Lisa Corva

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L'amore, che di nuovo, da tempo immemorabile, da lontano impedisce la morte.

Lunedì, 30 ottobre 2017 @17:29

"In cielo si raccoglie il vento,
il vento purpureo di domani,
e di nuovo l’amore,
di nuovo da tempo immemorabile
da lontano impedisce la morte". 
(Jan Skácel

I versi di oggi sono di Jan Skácel, nato negli anni Venti in quella che al tempo era ancora Cecoslovacchia. Sono tratti da "Il colore del silenzio", Metauro edizioni. E sono stati un mio Buongiorno su City, nel 2010.
Ma mi sono tornati in mente in questi giorni, giorni di tramonti troppo rossi e di incendi, giorni in cui pensiamo (io, almeno, ci penso) a chi non c’è più. Eppure l’amore, "di nuovo da tempo immemorabile da lontano impedisce la morte": sono queste le parole che continuano a risuonarmi, anche adesso, in questa sera d’autunno.

Seguendo i fiori di sambuco.

Martedì, 12 luglio 2011 @10:58

"Ci son contrade dove i bimbi salutano ancora i treni.
Noi siamo sempre un pochino tristi
a quelle stazioncine
dove nessuno aspetta.
D’un tratto l’anima è bianca di sambuco,
d’un tratto c’è in noi troppo dell’uomo."

(Jan Skácel)

Verrebbe quasi voglia di scendere, in quella piccola stazione dove non scende mai nessuno. E ricominciare daccapo, una nuova vita, seguendo i fiori di sambuco.

Jan Skácel è un poeta della Repubblica Ceca; i versi di oggi sono tratti da "Il colore del silenzio", Metauro edizioni. Mi piacciono i fiori di samubuco che crescono alti e un po' selvaggi, ma soprattutto mi piace, d'estate, bere acqua e sciroppo di sambuco, una leccornia!

Avete visto che da oggi lisacorva è anche twitter? Devo ancora scoprire come funziona ma ci siamo... Mi sento un po' Barack Obama, o forse Lady Gaga?

L'autunno è una lumaca che sporge le corna.

Lunedì, 13 settembre 2010 @07:50

"E agosto finisce sono scalzi i giorni
fioriti gli astri già si sente il freddo
l’autunno è una lumaca che sporge le corna"
(Jan Skacel)

Sì, agosto è finito; settembre avanza, segue una musica tutta sua, ha il ritmo silenzioso e veloce delle foglie che cadono, delle gocce di pioggia. Presto, presto, ci avvolgerà l’autunno.

Ho usato spesso dei versi di Jan Skacel - tratti dalla sua antologia "Il colore del silenzio", Metauro - per il Buongiorno di City. I più belli, secondo me, sono quelli che ho rubato per il Buongiorno del 5 febbraio 2010:

"In cielo si raccoglie il vento,
il vento purpureo di domani,
e di nuovo l’amore,
di nuovo da tempo immemorabile
da lontano impedisce la morte".

Oggi è venuta a trovarmi una rosa.

Giovedì, 17 giugno 2010 @07:14

"Ho ospiti oggi,
ho ospiti.
Oggi è venuta a trovarmi una rosa.
Dio, fà che io sia semplice e chiaro
come un gioiello prezioso,
come un coltello nudo in battaglia,
e in cuore la purezza di un bicchiere.
Stasera è venuta a trovarmi una rosa".
(Jan Skácel)
Stasera, chiudo tutto. Libri, tv, computer, cellulare. Stasera, voglio ascoltare: quel che ha da insegnarmi una rosa.

(Jan Skácel è uno dei maggiori poeti cechi del Novecento. I versi di oggi sono tratti dalla sua antologia "Il colore del silenzio", Metauro. Perfetti per me, l’Autrice che usa solo profumi alla rosa, che ama le rose…).

E di nuovo, l’amore.

Venerdì, 5 febbraio 2010 @08:35

"In cielo si raccoglie il vento,
il vento purpureo di domani,
e di nuovo l’amore,
di nuovo da tempo immemorabile
da lontano impedisce la morte".
(Jan Skácel)

Il vento. E’ il vento di stasera che mi dà speranza. Che mi accarezza i capelli, mi scivola addosso, mi sussurra, dolce e tagliente: domani, domani, succederà domani.

(I versi di oggi sono di Jan Skácel, nato negli anni Venti in quella che al tempo era ancora Cecoslovacchia. Sono tratti da "Il colore del silenzio", Metauro edizioni)

Sogni.

Lunedì, 14 dicembre 2009 @08:35

"Verso mattina i bidoni son pieni di sogni interrotti".
(Jan Skácel)

Stamattina voglio buttare tutto: i sogni incrinati, i desideri soffocati, le amarezze, le invidie, il rancore; e la paura, paura di non riuscire, di non potere, di non amare. Di non essere amata… Stamattina butto tutto nei bidoni della spazzatura. Stamattina ricomincio. Più leggera. Più libera, forse, di ricominciare a sognare.

(Jan Skácel è un poeta della Repubblica Ceca; i versi di oggi sono tratti da "Il colore del silenzio", Metauro edizioni).

La porta per uscire dall\'angoscia. E i segreti delle case.

Mercoledì, 25 novembre 2009 @07:39

"Tre grandi tristezze ci sono al mondo
Tre tristezze grandi e nessuno sa
Come evitare queste tristezze
Prima tristezza Non so dove morrò
Seconda tristezza Non so quando accadrà
E l’ultima Non so dove sarò all’altro mondo
Così ho sentito cantare Lasciamo così
Lasciamo così come si canta
Per riuscire
A prendere l’angoscia come una maniglia ed entrare".
(Jan Skácel)

L’angoscia: una maniglia da afferrare, per uscire da questa porta. Ed entrare nella serenità.

(Jan Skácel è un poeta della Repubblica Ceca, e visse a Brno, quando ancora era Cecoslovacchia; i versi di oggi sono tratti da "Il colore del silenzio", Metauro edizioni.
Brno è anche la città dove si trova Villa Tugendhat, capolavoro dell’architettura del Novecento, la casa che Mies van der Rohe costruì alla fine degli anni Venti, a cui si è ispirato Simon Mawer per uno dei più bei romanzi che ho letto quest’anno, "La casa di vetro", Neri Pozza. Casa di vetro, casa di un sogno: quello di una coppia di ebrei, i Tugendhat, che furono costretti a lasciare la casa e il loro Paese nel 1938, e non tornarono mai più. Lo scrittore inglese immagina che la casa parli: e racconti, dagli anni Venti ad oggi, le storie delle persone che l’hanno attraversata e abitata; le storie ma anche la Storia, la guerra, il nazismo, il socialismo… Un romanzo che ci ricorda tutti i silenziosi segreti delle case)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.