Lisa Corva

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Dipingi, guarda, vivi, ti grida la luce! Le mattine di Venezia.

Mercoledì, 29 maggio 2013 @09:31

"La mattina questa luce si affaccia ai vetri della tua finestra, ti schiude l’occhio come fosse una conchiglia, ti chiama all’aperto e si mette a correre davanti a te strimpellando con i suoi lunghi raggi – come un ragazzino scatenato che batte il bastone contro la cancellata di un giardino o di un parco – su arcate, portici, comignoli di mattoni rossi, santi e leoni. Dipingi, dipingi!, ti grida la luce, scambiandoti per un Canaletto, un Carpaccio, un Guardi, oppure perché non si fida, non è tanto sicura che la tua retina sia capace di trattenere tutto ciò che lei ti squaderna davanti…"
(Iosif Brodskij)
Dipingi, guarda, vivi, ti grida la luce! Le mattine di Venezia.

Stamattina mi sono svegliata a Venezia. Sono arrivata ieri, e rimango qualche giorno, per l'opening della Biennale: giornate in cui Venezia si trasforma, accoglie la "art crowd" da tutto il mondo, artisti, curatori, galleristi, critici, giornalisti... E poi feste in luoghi inaspettati, come l'ex piscina sull'isola di San Giorgio, dove sono stata ieri sera. Per me che adoro il peoplewatching, oltre che l'arte contemporanea, un vero spettacolo. E se Brodskij, il poeta russo che amava Venezia (le frasi di oggi sono tratte dal suo piccolo libro che è un omaggio alla città, "Fondamenta degli incurabili", Adelphi), sentiva il grido di "dipingi, dipingi!", io sento "guarda! e racconta". Quello che so fare, quello che mi piace fare: guardare, raccontare. Pensa con i sensi, senti con la mente, come il titolo di una Biennale di qualche anno fa. A presto, dunque, per cronache veneziane.

Venezia. Questa città non ti indica una direzione, sempre e solo vie traverse.

Martedì, 19 giugno 2012 @09:45

"A guardarla sulla carta, questa città fa pensare a due pesci alla griglia serviti nello stesso piatto, o magari alle due chele di un’aragosta che quasi si sovrappongono (Pasternak la paragonava a un croissant rigonfio); ma non ha né un Nord né un Sud; non ha Est né Ovest; non ti indica una direzione, sempre e solo vie traverse".
(Iosif Brodskij)
Perché a volte è bello seguire le vie traverse.

Il Buongiorno di oggi è tratto da un piccolo libro Adelphi che è una dichiarazione d’amore per Venezia: "Fondamenta degli incurabili", del poeta russo Iosif Brodskij.

Città d’acqua.

Giovedì, 5 aprile 2012 @08:11

"Venezia. L’unica cosa che potrebbe superare questa città d’acqua sarebbe una città costruita nell’aria."
(Iosif Brodskij)
Come amo le città d’acqua. Città di mare, di fiumi, di canali. Ma solo Venezia ha l’immobilità magica e liquida della laguna.

La frase di oggi è tratta da un piccolo libro Adelphi che è una lunga passeggiata e una grande dichiarazione d’amore per Venezia: "Fondamenta degli incurabili", scritto nel 1991 dal poeta russo Iosif Brodskij.

Cerco una baia sperduta.

Venerdì, 23 luglio 2010 @08:56

"Baia sperduta: non più di venti barche a vela.
Reti, parenti dei lenzuoli, stese ad asciugare.
Tramonto. I vecchi guardano la partita al bar,
la cala azzurra prova a farsi turchina.
Un gabbiano artiglia l’orizzonte prima
che si rapprenda. Dopo le otto è deserto
il lungomare. Il blu irrompe nel confine
Oltre il quale prende fuoco la stella".
(Iosif Brodskij)

Finalmente: io e un tramonto sul mare.

(Una poesia con il nome di un’isola: si intitola, infatti, "Procida". E’ del poeta russo Iosif Brodskij ed è tratta dall’antologia "Poesie di viaggio", Edt. E, posso dirlo?, che voglia di baie sperdute...)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.