Lisa Corva

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La mia città è un arcipelago.

Lunedì, 27 luglio 2020 @08:25

"Dal balcone dell’ultimo piano ora guardi
la città notturna, l’infilata dei grattacieli che sembrano
una barriera corallina"
(Milo De Angelis)
La mia città è un arcipelago.

Il Buongiorno è ritagliato da una poesia così bella che voglio farvela leggere tutta:

"Dal balcone dell’ultimo piano ora guardi
la città notturna, l’infilata dei grattacieli che sembrano
una barriera corallina e intorno i vecchi palazzi
con i tetti impolverati, le chiese romaniche, le colonne,
un concilio segreto di secoli che si parlano sottovoce, sussurrano al tempo di fermarsi e diventano
la scorza staccata dal suo tronco, ciò che resta
dell’infinita moltitudine in cui sei immerso anche tu,
e guardi lì sotto il bar aperto, l’uomo con l’impermeabile
mentre racconta una storia sempre uguale
alla ragazza vestita di rosso che beve
dallo stesso bicchiere e sorride lievemente."
(Milo De Angelis)

Si può amare una città anche se non è più la tua? La stanza dove sono cresciuta a Milano era al decimo piano di un grattacielo, ed aveva una grande vetrata. Da lì vedevo la città che cresceva, intuivo tutto quello che avrei poi scoperto negli anni, "i vecchi palazzi con i tetti impolverati, le chiese romaniche, le colonne, un concilio segreto di secoli che si parlano sottovoce", e poi ancora i glicini nei cortili nascosti, le case di ringhiera, i tram arancione, le entrate della metropolitana. Forse è per questo – per questo sguardo sul mondo dall’alto – che ho sempre amato le città, le città di notte, i loro segreti. Per questo ho amato in modo viscerale e assoluto New York, sin dalla prima volta che ci ho messo piede. E si può tenere nel cuore una città anche se non è più la tua? Certo. Grazie a Milo De Angelis, nato a Milano nel 1951, per questa poesia: la potete leggere, insieme ad altre sue inedite (che usciranno a settembre per Mondadori, nella collana Lo Specchio), in una rivista-libro che vi consiglio di portare in vacanza. È "Poesia" appunto, Crocetti Editore, da questo numero bimestrale con un nuovo "abito" (progetto grafico Feltrinelli), con belle foto in bianco e nero e disegni; bella anche da tenere in mano, com’è giusto che sia con i libri che ci diventano necessari. Dentro, anche il mio amato Ghiannis Ritsos, e il suo sguardo azzurro dalla Grecia.

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Lo spazio di nessuno dove avviene l’incontro.

Mercoledì, 14 settembre 2011 @07:52

"Fu una rara edizione del nulla,
un nulla fiorito d’estate, brusìo
di terra rossa e presagi, un nulla
vicino al suo rovescio di fanciulla
tra erba e colletto, tra ventaglio
e firmamento,
gioia e fine avvinghiate
in una sola melodia, lo spazio
di nessuno dove avviene l’incontro."
(Milo De Angelis)
Lì, dove ci siamo incontrati.

I versi che ho scelto oggi per City sono tratti dalla raccolta "Quell’andarsene nel buio dei cortili", Mondadori.

Bacio tradotto da una spina.

Mercoledì, 25 maggio 2011 @11:17

"Chi parla nella sera? Chi preme
ancora questo citofono? Cenere dei camion,
su quali labbra vuoi posarti? Misteriosa
ogni crescita. Benvenute, ombre. Eri
la trincea di ogni frase, un tuffo
nel petto immobile. Tu senza colore
scendevi nello specchio
delle sillabe solitarie. Cadevi
da un’antica giostra. Stella pesante,
acqua senza sonno, livido rimasto. Bacio
tradotto da una spina."
(Milo De Angelis)

Tu dolce, dolce livido.

I versi di oggi sono tratti da "Quell’andarsene nel buio dei cortili", di Milo De Angelis, Mondadori.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.