Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Le luci della sera. Le luci del Natale.

Martedì, 1 dicembre 2015 @08:16

"La mia anima, profondamente suburbana, ora desiderava marciapiedi, lampioni e finestre da contemplare stando dietro le finestre della mia casa."
(Anita Brookner)
Le luci della sera. Le luci del Natale.

No, non sono una grande appassionata del Natale. Per vari e svariati motivi. Però questa frase – sfilata dal romanzo "Lasciando casa" (Neri Pozza), della (spesso) malinconica scrittrice inglese - mi ha fatto venire in mente quanto mi piacciono invece le luci del Natale, in qualsiasi città. Luci che brillano, luci contro il buio. Luci che mi piace guardare dalla finestra, o camminando per strada. Luci che scaldano il cuore.

Il disarmante potere della gentilezza.

Martedì, 19 maggio 2015 @08:15

"Edith si voltò, mentre le lacrime le gonfiavano gli occhi. La gentilezza degli altri, pensava. Le loro inattese cortesie".
(Anita Brookner)
Il disarmante potere della gentilezza.

Un altro Buongiorno tratto dal #librochemiaspettava, "Hotel du Lac" (Neri Pozza; cliccate sul nome dell’autrice per saperne di più).
Quanto alla gentilezza, basta poco, pochissimo. Quel poco che, in un momento in cui siamo fragili, tristi, ci fa venire le lacrime agli occhi: come nella pagina del romanzo di oggi, come capita, spesso. Ma è vero che un gesto gratuito di gentilezza ci tocca, un'inaspettata carezza. Allora cominciamo noi, oggi, adesso. E’ così facile, così contagioso: "praticate gentilezza a caso e atti di bellezza privi di senso", come dice una frase-mantra che troppo spesso dimentico.

La mia idea di totale felicità.

Giovedì, 14 maggio 2015 @07:28

"La mia idea di totale felicità è quella di stare seduta tutto il giorno in un giardino caldo, leggendo o scrivendo, assolutamente al sicuro, con la consapevolezza assoluta che l’uomo che amo ritornerà a casa la sera. Tutte le sere".
(Anita Brookner)
Paradisi possibili. Basta così poco. Un libro, un giardino, la sicurezza dell’amore. Ma anche, da quel giardino, una porta aperta sul mondo.

Vi ricordate il #librochemiaspettava, "Hotel du Lac" (Neri Pozza), e quanto mi sono appassionata ad Anita Brookner? Tanto da trasformarla subito in uno #spillo per Gioia, questa settimana. Mi piace quel giardino ("caldo", hot nell’originale, che a noi italiani fa un po’ specie, ma è ben comprensibile se pensiamo che l’autrice vive nella piovosa Inghilterra), mi piacciono i libri e i fiori e la sicurezza dell’amore. Ma ho voluto aggiungere una porta: aperta sul mondo.

Quando le donne indossavano i mariti un po’ come indossavano le collane di perle o le pellicce.

Martedì, 28 aprile 2015 @11:07

"Perché all’epoca di mia madre si sposavano tutte. Le donne indossavano i mariti un po’ come indossavano le collane di perle o le pellicce".
(Anita Brookner)
Mariti da indossare.

E sempre nella pila polverosa di #librichemiaspettavano ho trovato un altro Anita Brookner, meno coinvolgente, ma con questa frase vintage che è diventata il mio Buongiorno di oggi. Altri tempi, collane di perle pellicce e mariti, antiquariato sentimentale. Da "Lasciando casa", sempre Neri Pozza. Mi piace Anita! Che, ho scoperto, non si è mai sposata…

Vecchi cardigan e vecchi miti. Le nostre meravigliose illusioni d’amore.

Lunedì, 27 aprile 2015 @09:12

"Perché le donne preferiscono i vecchi miti, quando si arriva al dunque. Vogliono credere che stanno per essere scoperte, in un momento in cui sono al meglio di sé, dietro una porta chiusa, proprio mentre pensavano che tutto fosse perduto, da un uomo che ha combattuto sui vari continenti e abbandona tutto ciò che può aver incontrato sul suo cammino per reclamare il suo diritto su di loro. Ah, se solo fosse vero!"
(Anita Brookner)
Vecchi cardigan e vecchi miti. Le nostre meravigliose illusioni d’amore.


Il Buongiorno di oggi viene da un #librochemiaspettava: "Hotel du Lac", di Anita Brookner (Neri Pozza). Un libro che mi aspettava esattamente dal 2011, anno in cui Neri Pozza l’ha pubblicato (con la traduzione di Marco Papi), o forse dagli anni Ottanta (ha vinto il Booker Prize nel 1984). Ma non importa da quando: mi aspettava, semplicemente, nel mio studio, sul tappeto, nella pila dei libri impolverati, un po’ annoiati, da dove a volte pesco per il bookcrossing, e a volte mi appassiono con colpevole incantato ritardo.
E che meraviglia, passare questi giorni insieme ad Anita Brookner, il suo tono di voce sommesso ma deciso, come le scrittrici inglesi che mi piacciono tanto: Elizabeth von Arnim, Barbara Pym, Stella Gibbons… Che meraviglia seguire la protagonista, sul finire dell’estate, in un albergo su un lago svizzero, demodé come il suo cardigan; uno di quegli alberghi e quei laghi sbiaditi come certi vecchi acquarelli. La protagonista che, come scopriremo, è una scrittrice: scrive romanzi d’amore, sentimentali, romantici; ma d’amore, come sa e come scopriremo anche noi, non capisce (quasi) nulla. E le donne aspettano davvero di "essere scoperte dietro una porta chiusa, proprio quando tutto sembrava essere perduto"? Chissà. Le donne non vogliono più rimanerci, dentro quella camera chiusa, a volte troppo calda o troppo fredda, in quell’Hotel du Lac. Anita Brookner, che ha 86 anni, lo sa. Ma ci fa pensare lo stesso, con delicatezza, alle nostre meravigliose illusioni d’amore.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.