Lisa Corva

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Amore, e altre migrazioni cosmiche.

Giovedì, 13 ottobre 2016 @08:42

"Una migrazione cosmica è iniziata stasera:
carovane di alberi per la terra scura,
filari di grappoli pronti alla vendemmia,
cascate di stelle di casa in casa,
fiumi che risalgono i corsi – all’indietro!
Tutto questo è stasera, che dormo con te".
(Marina Cvetaeva)

Migrazioni cosmiche. Le stagioni che cambiano, il corpo che cambia, i paesaggi che cambiano, magari all’incontrario, fiumi che vanno all’indietro, città sospese. Migrazioni cosmiche in un letto, quello che dividiamo. Anche i sogni della notte sono migrazioni cosmiche; così come risvegliarsi, al mattino, su questo pianeta. Mi piacciono questi versi di una poetessa del primo Novecento che ho molto amato, una nomade dei sentimenti, ribelle, selvaggia, disinibita (se cliccate sul suo nome in verde trovate altri Buongiorno che le ho sfilato). La poesia che ho scelto è del 1917 ed è tratta da "Scusate l’amore" (Passigli Poesia), a cura di Marilena Rea; con il testo in cirillico a fronte, che mi ricorda che un tempo sapevo scrivere e leggere in russo…
Nel libro (ve l’ho già detto, vero, che la mia ultima passione sono gli erbari?), ho messo delle foglie di alloro, raccolte nel mio giardino. L’ho sempre usato per cucinare, nelle minestre di cereali in genere, ma ho scoperto che si possono far seccare, mettere in micro sacchetti, e usare come antitarme. Ci provo!

Non amo l’amore. Amo l’amicizia: la montagna.

Martedì, 2 febbraio 2016 @09:58

"Non amo l’amore. Amo l’amicizia: la montagna".
(Marina Cvetaeva)

Pigra e contemplativa, ho sempre pensato all’amore come a un rifugio davanti al mare. Una nuotata, un immergersi. Al massimo, una passeggiata sulla riva. Forse per questo mi ha colpito la frase di Marina Cvetaeva, irruente poetessa russa di inizio Novecento, una donna che vedeva le relazioni – soprattutto quelle con gli uomini, certo – come delle arrampicate in alta montagna, vette da raggiungere e conquistare, panorami inaspettati, la fatica, l’ossigeno, il mondo dall’alto. "Nell’orografia cvetaeviana il cielo della passione fraterna è sempre ripidissimo, declive: rupe scoscesa, roccia a picco", scrive Serena Vitale nell’introduzione a "Le notti fiorentine" (Voland), piccolo libro di lettere poetiche che mi aspettava nella nuova libreria milanese Verso. Vado avanti, e sorrido: la Cvetaeva, esule russa negli anni Venti a Berlino, quando lascia la città chiede agli amici, per lettera, quelle "Bergschuhe tedesche", robuste scarpe da montagna, suo sogno e desiderio. Perché per camminare verso vette impervie emozionali ci vogliono scarpe giuste, e la Cvetaeva lo sapeva. Io, per quel che mi riguarda, rimango al mare.

Qualsiasi vento è vento di mare… Ogni via in cui tira vento è la viuzza di un porto.

Giovedì, 13 marzo 2014 @09:51

"Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto".
(Marina Cvetaeva)
Fermati. Chiudi gli occhi: sei altrove.

Le parole di oggi forse le avete riconosciute: sono della russa Marina Cvetaeva, una delle mie poetesse preferite del Novecento. Poetessa che conosceva la steppa, le città – eppure in ogni vento, come me, ritrovava il mare. Ed io, ad ogni giornata di vento, ovunque io sia, mi sento tra le vie della città dove sono nata. Nostalgia di Trieste e della bora.
Le parole di oggi (tratte da un libro che la Cvetaeva scrisse sul suo incontro con la pittrice Gončarova: "Natalja Gončarova- Ritratto di un’artista", Edizioni delle donne, a cura e con traduzione di Luciana Montagnani) sono anche il mio #spillo della settimana su Gioia.

Ti aspetto con gioia come se tu fossi un intero paese, e completamente nuovo.

Martedì, 31 luglio 2012 @07:50

"Ti aspetto con gioia come se tu fossi un intero paese e completamente nuovo. "
(Marina Cvetaeva)
Ti aspetto, sul confine tra me e te.

Mi piace questa frase della poetessa russa Marina Cvetaeva: è tratta da una sua lettera a Rilke, e dall’epistolario "Il settimo sogno", Editori Riuniti (un epistolario a tre, tra lei, Rilke e Pasternak: e il sottotitolo è "Lettere 1926", perché le lettere furono scritte tutte nell'arco dello stesso anno: il 1926, appunto.). Mi piace, questa frase, perché l’amore in fondo è un viaggio – questo viaggio chiamato amore (ed era il titolo di un altro carteggio tra poeti, quello tra Sibilla Aleramo e Dino Campana, poi diventato un film). Mi piace perché è tempo di viaggi: viaggi intorno al mondo, al bar all’angolo sotto gli alberi, al libro aperto sul comodino; viaggi intorno e verso la persona che ci dorme accanto da anni, o quella che abbiamo appena incontrato, quella che arriverà… Forse l’amore allora è questo: un viaggio, certo; ma anche il non dimenticare mai che chi amiamo è un paese, un paese da guardare sempre con occhi nuovi.

Corrispondenze.

Mercoledì, 15 giugno 2011 @08:37

"Il tipo di rapporto che preferisco è ultraterreno: vedere in sogno. Il secondo è la corrispondenza."
(Marina Cvetaeva)
Ed è per questo che, quando ti sogno, ti scrivo… E quando non ti sogno, ti scrivo, sperando di sognarti.

Ricordate il Buongiorno del 14 ottobre 2009? ""Qualsiasi vento è vento di mare". Sono parole della poetessa russa Marina Cvetaeva. Anche la frase che ho scelto oggi per City è sua, tratta da una delle (tantissime) lettere che scrisse a Boris Pasternak (proprio lui, quello del "Dottor Živago"). Si scrissero per anni senza incontrarsi. Se non per lettera, e in sogno.

Con il tuo nome il sonno è profondo.

Venerdì, 29 gennaio 2010 @08:42

"Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo".
(Marina Cvetaeva)

Dico piano il tuo nome: è la più dolce buonanotte.

(Marina Cvetaeva: poetessa russa di inizio Novecento. Amica intensa e appassionata di altri due poeti: Pasternak – spesso ho messo dei brani della loro corrispondenza - e di Blok. Questi versi sono tratti da una poesia a lui dedicata)

Sapete da dove vi scrivo oggi? Da Madrid! Sono arrivata qui per un invito glam cheap che ho accettato molto volentieri, anche perché non sono mai stata nella capitale spagnola… Il mio obiettivo segreto? Mangiare "churros y chocolate", di cui ho letto per la prima volta nei libri di Almudena Grandes. Riferirò presto.

Intanto, per chi è a Milano e dintorni, un invito glam cheap per domani: dalla "mia" stilista, ovvero Colomba Leddi , che ha disegnato per me l’abito glam cheap che ho indossato per il lancio del mio secondo libro, e che è un vestito nero quasi uguale a quello della copertina (con ricamato davanti, sulla scollatura, in filo e perline rosse, il titolo; e dietro… "l’autrice").
Colomba Leddi infatti apre le porte del suo atelier per una vendita speciale che ha chiamato "Occasioni rare" (fa sempre la spiritosa…). La svendita inizia domani, dalle 11 alle 19; e sarà aperta fino al 5 febbraio. Via Revere 3, proprio vicino alla Triennale di Milano. Buoni acquisti!
Potete intanto curiosare qui:
http://www.colombaleddi.it/index1.html

Ti aspetto. Scrivimi. Entra, stanotte, nei miei sogni...

Venerdì, 30 ottobre 2009 @08:13

"Lettera come un modo ultraterreno di comunicazione, meno perfetto del sogno, ma regolato dalle stesse leggi. Né lettera né sogno vengono a comando: si sogna e si scrive non quando noi ne abbiamo voglia, ma quando ha voglia: la lettera - di essere scritta; il sogno – di apparirci".
(Marina Cvetaeva)
Per questo ti scrivo. Per questo sono così contenta quando ti sogno. Quando, nel sogno, mi appari.

(Così scrisse la poetessa russa Marina Cvetaeva a Pasternak, nel 1922. La frase che ho scelto per il Buongiorno di City del 30 ottobre è tratta da un epistolario a tre - tra la Cvetaeva, Rilke e Pasternak - che ormai ben conoscete, visto quanto lo sto saccheggiando: "Il settimo sogno", Editori Riuniti)

Qualsiasi vento è vento di mare.

Mercoledì, 14 ottobre 2009 @09:49

"Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto".

(Marina Cvetaeva)

Fermati. Chiudi gli occhi: sei altrove.

(La frase di oggi è tratta da un libro che la poetessa russa Cvetaeva scrisse sul suo incontro con la pittrice Gončarova: "Natalja Gončarova- Ritratto di un’artista", Edizioni delle donne)

Guardami.

Giovedì, 8 ottobre 2009 @08:11

"Boris, ti scrivo lettere sbagliate. Quelle vere non toccano la carta. Oggi, ad esempio, spingendo per due ore la carrozzina di Murka per una strada sconosciuta – accarezzando lungo il cammino degli arbusti spinosi in fiore come si accarezza un cane altrui – ecco, oggi, io ho parlato ininterrottamente con te, in te... Quando diventavi troppo pensieroso, ti prendevo con entrambe le mani la testa e te la voltavo: guarda!".

(Marina Cvetaeva)

Guardami.

(Anche questa frase, come quella che ho scelto per l'1 di ottobre, è tratta da un epistolario: quello incrociato di Rilke, Pasternak e la poetessa russa Marina Cvetaeva. Si intitola "Il settimo sogno", e, come vi ho già raccontato, il sottotitolo è "Lettere 1926", perché le lettere furono scritte tutte nell'arco dello stesso anno: il 1926, appunto. La frase di oggi è tratta da una lettera che Marina scrisse a Boris Pasternak, proprio lui, quello del "Dottor Živago". Lei era esule in un paesino della Francia, lui viveva a Mosca. Si scrissero per anni senza mai incontrarsi…)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.