Lisa Corva

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Tu, che mi stringi per mano.

Martedì, 9 settembre 2014 @09:06

"E gli sembrò, la mano di Gina nella propria, una mano sorprendentemente piccola – e lui la stava afferrando attraverso uno spazio vasto e illimitato come l’universo, uno spazio zeppo di supposizioni che si era tenuto per sé."

(Maggie O’ Farrell)

Stringimi forte la mano.



Lo so, questa non è stata un’estate particolarmente calda. Però mi è piaciuto lo stesso il romanzo "Istruzioni per un’ondata di caldo", Guanda: storia di un padre che scompare di casa un mattino, nell’Inghilterra anni Settanta, e di segreti di famiglia.

Ascolta. E’ l’anno che verrà.

Venerdì, 23 dicembre 2011 @07:49

"Ascoltate. In questa storia gli alberi stormiscono, fremono, si riaggiustano. Dal mare arrivano raffiche di vento, ed è come se nell’inquietudine, nello scuotere le chiome impazienti, sapessero che sta per accadere qualcosa."
(Maggie O’ Farrell)
Ascolta. E’ l’anno che verrà.

(La frase che ho scelto oggi per City è tratta dal bel romanzo "La mano che teneva la mia", di Maggie O' Farrell, Guanda - cliccate sul nome dell'autrice, come al solito, per rileggere gli altri Buongiorno e saperne di più. Ed è anche l'ultimo del 2011. I Buongiorno ritorneranno a partire da lunedì 9 gennaio. Intanto, buon Natale allo zabaglione. Lo sentite il vento che porta l'anno nuovo?).

Come ogni venerdì, trovate il Buongiorno di oggi anche in inglese, nella parte globish del sito. Vi ricordo anche che, con Twitter, potrete ricevere il mio Buongiorno direttamente sul vostro telefonino, ogni mattina! Daily Lisa. A presto, nel Nuovo 2012. Buon Anno stellato a tutti!

Accelero.

Mercoledì, 16 novembre 2011 @08:41

"Di recente ha cominciato ad avere paura che quanto desidera più di ogni altra cosa al mondo – ovvero che la sua vita cominci, che abbia un senso e si trasformi da quella sfocata monocromia in un glorioso technicolor – possa sfuggirle."
(Maggie O’ Farrell)
Vita, una nuova vita, voglio accelerare la mia vita.

Questi sono i pensieri di Lexie, una delle due protagoniste del romanzo di Maggie O’ Farrell, "La mano che teneva la mia" (Guanda): Lexie negli anni Sessanta, nel giardino di casa, in un paesino della provincia inglese, Lexie che ha paura che la sua vita non cominci più. E invece comincerà, e una volta presa la strada accelererà, veloce veloce: finendo diretta nei Roaring Sixties a Londra, tra pittori e giornalisti e minigonne. Mi è piaciuta l’autrice, quando ha dichiarato che l’idea le è venuta da una mostra di foto vista a Londra: di John Deakin, fotografo di quegli anni. Continuava a tornare e comprare cartoline, finché la sua protagonista le è venuta incontro (e una foto è diventata la copertina). Ma mi è piaciuta soprattutto quando ha raccontato che, per scrivere, per trovare ispirazione, indossava il vestito vintage di uno stilista di quegli anni, Ossie Clark. Un abito che ha più o meno la sua età. Forse perché ci sono vestiti che conservano sempre la forza e il ricordo di un giorno.

Per questo bambino.

Mercoledì, 9 novembre 2011 @07:53

"Suo figlio. Deve ancora abituarsi all’idea. Per questo bambino Ted vuole corse in slitta e rifugi nella foresta e giostre e falò… Quando lo porterà allo zoo non guarderà mai l’orologio, nemmeno una volta. Gli verrà concesso di stare scalzo nei recinti pieni di sabbia del parchetto comunale, anzi verrà incoraggiato a farlo. Potrà decorare l’albero di Natale con le palline del colore che vuole".
(Maggie O’ Farrell)
Questo bambino. Cosa sogno, per questo bambino.

La frase di oggi è tratta da un bel romanzo che ho appena finito di leggere, "La mano che teneva la mia" (Guanda). Due donne, due giovani madri; una pittrice finlandese oggi, a Londra, il neonato accanto a lei come un piccolo marziano, lo stupore della maternità, e della paternità; e una donna nella Londra vibrante dei Sixties, pittori e scrittori, la voglia di fare, di imparare, di scoprire il mondo. Due storie lontanissime che si intrecciano in un modo inaspettato.

(Lo stupore, oggi, è anche mio ma per tutt'altro motivo. Davvero ci siamo liberati di Berlusconi? Notazione poco poetica, ma ogni tanto ci vuole).

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.