Lisa Corva

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Perché quando una donna esce da una stanza si porta dietro tutto quello che, dentro quella stanza, è accaduto.

Venerdì, 25 ottobre 2013 @07:51

"Ricordati sempre che quando un uomo esce da una stanza, lascia tutto lì dentro… Mentre una donna si porta con sè tutto quello che, dentro quella stanza, è accaduto".
(Alice Munro)
Le case, le emozioni, la vita dentro.

Il Buongiorno di oggi è di Alice Munro, canadese, 82 anni, il nuovo Nobel per la letteratura.

Oggi, Friday Lisa, il Buongiorno anche in inglese.

A proposito di linoleum in cucina, sottili cinture dorate, e del Nobel ad Alice Munro.

Venerdì, 11 ottobre 2013 @10:15

"Le vite degli altri sono noiose, semplici, meravigliose e insondabili – grotte profonde con un pavimento di linoleum da cucina."
(Alice Munro)
Ma nella mia vita vorrei camminare scalza: parquet che scricchiola, cotto antico e poroso, morbidi tappeti.

Ieri, con la pioggia battente sul tetto, e delle nuove tisane da provare (quella di ieri: al melograno e arancia), ho passato un perfetto pomeriggio autunnale: a rileggere i racconti di Alice Munro. Lei, la scrittrice canadese che, a 82 anni, è il nuovo Nobel Letteratura 2013 (e anche la tredicesima donna a vincerlo).
Non riprendevo in mano un suo libro da anni, forse decenni: un po’ come Katherine Mansfield, è una voce che avevo dimenticato. Ho riletto il mio racconto preferito, "The Bear Came Over The Mountain": la storia di una coppia e di un lungo matrimonio. Ma poi lei, occhi azzurri e un misterioso sense of humor, comincia a mettere dei bigliettini sui cassetti per capire dove sono le posate e i coltelli, non trova più la strada di casa, inizia a perdere la memoria e se stessa. Nella casa di cura dove viene ricoverata "in prova", nel giro di poche settimane non riconoscerà più suo marito, e si invaghirà di un altro ricoverato… La storia è raccontata attraverso lo sguardo di lui, del marito, attonito e amorevole: gesti di tenerezza e di pietà.
Poi, nel Meridiano Mondadori dedicato a lei, ho riletto a caso qualche racconto. E ho capito perché la Munro, che mi piace, per quei capelli bianchi e il sorriso di una donna che nel freddo Canada ha avuto quattro figlie e due matrimoni e ha sempre scritto, tenacemente, racconti brevi, magari in cucina, tra una bimba che piange e una lavatrice… Ho capito perché non è nel mio sangue, perché non è me. Perché lei racconta, magistralmente, con pietà, proprio quelle "vite monotone ma straordinarie" con il pavimento di linoleum. Ma non è il mio sguardo, non è uno sguardo che ho fatto mio. A me piace il parquet che scricchiola, i tappeti morbidi e sfilacciati, il cotto antico e poroso e morbido di certe case toscane. Io lo voglio buttare via, quel linoleum, non conservarlo in un racconto.
Un altro esempio: in "Nemico, amico, amante…" (uno dei racconti che ho riletto ieri, e che dà il titolo ad una raccolta), una donna, nel Canada remoto dopo la seconda guerra mondiale, va in un piccolo negozio di provincia a comprare un vestito per sposarsi. E’ un’orfana, che ha vissuto facendo la badante e la domestica; una donna dalle mani sciupate, abituata a non guardarsi allo specchio, che a quarant’anni si concede un inaspettato sogno d’amore (basato su un equivoco, ma lei ancora non lo sa), e cerca un abito in cui essere felice. Pensa a un tailleur ruggine, o verde bosco, si stupisce di quelle foglie d’acero di carta messe in vetrina, mentre lei le foglie è abituata a spazzarle via. Pensa a un tailleur di cui controlla l’orlo, per vedere che sia ben cucito, e la fodera, e i bottoncini in velluto sulla manica, per lei vero lusso. Non prova neppure quegli abiti bianchi e spumeggianti, sogni proibiti. E alla fine la proprietaria la convincerà a comprare un abito sobrio, ma che le sta bene: un vestito di lana marrone, marrone come i suoi occhi, le spiega (e lei non aveva mai pensato a un colore che tirasse fuori la bellezza dei suoi occhi); con una piccola cintura dorata intorno alla vita, così non avrà bisogno di indossare gioielli, aggiunge. E’ quella piccola cintura dorata che mi commuove. E’ la gentilezza della proprietaria del negozio, la cura con cui sceglie l’abito adatto e lo avvolge nella carta velina, con un doppio nastro. E’ in quel negozio che io sarei rimasta, a guardare gli altri abiti, a capire di che materia sono intessute lane e sogni. La Munro invece ci porta fuori, fuori dal negozio, fuori dal racconto, verso strade polverose, inevitabili delusioni, piccole felicità e linoleum in cucina. Io vorrei rimanere con quella cintura dorata.


E, visto che è venerdì, Friday Lisa: il Buongiorno di oggi anche in inglese.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.