Lisa Corva

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Sono una collezionista di parole.

Giovedì, 3 maggio 2012 @08:23

"Sono una collezionista di parole"
(Emine Sevgi Özdamar)
Le metto in tasca, nel cassetto, le appendo alle pareti della mia vita. Le uso.

Un altro Buongiorno da Istanbul? Sì, anche se in Turchia ho collezionato poche parole. La più buffa è "otopark": la leggevo ovunque per strada e solo dopo un po’ ho capito che vuol dire parcheggio… La frase di oggi è di una scrittrice turco-tedesca di cui Ponte alle Grazie ha pubblicato tempo fa "Il ponte del Corno d’oro". E che ho intervistato:

"Sono una collezionista di parole". Così dice di sé Emine Sevgi Özdamar. Perché quello che ha fatto, nella vita e nella scrittura, è proprio questo: collezionare parole. E reinventarle. Le parole con cui, novella Alice nel paese delle meraviglie, ha cercato di decifrare una Germania enigmatica: quella del 1966, dove è arrivata da ragazza, lasciando Istanbul, il sogno di una scuola di teatro, e la sua lingua. Per ritrovarsi a Berlino, a fare l’operaia, a cercare di capire e addomesticare una Germania dura e grigia, pezzo per pezzo, partendo dal puzzle della lingua, stavolta quella straniera.
Lei è una collezionista di parole. Quali?
"Wonaym ad esempio: perché, insieme alle altre operaie turche, non riuscivamo a pronunciare "Wohnheim", il pensionato in cui vivevamo. Oppure le parole che formavano i titoli dei giornali tedeschi che vedevo nell’edicola ogni mattina, andando a lavorare in fabbrica, e che imparavo a memoria, come schegge di poesia, senza neppure capire, all’inizio, che cosa volessero dire".
E la sua parola preferita, in turco, qual è?
"Babanne, nonna. Forse perché ho amato così tanto mia nonna, e le favole che mi raccontava".
Il suo libro è stato un bestseller, in Germania. Una reazione dei suoi lettori che l’ha colpita?
"Due ragazze turco-tedesche, che mi hanno contattato perché stavano scrivendo la loro tesi di laurea sul mio libro. Così diverse da com’ero io alla loro età; una portava il velo, come molte giovani islamiche oggi. E, dopo due ore di conversazione, ecco la domanda che non riuscivano a farmi. Dobbiamo anche noi disfarci dei nostri diamanti, mi hanno chiesto? Mi sono messa a ridere: nel libro, la protagonista vorrebbe appunto liberarsi del suo "diamante", una metafora per la verginità… Ma erano altri tempi: era il ’68! Non posso decidere io per voi, ho detto. Qualche mese dopo una di loro mi ha richiamato e mi ha detto, trionfante: l’ho fatto!".

La pioggia, come migliaia di aghi luminosi.

Lunedì, 22 marzo 2010 @07:54

"Quando sono scesi dalla macchina pioveva di nuovo e di nuovo la pioggia, alla luce dei fari delle automobili, sembrava migliaia di aghi luminosi. Il giovane ha preso uno dei due impermeabili e l’ha nuovamente usato per coprire la testa sua e la testa della ragazza, e c’è stato di nuovo un rumore come se piovesse su una tenda".
(Emine Sevgi Özdamar)

E di nuovo il mondo, quando sono con te, è luminoso e lucente. Anche quando piove.

(Sto leggendo, in anteprima, un romanzo che sembra quasi Alice nel Paese delle Meraviglie, solo che è una storia vera: quella di Emine, ragazza turca che sogna di fare l’attrice, e negli anni Settanta parte per la Germania, dove lavorerà come operaia. Il mondo che trova è raccontato come in una fiaba metropolitana… Il libro si intitola "Il ponte del Corno d’Oro", Ponte alle Grazie, ed esce in questi giorni).

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.