Lisa Corva

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Tutto quello che possiamo fare con il dolore. Trasformarlo in coraggio.

Martedì, 19 febbraio 2013 @07:45

"La sua allegria, nient’altro che dolore divenuto coraggio."
(Joseph O’ Connor)
Tutto quello che possiamo fare con il dolore. Trasformarlo in coraggio.

Un’amica mi ha riportato un romanzo che le avevo prestato tempo fa, "Una canzone che ti strappa il cuore", Guanda (e infatti se cliccate sul nome dell’autore trovate i vecchi Buongiorno che avevo ritagliato dal libro). L’ho aperto, e c’era questa frase, che avevo sottolineato. Ora è anche vostra.

Il rammendo delle speranze lacerate.

Giovedì, 16 dicembre 2010 @08:04

"Il rammendo delle speranze lacerate".
(Joseph O’ Connor)

Indosso il pensiero di te come una sciarpa da cui non riesco a separarmi, come il maglione più morbido, l’unico che sa abbracciarmi. L’ho portato così tanto con me, questo pensiero, questo desiderio, che ormai è consunto, liso, non mi scalda più. E mi chiedo: la posso rammendare, la speranza di te?

(Ricordate "quella stanza dove mi nascondo quando penso a te"? Era il Buongiorno del 14 ottobre, tratto, come quello di oggi, da un libro struggente: "Una canzone che ti strappa il cuore", di Joseph O’ Connor, Guanda. Una storia d'amore, vera o quasi, nella Dublino di inizio Novecento).

Oggi google si è ricordato del compleanno di Jane Austen : presto, presto, se non avete mai letto un suo libro provvedete subito! Io, che mi sento così Jane Austen reloaded, con un iPhone in tasca.

Il corpo ricorda.

Giovedì, 11 novembre 2010 @07:52

"ll corpo si ricorda? Quando la mente ha dimenticato?"
(Joseph O’ Connor)

Si ricorda, il corpo? Si ricorda, la mia pelle, dell’impronta dei tuoi baci; si ricorda, la mia mano, di quando l’hai sfiorata; si ricorda il corpo del tuo odore, tra le lenzuola? Il corpo sa, il corpo ricorda: se ha bruciato, a contatto con un altro corpo. Il corpo si ricorda, anche quando noi sembriamo aver dimenticato.

(Ricordate "quella stanza dove mi nascondo quando penso a te"? Era il Buongiorno del 14 ottobre, tratto, come quello di oggi, da "Una canzone che ti strappa il cuore", di Joseph O’ Connor, Guanda).

Nei territori dei sogni.

Venerdì, 29 ottobre 2010 @09:14

"E se i sogni tradiscono i nostri desideri, come i saggi dicono fin dai tempi dei greci, allora perché i morti sono così spesso silenziosi quando li sogniamo? Siamo noi a non volere che parlino?"
(Joseph O’ Connor)
Io, invece, vorrei solo che, in sogno, mi sussurraste qualcosa.

(Ricordate "quella stanza dove mi nascondo quando penso a te"? Era il Buongiorno del 14 ottobre, tratto, come quello di oggi, da un libro struggente: "Una canzone che ti strappa il cuore", di Joseph O’ Connor, Guanda. E oggi, un pensiero per i prossimi giorni, in cui ricordiamo chi non è più con noi).

L’autunno, dentro.

Venerdì, 15 ottobre 2010 @11:39

Ops: scusate per il non-Buongiorno di ieri, ma ero in viaggio e scollegata. (Altro che it-bags, vorrei un iPad!). Ecco dunque il Buongiorno del 15 ottobre:

"E se mai la nostra storiella finisse accantonata in una stanza che viene ricordata solo qualche volta, resterebbe lo stesso una stanza che vorrei, e dove ogni tanto andrei dentro, come una camera in un vecchio albergo sul lungomare dove due peccatori hanno fatto qualcosa che non dovevano. Ti dispiace se te lo dico?"
(Joseph O’ Connor)
Quella stanza che non esiste ma esiste davvero; quella stanza dove mi nascondo, quando penso a te.

(Questa frase è tratta, come quella del 27 settembre, da "Una canzone che ti strappa il cuore", di Joseph O’ Connor, Guanda. La storia, vera e romanzata insieme, di un amore: quello tra Synge, drammaturgo irlandese di inizio Novecento, e la giovane attrice Molly Allgood. Un amore osteggiato, brevissimo, indimenticabile. Uno di quegli amori che non ci lasciano mai: che rimangono con noi per tutta la vita)

Mentre il Buongiorno di venerdì 15 ottobre è:

"Questa sera, ho tutto l’autunno dentro,
i suoi grigi, i suoi morti, disperazioni e tempeste…"
(Natalie Clifford-Barney)
Questa sera dentro ho tutte le piogge del mondo. Questa sera dentro ho il primo freddo, e la luce pallida dell’autunno, e la nebbia del cuore. Questa sera. Ma questa sera, come ogni sera, penso che, per scaldarmi, mi basta stare vicino a te.

(I versi di oggi sono tratti da "L’altro sguardo- Antologia delle poetesse del ‘900", Mondadori)

Allora nessuna lettrice di Milano e dintorni viene in Fiera domenica? Io sarò lì alle 16!

Lo sgaiattolare del passato fuori dalle credenze.

Lunedì, 27 settembre 2010 @09:21

"C’è poco da stupirsi che ci siano tristezze e pensieri notturni e rimpianti e farfalle di ricordi che le frullano attorno per mezza giornata, e lo sgaiattolare del passato fuori dalle credenze".
(Joseph O’ Connor)
Di notte, quando non riesci a dormire, dalle credenze, tra i piatti e i bicchieri scompagnati, escono - senti come sussurrano? - anche i ricordi.

(La frase di oggi è tratta da "Una canzone che ti strappa il cuore", di Joseph O’ Connor, Guanda. La storia, vera e romanzata insieme, di un amore: quello tra Synge, drammaturgo irlandese di inizio Novecento, e la giovanissima attrice Molly Allgood. Raccontato da lei, sola, vecchia e alcolizzata, a Londra. Un amore osteggiato, brevissimo, indimenticabile. Uno di quegli amori che non ci lasciano mai: che rimangono con noi per tutta la vita)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.