Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Dove tu passi si fa autunno e sera.

Giovedì, 5 novembre 2015 @08:01

"Dove tu passi si fa autunno e sera."
(Georg Trakl)
Dove tu passi c’è un fruscio di foglie d’autunno, c’è il giorno che diventa notte, la carezza del buio. Ci sei tu.

Georg Trakl è uno dei primi poeti che ho amato, sottolineato, stropicciato, insieme a Neruda. Era un vecchio librino con il testo in tedesco a fronte, ce l’ho ancora. Di lui, di Trakl, sapevo poco. Sapevo che era austriaco, nato a Salisburgo nel 1887; lì, a Mirabell Park, ho poi ritrovato qualche anno fa, in una passeggiata con un amico, i suoi versi, in una lapide, in uno dei parchi più belli della città. Solo adesso – molto tempo dopo la prima lettura dei sedici anni – ho capito il suo tormento, l’amore troppo amore per la sorella, la vita allucinatoria di droghe e alcol, la guerra (la prima guerra mondiale fatta di trincee sanguinose), il suicidio o morte accidentale per cocaina. Ma per me Trakl rimane questo, questi versi che sanno d’autunno, di viali nei parchi, di buio compassionevole e foglie per terra. Anche per questo l'ho scelto come #spillo della settimana su Gioia. (Dove trovate, tra l'altro, un mio corvapezzo sui mercati - i food market dove si compra e si mangia - in giro per l'Europa!).

Il vento freddo delle stelle.

Venerdì, 21 febbraio 2014 @09:43

"Sopra lo stagno bianco
sono emigrati gli uccelli selvatici.
A sera soffia dalle nostre stelle un vento ghiaccio.

Sopra le nostre tombe
si curva la fronte fracassata della notte.
Sotto le querce noi ci culliamo
su un battello argenteo.

Sempre ancora risuonano i muri bianchi della città.
Sotto archi di spine,
o mio fratello, ci arrampichiamo noi, cieche lancette, verso mezzanotte".
(Georg Trakl)

Il vento freddo delle stelle.

Georg Trakl, un poeta austriaco di inizio Novecento, che leggevo prima dei vent’anni. Bello riscoprirlo adesso, con la traduzione di Gilberto Forti, in un piccolo volume Adelphi, "Sebastian in sogno". Trovate il vento freddo delle stelle, in tedesco, in Friday Lisa.

Cronache da Salisburgo: quando le poesie ti aspettano dentro un parco.

Lunedì, 18 marzo 2013 @07:58

"Una fontana canta. Nubi stanno
nel vivo azzurro, delicate, chiare.
Persone assorte e zitte a sera vanno
Per il vecchio giardino a passeggiare.
Degli avi il marmo s’è ingrigito. Passa
Uno stormo d’uccelli, via, lontano.
Gli occhi morti un silvestre fauno abbassa
su ombre che svicolan nel buio vano".
(Georg Trakl)
Nubi nel vivo azzurro. Presagio di primavera.

Stavolta il Buongiorno di oggi mi aspettava in un parco: Mirabell Park, a Salisburgo, dove sono andata a passeggiare sabato, con uno dei miei più vecchi amici: l’artista tedesco Olaf Nicolai, che portava una sua performance, L’Escalier du Chant, al museo d’arte moderna della città (un posto incredibile, un rettangolo di cemento arrampicato su un colle, dove si arriva con una funivia dentro la roccia; e in cima, un caffè design fatto di vetrate, con corna molto austriache appese sul soffitto, dove sedersi a guardare il fiume, i monti innevati, il barocco della città). Ma torniamo a Trakl. Andiamo a fare una passeggiata al parco, dice il mio amico storico, un eterno amico (proprio come quello nel mio ultimo libro, ricordate?). Una passeggiata tra le statue di Mirabell Park, un parco minuscolo e cittadino, barocco e silenzioso, con la neve che cadeva testarda e il cielo azzurro, un vero ossimoro di marzo. Sai, continua l’eterno amico, qui a Salisburgo viveva un famoso poeta, forse lo conosci, Trakl? Ma certo: Georg Trakl, uno dei miti malinconici della mia adolescenza. E, senza vergogna, ho cercato di recitare (in tedesco, stupite) i versi che mi ricordavo. E Trakl era lì che mi aspettava, che ci aspettava, dietro l’angolo, su un muro assolato: perché i nostalgici austriaci hanno inciso su pietra i versi che Trakl scrisse proprio passeggiando in questo parco. E siccome siamo, io e l’eterno amico, due incurabili romantici, ci siamo fermati a fotografare i versi con il nostro iPhone. Romantici sì, ma digitali. (La traduzione invece non è mia, ma di Ervino Pocar, del vecchio libro Bur Rizzoli su cui ho scoperto e amato, da adolescente, Trakl.)

Autunno nelle stanze.

Lunedì, 9 novembre 2009 @08:30

"Nessuno è in casa. Autunno nelle stanze…
Sempre pensi al bianco viso dell’uomo
lontano dal frastuono del tempo;
verdi rami si inchinano volentieri sopra a chi sogna".
(Georg Trakl)

Nel traffico, in metropolitana, rincorrendo l’autobus; aspettando il caffè, al bar; nel silenzio della mia casa. Sempre, ovunque io sia, se chiudo gli occhi vedo te: vedo il tuo viso, lontano dal chiasso del tempo.

(Georg Trakl: poeta austriaco, muore nel 1914, durante la prima guerra mondiale, proprio mentre sta per finire l’Impero. Ufficiale sanitario, è al fronte; si uccide con un’overdose di cocaina. Poeta tragico, tormentato: eppure le sue poesie parlano d’autunno, sono piene dell’oro del tramonto. Questi versi sono tratti dal piccolo volume dove ho imparato a conoscerlo, un vecchio libro della Bur, intitolato semplicemente: "Poesie")

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.