Lisa Corva

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Profumo di casa.

Giovedì, 21 maggio 2015 @23:04

"Un terreno di biancheria calda dal ferro
piegata e ripiegata, una pila alta
stirata, ordinata, che emana calore, e biancore."
(Eavan Boland)
L’odore delle lenzuola appena lavate e stirate. Profumo di pulito, di casa. Il piacere della domesticità.

Vi scrivo da Venezia, dove - tra le altre cose - sono stata invitata alla presentazione di due nuove fragranze, firmate Il Profvmo: in uno di quei palazzi veneziani sul Canal Grande dove scopro ogni volta stupita lampadari, affreschi, specchi bruniti dal tempo, ho ascoltato la storia di un profumo nato da un garofano nero, pensato per un uomo ma perfetto anche per una donna, mischiato a radici di liquerizia... Mentre dalla terrazza nascosta entrava il profumo degli ultimi fiori di glicine.
Ma poi, qui davanti al mio schermo che è la mia piccola terrazza sul mondo, ecco i versi di oggi, di una poetessa irlandese, che sono anche il mio #spillo della settimana su Gioia: e che raccontano del profumo di lavatrice, di biancheria, di cassetti, di pulito. Profumo di casa.
Lo trovate su Gioia, il mio #spillo arancione da ritagliare. E su Gioia trovate anche il mio articolo sulla Biennale, questa Venezia che continuo a scoprire e che mi stupisce sempre, con la sua testarda bellezza.

Maggio. Gli alberi ci parlano.

Martedì, 12 maggio 2015 @09:15

"Il biancospino… Capace, come l’acqua
di ridefinire il territorio. E libero di apparire –
ai pescatori, e ai viaggiatori smarriti
nelle luci indefinite di un crepuscolo di maggio –
la sola lingua che si parla da queste parti".
(Eavan Boland)
Maggio. Gli alberi ci parlano.

I versi di oggi, di una poetessa irlandese, sono tratti dalla sua antologia "Tempo e violenza", Le Lettere.

Le mele che maturano nel buio. E tutto quello che accade, quando hai gli occhi chiusi.

Venerdì, 12 luglio 2013 @08:10

"Un quartiere,
all’imbrunire.
Le cose si preparano
a succedere
lontano dagli occhi.
Stelle e falene.
E bucce che pendono dai frutti.
Ma non ancora.

Un albero è nero.
Una finestra è gialla come il burro.
Una donna si china a prendere una bimba
che le è corsa tra le braccia
in questo momento.

Le stelle salgono in cielo.
Le falene sfarfallano.
Le mele maturano al buio."
(Eavan Boland)
Le mele che maturano nel buio. E tutto quello che accade, quando hai gli occhi chiusi.

Il Buongiorno di oggi è di una poetessa irlandese, tratto dalla sua raccolta "Tempo e violenza", Le Lettere. Cliccate sul suo nome per vedere gli altri versi che lo ho sfilato. E, come ogni venerdì, Friday Lisa: le parole di oggi in lingua originale.

Perché c’è sempre qualcuno per cui siamo il primo giorno d’estate.

Venerdì, 21 giugno 2013 @08:03

"Mia prima figlia sei stata la mia colomba, la mia estate,
il sollevarsi dei cieli, il ritirarsi delle acque,
il mio patto d’alleanza con la terra."
(Eavan Boland)
Perché c’è sempre qualcuno per cui siamo il primo giorno d’estate.

Oggi, che è il solstizio d'estate, i versi sono di una poetessa irlandese, tratti dalla sua raccolta "Tempo e violenza", Le Lettere (traduzione a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti). Cliccando sul suo nome potete leggere gli altri Buongiorno che le ho sfilato. E, come ogni venerdì, Friday Lisa: li trovate anche in inglese. Chi mi segue su Twitter li riceve ogni mattina sul telefonino...
E a tutti, buon primo giorno d'estate!

Poesia con ferro da stiro.

Venerdì, 6 maggio 2011 @07:01

"In un paesaggio senza enfasi,
leggero, lineare, pianificato con precisione,
un emisfero di cotone a strati, arieggiato,
un terreno di biancheria calda dal ferro
piegata e ripiegata, una pila alta
stirata, ordinata, che emana calore, e biancore."

(Eavan Boland)

Il profumo tiepido del ferro da stiro che liscia tutte le pieghe della vita. Pace.

(E dire che, da vera casalinga telematica, non mi piace stirare! Ma mi piace il profumo di buono delle lenzuola appena stirate. Come, immagino, alla poetessa irlandese Eavan Boland, che ha scritto i versi che ho scelto oggi per City, e che ho tratto dalla sua raccolta "Tempo e violenza", Le Lettere)

Come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche in inglese, nella parte globish del sito. E mi raccomando: se vi piace, diffondete, mandate, linkate i vostri amici che parlano globish!

Un matrimonio vero che plachi i battiti del cuore.

Lunedì, 24 maggio 2010 @08:56

"Ci credi
che il Progresso è una donna?
Uno spirito in cerca del suo opposto?
Di un matrimonio vero che le plachi i battiti del cuore?
Te l’ho chiesto
mentre seduto con un bicchiere di rosso
e il giornale del giorno prima
bevevi e leggevi, e non mi ascoltavi.
Poi ho chiuso la porta
ho lasciato la casa alle mie spalle e ho percorso
in auto l’intera distanza del nostro matrimonio,
dai sobborghi alla città."
(Eavan Boland)

E guidando, tornavo indietro negli anni…

Più leggo la poetessa irlandese Eavan Boland, e la sua antologia "Tempo e violenza" (Le Lettere), più mi piace. I versi di oggi, che ho scelto per il Buongiorno del 24 maggio, sono l’incipit di "Un matrimonio per il millennio". Non vi è mai capitato di pensare: che ci faccio qui? E lei, la moglie, prende la macchina e guida, guida all’indietro negli anni, guida verso la prima casa, dove ha abitato nei primi anni di matrimonio… Un viaggio nel tempo. "A una a una/si sono spente le finestre accese./ Gli schermi televisivi si sono raffreddati più piano./ La ceramica si è trasformata in vetro, i circuiti in transistor." E ancora: "I bambini sono spariti dai letti./ Le mogli, senza preavviso, sono diventate figlie"… Davanti alla vecchia casa si ferma solo pochi minuti. Nonostante tutto, nonostante il silenzio e le domande senza risposta, vuole tornare indietro, anzi avanti, verso "L’uomo con la sua copia spiegazzata del giornale./La giovane donna che parla con lui. Parla con lui./Il cuore in pace per questo". Non sempre succede. Non sempre un matrimonio "placa i battiti del cuore", non sempre si vuole tornare in quella stanza dove un uomo legge silenziosamente un giornale, spiegazzato o magari on line, su un laptop. Non sempre, per usare le parole di Eavan Boland, succede che "a true marriage eases a quick heartbeat". Per questo Soldini si chiede, e ci chiede, nel suo ultimo film, "Cosa voglio di più". Senza punto interrogativo.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.