Lisa Corva

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Quel desiderio struggente di amare, e di essere amati.

Mercoledì, 2 aprile 2014 @10:43

"Lei non era per niente stupita. Quella capacità di amare l’aveva sempre avuta dentro, in attesa. Finalmente era stata trovata e usata".
(Margaret Forster)
Quegli anni di attesa. Quel desiderio struggente di amare, e di essere amati.


Il Buongiorno di oggi è tratto da un libro ritrovato: nella pila abbandonata di "libri che aspettano", qualche mese fa, ho trovato una copia già un po’ polverosa di "Lasciando il mondo fuori" (La Tartaruga), scritto nel 2006 dall’inglese Margaret Forster, e tradotto nel 2011. E’ la storia di un quadro, dipinto da una donna all’inizio del Novecento; e delle sei donne, nel tempo, che l’hanno avuto per le mani, appeso in camera, studiato, "interrogato", amato. La storia degli oggetti e di come ci parlano. Bello.

C’era un presagio di pioggia nel vento, folate lievi che le soffiavano in faccia, e lontano, in mare, la sirena di una nave.

Martedì, 25 febbraio 2014 @09:29

"C’era un presagio di pioggia nel vento, folate lievi che le soffiavano in faccia, e lontano, in mare, la sirena di una nave".
(Margaret Forster)
Presagio di primavera.

Questa frase mi ha fatto pensare alla mia città, Trieste. Certi giorni di incerta primavera, il mare in lontananza, le sirene delle navi nel porto. E invece è il mare inglese, e il libro da cui è tratto è "Lasciando il mondo fuori" (La Tartaruga), che ho cominciato qualche giorno fa. La storia di un quadro, dalla pittrice che l’ha dipinto a inizio Novecento, mentre passa di mano in mano. Sono arrivata al terzo proprietario, e mi piace moltissimo. Un ritmo pacato, un’incerta primavera.

Voleva stare dentro, voleva un interno da fare proprio.

Mercoledì, 19 febbraio 2014 @09:53

"Era consapevole di un cambiamento in se stessa, non soltanto nel tempo. Voleva stare dentro, voleva un interno da fare proprio. Quattro pareti e un pavimento. Essere di nuovo al chiuso e avere ordine e certezza per escludere la distrazione."
(Margaret Forster)
Una stanza tutta per me.

Ci sono libri che ci aspettano. L’altro giorno, ho trovato per terra, nel mio studio, nella pila abbandonata di "libri che aspettano" una copia già un po’ polverosa di "Lasciando il mondo fuori" (La Tartaruga), scritto nel 2006 dall’inglese Margaret Forster, e tradotto nel 2011 (ora credo che sia già introvabile). L’ho preso, spolverato, ho cominciato a leggere… Ed eccomi qui, dentro il libro, dentro altri mondi.
E’ la storia di un quadro e di sei donne, nel tempo. Nella frase di oggi è Gwen John che parla, la prima protagonista, la ragazza che l’ha dipinto, nei primi del Novecento (un’artista che visse davvero, tra Londra e Parigi, quando le donne non avevano ancora l’autorizzazione sociale per diventare artiste). Poi il quadro passerà di mano in mano… Per ora sto seguendo le tracce di Gwen, i suoi carnet di viaggio, la sua voglia, appassionata, totalizzante, di dipingere, e imparare a dipingere. Lascia Londra con pochissimi soldi, e con un’amica artista, Dorelia; dormono prima nei campi, nei fienili, poi, quando il vento si fa freddo, prendono in affitto una stanza a Bordeaux. Il sogno è arrivare fino a Roma, ma si fermeranno a Parigi, dove Gwen, per mantenersi, comincia a posare per Rodin (poi diventerà la sua amante). Mi piace il tono pacato del libro (Margaret Forster è nata nel 1938, è una scrittrice vecchio stile, e ha già guardato nelle pieghe dei vestiti e della vita delle donne, ad esempio della poetessa Elizabeth Barrett Browning). E mi piacciono, nel libro, queste ragazze di inizio Novecento che cercano una loro strada, un loro posto nel mondo, o magari – semplicemente – una stanza tutta per sé, in cui dipingere, come fa Gwen. Già. Un tempo le ragazze, certe ragazze, disegnavano, per capire il mondo. Ora magari sono Instagram girls, fotografano e postano subito su Twitter. Ma la voglia di capire, di scoprire - credo - è la stessa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.