Lisa Corva

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Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa.

Venerdì, 7 ottobre 2011 @10:21

"Non ho la forza di chiudere la porta che hai lasciato socchiusa".
(Anna Achmatova)
Non ho la forza di lasciarti, di andarmene senza voltarmi, di accettare che nella mia vita non vuoi esserci più.

(La frase che ho scelto oggi per City è della poetessa russa Anna Achmatova. E nasconde un incontro d’amore appassionato e struggente: una notte, nel 1945, a Mosca. Lei aveva più di cinquant’anni, i graffi della storia sul cuore; lui, filosofo, attaché diplomatico negli anni pre guerra fredda, 36. Fu una notte di "luce riflessa in pienezza". Una notte, e la poesia che la Achmatova scrisse dopo il loro incontro).

Vi ricordo che, come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche nella parte globish del sito. E che, con Twitter, potete avere il mio Buongiorno ogni mattina sul vostro telefonino! Daily Lisa.

La mia stanza.

Martedì, 17 novembre 2009 @07:49

"Solo chi regna al centro di sé ha diritto ad una stanza".
(Grazia Livi)
Una stanza tutta per sé. Una stanza dove scrivere, ascoltare musica, leggere. Aprire il computer, o tenerlo finalmente spento. Oppure, semplicemente, pensare. Una stanza con una poltrona. E dei cuscini. Che conquista, la preziosa solitudine di una stanza: da cui chiudere fuori il chiasso del mondo. Possibile, forse, solo quando sai chi sei. E vuoi capire ciò che vuoi diventare.

Questa è una frase che ho sottolineato quand’ero ancora una ragazza, e la sognavo, confusamente, una stanza tutta per me, una room of my own. Da allora ho avuto molte case, ho attraversato molte stanze: da sola, con un’amica, con il Consorte. C’è stata la mia prima casa, che dividevo con un’amica, e il mio primo letto grande, su un soppalco; c’è stata la camera di Barbablù – chi è stata un’aspirante madre, chi ha letto il libro rosa e conosciuto Emma sa bene di che cosa parlo. Ma non ho mai avuto una room of my own. E non è solo un problema di spazio, di affitti eurostressanti. Forse, come ha scritto Grazia Livi, nel suo saggio "Da una stanza all’altra", Garzanti, in cui parla di Virginia Woolf e di Jane Austen, di Katherine Mansfield e di Emily Dickinson, forse per avere una stanza bisogna regnare al centro di sè. Oggi, che è il mio onomastico – sant’Elisabetta d’Ungheria , la santa dell’est e delle rose – oggi che ho una porta da chiudere, sulla mia prima stanza tutta per me, nel mio altrove; oggi rileggo questa frase e ripenso a tutti gli angoli di tavolo in cui ho scritto, a tutti i letti su cui ho appoggiato il laptop, a tutte le case, le strade che ho attraversato per arrivarci…

Il libro di Grazia Livi, che ho ritrovato negli ultimi scatoloni, aveva dentro un altro regalo, dei versi di Anna Achmatova, un messaggio da me a me, attraverso il tempo:

Giunse l’estate in una notte sola,
e così non si vide Primavera.
Ed allora non ebbi più paura
che mi passasse accanto il mio destino.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.