Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Perché sono le strade a creare questa città.

Mercoledì, 9 luglio 2014 @09:18

"Perché la realtà di Cernopol era la realtà delle strade, delle grandi vie maestre che sono le arterie della vita tracciate attraverso il paesaggio smisurato e non finiscono se non con la morte del viandante. Esse avevano creato questa città. Da una delle loro intersezioni era sorta Cernopol, serbatoio di senzapatria, luogo d’incontro per nomadi sempre in cammino, fremente d’irrequietezza, oppressa da un desiderio struggente di orizzonti indefiniti, di spazi più ampi e lontani, impregnata di fermenti d’insoddisfazione, e nello stesso tempo nuda e disadorna nella sua miseria, nella sua pena, nella sua stanchezza, nella durezza spietata degli scettici ammaestrati dalla vita, per i quali tutto è caduco, ogni sofferenza è solo apparenza e ogni compassione cede alla consapevolezza della transitorietà del dolore".
(Gregor von Rezzori)
Perché sono le strade a creare questa città.

E’ vero, ci sono città il cui cuore, l’impronta, sono le strade. Per Gregor von Rezzori era l’immaginaria Cernopol, ricalcata sulla sua città di nascita, Czernowitz (e il brano è tratto da "Un ermellino a Cernopol", Guanda). Io penso a Bucarest, dove sono appena ritornata, le strade ampie ma inquietanti, strade volute da Ceausescu, che ha distrutto, metodicamente, quello che era il cuore della città. E poi penso anche a Manhattan, un’isola fatte di strade quasi tracciate col righello. Strade in cui è bello camminare, che a me fanno sempre sentire sicura, nel cuore del mondo.

La piccola città, con le sue casette di pan pepato, sembrava uscita da una scatola di giocattoli.

Martedì, 8 luglio 2014 @08:35

"La piccola città, con le sue casette di pan pepato chiuse nella cinta muraria medievale, sembrava uscita da una scatola di giocattoli, una piccola, fiabesca isola tedesca in un paesaggio rumeno pieno di forze primigenie, disteso sotto l’arco di un cielo nel cui illimitato azzurro veleggiavano rondini e falchi".
(Gregor von Rezzori)
In cerca di illimitato azzurro.

La piccola città che sembra uscita da una scatola di giocattoli è Brașov: al tempo di Gregor von Rezzori, che ci andò malvolentieri a scuola lasciando l’amatissima Czernowitz ("laggiù per poco non morii di nostalgia"), si chiamava ancora Kronstadt. Terre che cambiano nome, lingua, destino: una delle mie tappe del mio viaggio in Transilvania. La descrizione è sfilata da "Tracce nella neve", Guanda e la piccola città è ancora così, luminosa sotto il sole della Transilvania. Ed è vero, ci sono città nel mondo (penso anche alla nostra Toscana, alla Francia), che sono perfette, uscite miracolosamente intatte da guerre e polvere e speculazioni edilizie, quasi trovate sul fondo di una scatola di giocattoli.

Ma tu vieni dai boschi. Si vede. Sei vestito come uno di città, ma non m’inganni. Tu sei cresciuto nei boschi.

Lunedì, 7 luglio 2014 @12:19

"Ma tu vieni dai boschi. Si vede. Sei vestito come uno di città, ma non m’inganni. Tu sei cresciuto nei boschi".
(Gregor von Rezzori)
I boschi dentro.

Per Gregor von Rezzori, uno degli ultimi intellettuali mitteleuropei, di cui ho amato molto i libri-testimonianza (tra cui "Tracce nella neve", Guanda, da cui è tratto questo Buongiorno), questo era un complimento. Per lui, nato a Czernowitz quando era ancora Impero Austroungarico, poi Romania, oggi Ucraina; cresciuto a Vienna, a Berlino, cittadino del mondo che ora riposa in terra toscana (nel "writers retreat" portato avanti da sua moglie, dove sono stata, ammirata)... "All'altro capo della sala un vecchio cioban rumeno, un pastore d'alta montagna, ci guardava sorridendo; indossava il costume rumeno, lo stesso degli antichi Daci, quale si può vedere ancora oggi sulla Colonna Traiana a Roma: la camicia di lino grezzo tessuto a mano, gli stretti calzoni di lino, la sciarpa rossa intorno ai fianchi…". E quando il vecchio pastore, gli dice, sorridendo, che l'ha riconosciuto, ha riconosciuto i boschi dentro di lui, e le battute di caccia, e la neve, "Per me fu come un attestato di nobiltà". Mi è venuta in mente, quest’anima di boschi, proprio perché sono appena tornata dalla Transilvania. Le cronache, a presto.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.