bertolt Brecht, per una performance. Direttamente dal passato e dall’ex Ddr. Quasi un ritorno a casa, perché la compagna di Brecht era viennese. Ma perché così tante sedi, e tanti progetti diversi?
-Perché voglio, innanzitutto, sorprendere me stesso. E cercare di navigare meglio in quello che chiamiamo realtà.
-Un pezzo della mostra viennese è in un luogo davvero insolito, la libreria antiquaria Georg Fritsch.
-Amo i libri, soprattutto quelli vecchi: sono come batterie per ricaricare il sistema. Ti fanno credere nell’impossibile. E solo quando chiedi l’impossibile, arrivi - forse - al possibile.
-Sei nato nell’ex Ddr. Prima che cadesse il Muro, per voi era impossibile venire in Occidente. Cosa sognavi?
-Vedere le Piramidi. Pensavo sarebbe rimasto un sogno. E invece le ho viste, finalmente, l’anno scorso. Ma soprattutto volevo conoscere e vedere il mondo – e non soltanto un piccolo appartamento in una grande casa.
-Il mondo, l’Italia…
-L’Italia è il posto dove mi sento a casa davvero. Dove non sono più prigioniero della parola "Heimat", patria, che per noi tedeschi è carica di troppi, controversi significati.
-Un tuo posto del cuore in Italia, allora?
-Napoli: semplicemente esserci, e passeggiare per la città.

Non dormire. Per vedere il mondo al buio e capire di più.

Giovedì, 5 luglio 2018 @21:19

"Quando non riesco a dormire, come adesso, leggo leggo leggo, scrivo con la musica in sottofondo, apro la finestra se non fa freddo, spio nelle case degli altri, mando email a uno sconosciuto. Sono le possibilità che ci fanno andare avanti."
(Annarita Briganti)
Non dormire. Per vedere il mondo al buio e capire di più.

La Buonanotte, non il Buongiorno di oggi – che è anche il mio #spillo della settimana su Gioia – è tratta da un libro di una donna che ama i libri: Annarita Briganti. E li scrive, questo è il suo terzo romanzo "Quello che non sappiamo" (Cairo Editore). Una mail arrivata alla persona sbagliata (o forse no), un appuntamento mancato, messaggi e messaggi… E poi, forse, un lieto fine, che è quello che tutti speriamo. Mi è piaciuta, del libro, questa frase, della protagonista inquieta e insonne, che scrive mail a un uomo che forse non incontrerà mai. E intanto guarda fuori dalla finestra e sogna.

Perché lo sai, insieme a te la felicità è un’isola.

Lunedì, 2 luglio 2018 @08:14

"Nel paradiso ho disegnato un’isola
a te uguale e una casa sul mare
con un grande letto e una piccola porta".
(Odisseas Elitis)
Perché lo sai, insieme a te la felicità è un’isola.

Estate per me vuol dire poesia greca: Ghiannis Ritsos, a cui ho sfilato tantissimi Buongiorno, e Odisseas Elitis (che nacque proprio su un'isola, a Creta, nel 1911; questo, che è anche lo spillo della settimana su Gioia, è tratto da "È presto ancora", Donzelli). Poesia greca dove ci sono finestre aperte sul mare, ulivi e ombra, il bianco e il blu abbacinante. Quello che desidero per la mia estate, insomma…
Anche se per adesso la mia estate è stata a Nord: sono stata per lavoro ad Anversa, porto del Belgio, una vera sorpresa. Riporto con me: l’architettura di Zaha Hadid come un diamante nel porto; birra macerata nella quercia e filtrata con whisky; caratteri tipografici del Cinquecento preziosi come cioccolatini; un castello di un collezionista e tanta bellezza.
E, in un piccolo museo appena aperto, Snijders & RockoxHuis, il ritratto di un pittore del Cinquecento, Snijdeers, e la moglie: lei che appoggia la mano sulla sua, un gesto di armonia coniugale e tenerezza, quasi un’isola.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.