Lisa Corva

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Una delle tappe d’obbligo che la vita ci impone: quella di essere abbandonati o abbandonare.

Giovedì, 23 ottobre 2014 @17:50

"Una delle tappe d’obbligo che la vita ci impone: quella di essere abbandonati o abbandonare".
(Goliarda Sapienza)
Bivio. Incroci. Strade. Quante, anche quest’autunno.

E’ il mio #spillo oggi su Gioia!, ed è una frase tratta da uno dei "libri che mi aspettavano", che è anche uno dei romanzi che più ho amato quest’anno: "L’arte della gioia", di Goliarda Sapienza (Einaudi). Cliccate sul suo nome per saperne di più.

Cinquanta. Un nuovo oro per gli anni.

Lunedì, 18 agosto 2014 @11:48

"Solo in seguito, all’epoca d’oro dei cinquant’anni, epoca forte calunniata dai poeti e dall’anagrafe, solo in seguito sai quanta ricchezza c’è nelle oasi serene dell’essere con se stessi, soli. Ma questo viene dopo."
(Goliarda Sapienza)
Cinquanta. Un nuovo oro per gli anni.

Sarà perché ho appena compiuto cinquant’anni che ho sottolineato questa frase di Goliarda Sapienza, su "L’arte della gioia", il suo bel libro Einaudi, e l’ho fatta diventare il mio #spillo della settimana su Gioia? In ogni caso, è un nuovo oro per gli anni. Io, per festeggiare, ho anche le unghie dei piedi dipinte di un scintillante, iridescente gold. A presto con un nuovo #spillo, anche se il Buongiorno riprenderà lunedì 1 settembre. E giorni d’oro a tutti.

Hai nello sguardo come un vento che trascina.

Mercoledì, 21 maggio 2014 @09:46

"Hai nello sguardo come un vento che trascina."
(Goliarda Sapienza)
Ma cosa c’è negli occhi delle persone che amiamo? Nei tuoi vedo il mare, le luci di notte, il mare quand’è calmo.

Anche il Buongiorno di oggi è tratto da "L’arte della gioia" (Einaudi). Ora smetto! E da lunedì un altro dei #librichemiaspettavano e da cui sono rimasta stregata.

Come potevo sapere che la felicità più grande era nascosta negli anni apparentemente più bui della mia esistenza?

Martedì, 20 maggio 2014 @08:42

"Come potevo sapere che la felicità più grande era nascosta negli anni apparentemente più bui della mia esistenza?".
(Goliarda Sapienza)
La luce, il buio.

Avete presente quando un libro vi piace così tanto che lo sottolineate tutto; leggete in fretta perché volete sapere come va avanti e allo stesso tempo non volete che finisca? Bene: a me è successo con "L’arte della gioia", da cui sfilo, come ieri, un Buongiorno. (E con altri due libri di cui vi parlerò presto).

Bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiamo vita.

Lunedì, 19 maggio 2014 @08:26

"Ma bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiamo vita. Liberi di osservare, di studiare, di guardare dalla finestra, di spiare fra quel bosco di palazzi ogni luce che dal mare si insinua fra le imposte…"
(Goliarda Sapienza)
La vita è l’orizzonte. Lontano, le luci del mare.

Ebbene sì. Ci sono #librichemiaspettano. Come "L’arte della gioia" (Einaudi), da cui ho tratto il Buongiorno di oggi. Ne sento parlare da anni, da una cara amica, Marina; ma, non so perché, prima mi è capitato tra le mani "Il vizio di parlare a me stessa", una raccolta di pensieri, di pagine di diario, che conoscete dai Buongiorno. Poi, qualche settimana fa, eccomi qui, dentro "L’arte della gioia", dentro una storia tutta siciliana di vulcani e mare e silenzi e rivoluzioni, che comincia il primo gennaio del 1900, quando nasce Modesta, la protagonista, in uno spazio fangoso di miseria e povertà, circondata da canneti e sole: "La luce mi fa bruciare gli occhi. Sempre, quando esco dalla stanza, la luce mi brucia gli occhi, quando entro invece il buio mi acceca". E poi. E poi invece per Modesta ci saranno conventi e omicidi, donne da amare e donne da uccidere, uomini a cavallo che arrivano di notte, il passo sensuale, il corpo, il sesso, l’amore. Ci sarà la ricchezza, anche e soprattutto quella dei libri. E luce, luce, la luce del mare. E la luce del piacere, senza inibizioni: è quella l’arte della gioia del titolo. Ma che libro straordinario, potente, un libro che è stato a lungo dimenticato: Goliarda Sapienza, siciliana davvero come la sua protagonista (nacque a Catania nel 1924 da una famiglia, e una madre, socialista e rivoluzionaria), terminò il romanzo nel 1976, ma non trovò mai un editore. Finché il suo compagno ne pubblicò alcune copie con Stampa Alternativa, alla fine degli anni Novanta; e poi il libro fu tradotto ed elogiato in Germania, in Francia… Sì, ci sono #librichemiaspettano. E anche libri che aspettano di essere pubblicati. Ora lo trovate in una bella edizione pocket Einaudi, con in copertina una donna sdraiata, al sole della gioia, con un costume da bagno anni Trenta. Forse è un libro che aspetta anche voi.

L’odore del verde dopo la pioggia a Ferragosto è amaro come la seta del papavero stropicciata fra le dita.

Lunedì, 2 settembre 2013 @09:06

"L’odore del verde dopo la pioggia a Ferragosto è amaro come la seta del papavero stropicciata fra le dita."
(Goliarda Sapienza)
Stropicciala come seta, senti che profumo ha: la fine dell’estate.

E' settembre, e insieme alla pioggia (nel mio pezzettino di mondo stanotte ha piovuto), ecco tornare i Buongiorno: la frase di oggi è tratta "Il vizio di parlare a me stessa" (Einaudi). Il libro che raccoglie i taccuini degli anni Settanta e Ottanta della scrittrice e pensatrice, riscoperta da poco, Goliarda Sapienza.

Che cos’è la vita, se non ti fermi un attimo a ripensarla?

Lunedì, 24 giugno 2013 @09:28

"Che cos’è la vita, se non ti fermi un attimo a ripensarla?"
(Goliarda Sapienza)
Con il primo caffè del mattino. Sospesa silenziosa felicità.

Le parole sono di Goliarda Sapienza, scrittrice siciliana che visse a Roma, nel suo "Il vizio di parlare a me stessa" (Einaudi). Un libro che raccoglie i suoi taccuini degli anni Settanta e Ottanta.

L’azzurro implacabile del cielo. Mediterraneo di agave e lava.

Giovedì, 21 giugno 2012 @08:33

"Hanno piantato il cactus, l’agave, il carrubo. Tenacemente nel mio profondo di lava. L’agave col suo abbraccio materno frena il bianco furore della montagna. La rupe, ammasso immenso di furore concentrato, sbatte sull’azzurro implacabile del cielo". (Goliarda Sapienza)
Mediterraneo.

Oggi, primo giorno d’estate, ho scelto delle frasi che sanno di Mediterraneo, l’azzurro, implacabile, meraviglioso Mediterraneo di agave e lava. Le parole sono di Goliarda Sapienza, scrittrice siciliana, nel suo "Il vizio di parlare a me stessa" (Einaudi), che raccoglie i suoi taccuini degli anni Settanta e Ottanta.

Insonne di gelsomini.

Lunedì, 11 giugno 2012 @07:49

"Palermo sull’isola assediata due volte, dai monti e al di là dei monti dal mare. Catania insonne di gelsomini, di stelle e occhi di bambini".
(Goliarda Sapienza)
Insonne di gelsomini.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Il vizio di parlare a me stessa", Einaudi.

Sei entrato nella stanza e l’aria s’è improvvisa colmata di tenerezza.

Giovedì, 12 aprile 2012 @08:10

"Sei entrato nella stanza e l’aria s’è improvvisa colmata di tenerezza intorno al mio corpo in attesa. Sei entrato nella stanza e (improvvisa) l’aria intorno al mio corpo s’è colmata."
(Goliarda Sapienza)
Sei entrato nella stanza.

Il Buongiorno di oggi è tratto da un libro di appunti e pensieri di una donna che sto scoprendo adesso: Goliarda Sapienza, "Il vizio di parlare a me stessa" (Einaudi). Siciliana, attrice, visse soprattutto a Roma; nata da una famiglia "socialista rivoluzionaria", morta nel 1996, riscoperta per i suoi scritti solo in questi ultimi anni. Le parole delle donne prima di noi.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.