Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Eppure, quanta voglia di te.

Martedì, 2 luglio 2013 @07:06

"Assente, il tuo volto si dilata tanto da colmare l’universo. Passi allo stato fluido, quello dei fantasmi. Presente, si condensa; e raggiungi la concentrazione dei metalli più pesanti, l’iridio, il mercurio. Mi fa morire, quel peso, cadendomi sul cuore."
(Marguerite Yourcenar)
Eppure, quanta voglia di te.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Fuochi", Bompiani. Traduzione di Maria Luisa Spaziani, che è una poetessa: e, nella traduzione, si sente.

Ma forse questa inesplicabile fedeltà era fedeltà a me stessa.

Lunedì, 3 giugno 2013 @08:37

"Ma forse questa inesplicabile fedeltà era fedeltà a me stessa."
(Marguerite Duras)
O forse, essere fedeli a se stessi prevede ogni giorno un necessario tradimento.


Che cosa vuol dire, davvero, essere fedeli a se stessi? Troppa fedeltà non significa forse chiudersi rigidamente al mondo, al nuovo, alla possibilità di evoluzione e cambiamento? Come diceva Hanif Kureishi, in un libro che non riesco a dimenticare, "Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un’infedeltà essenziale o un tradimento necessario". Forse.
In ogni caso, le parole di Marguerite Duras di oggi sono tratte da "L’amante", Feltrinelli.

Il vento è cessato e sotto gli alberi c’è la luce soprannaturale che segue la pioggia.

Giovedì, 30 maggio 2013 @10:34

"Il vento è cessato e sotto gli alberi c’è la luce soprannaturale che segue la pioggia."
(Marguerite Duras)
La luce, dopo la pioggia.

La pioggia mi ha raggiunto ieri all'improvviso a Venezia, a Riva degli Schiavoni, mentre tornavo dalla Biennale. Ovviamente non avevo nè impermeabile nè ombrello, ma un paio di infradito rosa che avevo la sensazione si disfassero a ogni scroscio (non vi succede, a volte, con le scarpe preferite?). Ho continuato lo stesso a camminare, sentendomi incongrua con i miei pantaloni bianchi estivi, il mio spolverino a pois e le infradito in disfacimento, e in piazza San Marco mi sono fermata, abbagliata da un momento magico: la luce soprannaturale dopo la pioggia, in una delle piazze più belle del mondo. (Le infradito si sono disfatte, ma la luce è nel mio cuore). E la frase di oggi è tratta da "L'amante", Feltrinelli.

L’armadio degli abiti dimenticati, e il mio primo swap party.

Martedì, 21 maggio 2013 @08:07

"Si veste con vecchi indumenti europei, con broccati recuperati, con vecchi tailleur fuori moda, vecchie tende, vecchie sottovesti, vecchi ritagli, vecchi stracci di alta moda, vecchie volpi tarmate, vecchie lontre, la sua bellezza è così, strappata, freddolosa, singhiozzante e da esule, niente è della sua misura, tutto le va grande ma le sta bene, ci nuota dentro, così snella, in vestiti troppo larghi per lei ma tuttavia belli. Lei è così, mente e corpo: tutto quello che tocca partecipa indefettibilmente della sua bellezza."
(Marguerite Duras)
La bellezza degli abiti dimenticati.

È la prima volta che ritaglio frasi dallo stesso libro, per due giorni di fila, ma non ho saputo resistere alla tentazione. Perché domani parteciperò al mio primo swap party. Ovvero un aperitivo, a Milano (da Orti & Commenda alle 18.30, http://www.orticommenda.it/home.html - venite anche voi?) dove portare quel che non mettiamo più, di cui ci siamo disamorate o che semplicemente non ci sta più, non ci "appartiene" più, per... scambiarlo. Swap appunto. Idea geniale in tempi di recessione. Io ho rovistato nel mio guardaroba, e decidere è stato difficile! Perché certo, il mio armadio è pieno di abiti dimenticati. Cappotti finiti in fondo all'armadio, camicie di cui mi sono pentita appena le ho portate a casa, scarpe che ho comprato anche se erano della misura sbagliata perché erano in saldo e mi piacevano... Ma poi c'è anche quella maglia regalata da un'amica a cui vogliamo bene, e che chissà, forse un giorno metteremo; l'abito con cui siamo state felici, e anche se sono passati vent'anni ed è completamente fuori moda, non osiamo separarcene... E alla fine ho recuperato un paio di guantini rossi di pelle con dei bottoncini sul fianco, e una sciarpa verde. Sono curiosa di vedere con cosa li baratteró! E, se sciarpa e guanti non piacessero a nessuna? Allora li posso sempre portare da Bivio,http://www.biviomilano.it/ il nuovissimo negozio-non negozio aperto da un'amica americana, di rivendita moda usata (30% subito o 50% come buono acquisto). Mi piace lo slogan: "tieni ciò che ami, porta solo ció che pensi possa essere amato da qualcun altro". Non lasciamo gli abiti poco amati nell'armadio.

L’aria era azzurra, si toccava con la mano. Azzurra.

Lunedì, 20 maggio 2013 @08:34

"L’aria era azzurra, si toccava con la mano. Azzurra."
(Marguerite Duras)
Questo azzurro, portarlo dentro.

Oggi riparto da Trieste, e vorrei portarlo dentro, questo azzurro, come sempre. Intanto lo racchiudo dentro un Buongiorno: quello di oggi è sfilato da "L'amante" di Marguerite Duras (Feltrinelli).

L’amore, uno dei punti dove il segreto e il sacro ancora s’incontrano.

Lunedì, 13 maggio 2013 @07:18

"Di fronte all’amore, la logica umana è impotente, come in presenza delle rivelazioni dei Misteri: non s’è ingannata la tradizione popolare, che ha sempre ravvisato nell’amore una forma di iniziazione, uno dei punti ove il segreto e il sacro s’incontrano".
(Marguerite Yourcenar)
Tu, il mio segreto.

Ho appena finito di leggere, con ammirazione, "Memorie di Adriano" (Einaudi): capolavoro di Marguerite Yourcenar, memorie di un imperatore e di un uomo.

E intanto, ripeto il mio invito per mercoledì 15: sarò alla Stazione Rogers a Trieste - la vecchia pompa di benzina disegnata dall'architetto Rogers, trasformata in piccolo centro culturale e caffè - per una chiacchierata sui miei libri. Alle 18.30. Il titolo? "Borders. Il molo Audace e altri confini sentimentali". Qui come arrivare: http://www.stazionerogers.eu/ Vi aspetto!

L’amore non corrisposto, l’amicizia respinta o tradita. I nostri sogni a volte opachi.

Lunedì, 6 maggio 2013 @07:49

"Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell’uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l’amore non corrisposto, l’amicizia respinta o tradita, la mediocrità d’una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose".
(Marguerite Yourcenar)
L’amore non corrisposto, l’amicizia respinta o tradita. I nostri sogni a volte opachi.

Ci sono classici che ci aspettano: io, ad esempio, sto leggendo solo adesso "Memorie di Adriano", Einaudi, da cui ho sfilato il Buongiorno di oggi.

Il silenzio è fatto di parole che non abbiamo pronunciato.

Venerdì, 15 luglio 2011 @08:42

"Il silenzio è fatto di parole che non abbiamo pronunciato."

(Marguerite Yourcenar)

Che non abbiamo pronunciato, ancora.

Un rumoroso silenzio, dunque. Ma forse a volte è meglio non pronunciarle proprio, quelle parole, lasciarle nell'aria. Intanto, in Lisa globish, le parole della Yourcenar in francese.

A proposito, continuano ad arrivare i primi followers, che emozione... Dunque, se siete su Twitter, cercatemi! @lisacorva

E’ nel buio che devi guardare.

Giovedì, 30 giugno 2011 @08:16

"E’ nel buio che devi guardare, con disobbedienza, ottimismo e avventatezza."

(Marguerite Yourcenar)

E’ nel buio che devi guardare, e cercare una traccia di luce.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.