Lisa Corva

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Autunno, il calore di mani che si intrecciano.

Mercoledì, 9 ottobre 2013 @08:50

"E’ bello, Signore, l’autunno; e non è triste come qualcuno può pensare. E’ come la sera, come il tramonto; e il tramonto s’incrocia con l’aurora. Dall’altra parte della terra il sole che qui si cela dietro l’orizzonte, là emerge dalla notte. Così l’autunno ha un suo corrispondente in una lontana primavera".
(Adriana Zarri)
Autunno, il calore di mani che si intrecciano.

L’intrecciarsi della sera con il tramonto, dell’autunno con una lontana primavera; ma anche l’intrecciarsi di mani calde nei primi freddi. Camminare mano nella mano. Il Buongiorno di oggi è della teologa Adriana Zarri, ed è tratto, come le altre frasi che le ho sfilato, da "Quasi una preghiera" (Einaudi).

E’ autunno. Chiudo la porta. Il piacere caldo di stare a casa.

Lunedì, 23 settembre 2013 @08:30

"Il sole ci aveva sfiancati, resi febbrosi; ora la nebbia ci placa, ci fa rientrare in noi. Le finestre aperte sono come finestre chiuse, non offrono visioni ma solo tende di grigio. E’ tempo di chiuderle e riscoprire la casa… Autunno di silenzio ritrovato, di concentrazione densa, di solitudine calda, di meditazione, di preghiera, di te."
(Adriana Zarri)
E’ autunno. Chiudo la porta. Il piacere caldo di stare a casa.

Il Buongiorno autunnale di oggi è tratto da "Quasi una preghiera" (Einaudi), della teologa Adriana Zarri. Cliccate sul suo nome per leggere altre sue meditazioni stagionali.

Saper sbocciare, ancora.

Lunedì, 22 aprile 2013 @07:44

"Si risveglia la terra dal lungo sonno dell’inverno… Ma non sempre noi abbiamo voglia di rifiorire, di continuare il ritmo della vita: quel ritmo sempre nuovo che, a volte, ci sembra sempre vecchio. Dobbiam mettere in conto anche questa stanchezza, questa polvere che si è posata sulla vita e che non siamo capaci di detergere. Quando la polvere si posa sulle foglie dura poco; il cielo, prima o poi, se n’accorge e manda un acquazzone a lavare la terra; e gli alberi nuovamente risplendono di verde lustro e ripulito. Dovremmo imparare, a questa scuola, a lavarci dalla stanchezza e dalla noia…"
(Adriana Zarri)

Saper sbocciare, ancora.

Il Buongiorno di oggi sono riflessioni della teologa Adriana Zarri, e sono tratte da "Quasi una preghiera" (Einaudi). Stanchezza di primavera. E voglia di pioggia tiepida che ci lavi di dosso la polvere, voglia di verde nuovo, e pulito.

La paziente attesa della primavera.

Mercoledì, 3 aprile 2013 @08:13

"Io mi accontento di aspettare, come aspetta la gemma. Nemmeno lei fa dei trattati di botanica: si limita ad attendere il risveglio del sole"
(Adriana Zarri)
La paziente attesa della primavera.

Le parole di oggi sono della teologa Adriana Zarri e sono tratte da "Quasi una preghiera", Einaudi.

Questo posso e voglio imparare: la forza della paziente attesa.

Martedì, 5 marzo 2013 @07:32

"La forza della paziente attesa, come il febbraio attende il marzo e si protende verso la primavera. Tutto pareva morto e tutto rivivrà. Sotto alle foglie secche crescerà l’erba verde, sui rami brulli gonfieranno le gemme e nasceranno foglie e fiori. Ma l’inverno fu pure necessario…"
(Adriana Zarri)
Questo posso e voglio imparare: la forza della paziente attesa.

Le parole di oggi sono della teologa Adriana Zarri e sono tratte da "Quasi una preghiera", Einaudi. Mi piacciono perché sono "quasi una preghiera", appunto, ma anche un insegnamento: la forza della paziente attesa, una lezione che possiamo imparare dalla natura, dagli alberi, dall'inverno. Una paziente attesa che non è fatta di ozio, ma di speranza, energia e fiducia. E' difficile aspettare, saper aspettare, in un mondo fatto di fretta, anche digitale. E' difficile capire quando aspettare e quando, invece, rinunciare. Ma a volte (e a volte anche in amore), è l'unica strada. Imparare ad avere fiducia in sé, nella propria forza sommessa e nascosta, nella rinascita. Imparare dagli alberi di marzo.

Il messaggio segreto dell’inverno. (E altri piaceri semplici di gennaio).

Giovedì, 31 gennaio 2013 @07:28

"Tu sai, Signore, che io amo pregarti seguendo i ritmi stagionali, perché la preghiera non è una petizione astratta o un parlare con te che prescinda dal momento di vita, dalle situazioni, dalle emozioni, dai colori che vedono i nostri occhi, dagli odori che vengono su dal suolo: le foglie macerate dalla pioggia, i funghi che nascono dai boschi, la dolce ovatta delle nebbie… Dacci dunque, Signore, di comprendere il messaggio segreto dell’inverno: di attendere la nuova primavera nel pensiero, nella speranza, nell’attesa dei cieli nuovi e delle terre nuove che tu farai risorgere dalle ceneri del mondo."
(Adriana Zarri)
Il messaggio segreto dell’inverno è la primavera.

E’ arrivato l’ultimo giorno di gennaio, e visto che anch’io ero in letargo, come le raggelate terre invernali, ecco – soltanto oggi – i piaceri semplici del mese. Stavolta tutti ispirati da parole poetiche. Come quelle della teologa Adriana Zarri, tratti da "Quasi una preghiera", Einaudi. Perché questo gennaio i buoni propositi non mi hanno fatto solo lucidare (finalmente) le vecchie posate d’argento della bisnonna o il bollitore Alessi (sì, come avete capito ho avuto un momento Sidol); questo gennaio ho deciso di lucidare, piccolo atto di meditazione casalinga, pensieri e progetti per il futuro. Mentre fuori fa freddo e nevica.

Le pietre dormono sotto la neve con sogni verdi nel cuore. Ricordate? Sono versi del poeta norvegese Olav H. Hauge (ed è anche un mio vecchio Buongiorno). Non sono soltanto le pietre che sognano, sotto la neve: anche noi, d'inverno, abbiamo sogni verdi del cuore.
Parole forti per spezzare il ghiaccio. Altri versi, un altro Buongiorno: questi sono di Carol Ann Duffy. "Seduta nella fredda stanza di pietra/ sceglievo parole forti, granito, selce" per spezzare il ghiaccio. Perché sì, servono parole forti per la nostra vita. Libertà, coraggio, empatia, democrazia, determinazione.
La silenziosa rivoluzione della neve. Svegliarsi. E vedere che mentre dormivamo c’è stata una rivoluzione, la rivoluzione della neve: "Oggi ci siamo svegliati con una rivoluzione di neve/ le sue bianche bandiere sventolano su tutto/ il paesaggio è svanito…". Ed è Billy Collins. Ma anche saper ascoltare il silenzio della neve, come ci sussurra Orhan Pamuk.

Aspetto, come al solito, i vostri piaceri semplici del mese.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.