Lisa Corva

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Il buco che ho nel cuore ha la tua forma.

Giovedì, 27 novembre 2014 @07:41

"Il buco che ho nel cuore ha la tua forma."
(Jeanette Winterson)
Il buco che ho nel cuore sei tu.

Il mio Buongiorno oggi è anche lo #spillo della settimana su Gioia. Davvero uno spillo, un graffio, una cicatrice, come è a volte l’amore.

Quando venni al mondo diventai l’angolo visibile di una mappa ripiegata.

Martedì, 26 giugno 2012 @08:00

"Quando venni al mondo diventai l’angolo visibile di una mappa ripiegata. La mappa ha più di una strada. Più di una destinazione. La mappa, l'io che si dispiega, non ti mostra un itinerario preciso. La freccia che dice Tu sei qui è la tua prima coordinata. Sono tante le cose che non puoi cambiare quando sei un bambino. Ma puoi fare i bagagli e metterti in viaggio..."
(Jeanette Winterson)
Seguendo la mappa. Cambiando destinazione. Sono in viaggio.

Un altro Buongiorno sfilato a "Perché essere felice se puoi essere normale?", l'autobiografia, tragica e ironica come a volte è la vita, di Jeanette Winterson. Cliccate sul suo nome per saperne di più.

La madre è la nostra prima storia d’amore.

Venerdì, 11 maggio 2012 @09:11

"La madre è la nostra prima storia d’amore. E se poi la odiamo, ci portiamo dietro quella rabbia e la riversiamo su chi amiamo. E se la perdiamo, dove la ritroveremo?"
(Jeanette Winterson)
Perché solo dalle madri possiamo imparare ad amare.

Domenica è la festa della mamma. Così ci dice il mondo consumista: pensa a tua madre, comprale un regalo. Io invece voglio ricordare le madri con questa frase della scrittrice inglese Jeanette Winterson, che ho appena intervistato per Grazia. Perché nel suo straordinario "Perché essere felice se puoi essere normale?" (Mondadori) racconta la sua storia, la storia delle sue due madri. La prima è quella adottiva: nel libro, semplicemente Mrs Winterson, una donna che credeva solo nell’Apocalisse e nei versetti che disseminava per tutta la casa, anche in bagno; che stava alzata di notte a combattere i suoi fantasmi cucinando crema di uova; e che, quando una Jeanette sedicenne le confessò di essere lesbica rispose, gelida, con la frase che dà il titolo al libro. La seconda è la madre biologica, che Jeanette cerca e trova, a cinquant’anni, quando vuole andare alle radici della sua incapacità di amare, quando vuole sciogliere la rabbia. Un libro potente: ironico e straziante insieme. Com’è la vita.

Trovate la frase in originale, come ogni venerdì, su Lisa globish. And please follow me on Twitter!

IMPORTANTE: in questi giorni è stato impossibile, per un problema tecnico, lasciare commenti. Ora è tutto a posto.

Quando me ne sono andata di casa, ho comprato un piccolo tappeto. Era il mio mondo arrotolato.

Mercoledì, 4 aprile 2012 @08:07

"Quando me ne sono andata di casa, ho comprato un piccolo tappeto. Era il mio mondo arrotolato. Lo srotolavo in qualunque stanza, in qualunque alloggio provvisorio dove mi sia capitato di abitare. Era la mappa di me stessa. Invisibili agli occhi degli altri, ma racchiuse nel tappeto, erano tutte le stanze in cui avevo vissuto, per qualche settimana, per qualche mese. Quando dormivo per la prima volta in un luogo estraneo, mi sdraiavo sul letto e traevo conforto nel guardare il tappeto: mi ricordava che avevo tutto ciò che mi serviva, anche se quel che avevo era così poco."
(Jeanette Winterson)
I talismani che ci accompagnano nelle case, nel mondo. Una tazza, un cuscino, una coperta… Un tappeto.

La frase di oggi è tratta da un libro straordinario che sto leggendo in questi giorni: "Perché essere felice se puoi essere normale?" (Mondadori), la frase che la mamma adottiva disse a Jeanette Winterson, l’autrice, quando scoprì che la figlia era lesbica…

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.