Lisa Corva

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Passano le nuvole, cariche di notizie.

Giovedì, 30 ottobre 2014 @08:44

"Passano le nuvole, cariche di notizie.
La lettera che non è arrivata si accartoccia nella mia mano."
(Nazim Hikmet)

Il mio cuore è sulla punta delle mie ciglia…

Il Buongiorno di oggi è di un poeta che amo molto: Nazim Hikmet, il comunista romantico rivoluzionario, morto a Mosca nel 1963, in esilio, dopo anni di prigione e lotte nella sua patria, in Turchia. Un uomo che credeva. Nell'amore, nella democrazia, nella forza delle parole. Per scoprirlo, un libro prezioso, le "Poesie d'amore" edite da Mondadori. Un Oscar da tenere sul comodino. Il Buongiorno di oggi è anche il mio #spillo su Gioia! di questa settimana. Buoni cieli e buone nuvole a tutti.

Il sapore di un nuovo azzurro.

Martedì, 5 novembre 2013 @08:25

"E al di là della notte
mi aspetterà
spero
il sapore di un nuovo azzurro."
(Nazim Hikmet)
Al di là della notte, ci sei tu.

E' ancora lui, Hikmet, il poeta turco, romantico e rivoluzionario che mi piace tanto.

Ti scelgo ogni giorno. Dolce ripetizione.

Lunedì, 21 ottobre 2013 @09:15

"Il mattino d’autunno nella vigna
fila per fila nodo per nodo i ceppi si ripetono
sui ceppi, i grappoli
sui grappoli, gli acini
sugli acini, la luce
nella luce, il mio amore.
Il miracolo del rinnovamento, mio cuore,
è il non ripetersi del ripetersi".
(Nazim Hikmet)
Ti scelgo ogni giorno. Dolce ripetizione.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "Poesie d’amore", Mondadori, traduzione di Joyce Lussu. Nazim Hikmet, il poeta romantico rivoluzionario.

Tutto cambia, ma non la voglia di cambiare il mondo. Tutto cambia, ma non la rivoluzione. (A proposito di Hikmet e di #occupygezy).

Martedì, 4 giugno 2013 @08:51

"Sono tra gli uomini
amo gli uomini
amo l’azione
amo il pensiero
amo la mia lotta
sei un essere umano
nella mia lotta
ti amo"
(Nazim Hikmet)
Tutto cambia, ma non la voglia di cambiare il mondo. Tutto cambia, ma non la rivoluzione.

Ieri, cinquant’anni fa, moriva Nazim Hikmet, il comunista rivoluzionario, il romantico poeta militante che fu prima imprigionato e poi esiliato dalla Turchia (morì infatti a Mosca). Cosa farebbe oggi Hikmet, se fosse a Istanbul? Scenderebbe in piazza, ne sono sicura, e scriverebbe delle poesie: twittandole #occupygezy. Perché tutto cambia, ma non la voglia di cambiare il mondo. Tutto cambia, ma non la rivoluzione.

Come sei bella: aria e acqua di Istanbul, nel tuo sorriso.

Martedì, 1 maggio 2012 @08:33

"Come sei bella
l’aria e l’acqua di Istanbul nel tuo sorriso
la voluttà della mia città nel tuo sguardo
o mia sultana, o mia signora, se tu lo permettessi
e se il tuo schiavo Nazim Hikmet l’osasse
sarebbe come se respirasse e baciasse Istanbul
sulla tua guancia
ma sta attenta
sta attenta a non dirmi avvicinati
mi sembra che se la tua mano toccasse la mia
cadrei morto sul pavimento"
(Nazim Hikmet)
Come sei bella, a Istanbul.

Anche oggi il mio Buongiorno arriva da Istanbul, ma stavolta, visto che è il primo maggio, festa dei lavoratori, è di un poeta comunista, un romantico rivoluzionario: Nazim Hikmet. La bella traduzione storica è della scrittrice Joyce Lussu, la raccolta è Mondadori.

Nei tuoi occhi.

Lunedì, 30 maggio 2011 @09:19

"I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya
sono così, le spighe, di primo mattino…"

(Nazim Hikmet)

Nei tuoi occhi porti sempre qualcosa di fuori: il cielo in tempesta, l’azzurro più azzurro, il sole.

Nazim Hikmet, poeta turco del Novecento, comunista romantico e rivoluzionario, incarcerato in Turchia, morto in esilio a Mosca. I versi che ho scelto oggi per City sono tratti da "Poesie d’amore", Mondadori.

Non male però il Buongiorno del poeta rivoluzionario proprio oggi. Gli sarebbe piaciuta Piazza Duomo in arancione dopo le elezioni!

E quello che vorrei dirti di più bello, non te l’ho ancora detto.

Venerdì, 18 febbraio 2011 @07:26

"Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto".

(Nazim Hikmet)

Ma se mi abbracci, se mi abbracci forte, lo capirai, lo capirò.

(Nazim Hikmet, il romantico comunista, poeta turco, morto in esilio a Mosca nel 1963. Questa è una delle sue poesie più belle)

Le foglie dopo la pioggia.

Lunedì, 16 novembre 2009 @08:22

"I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul".
(Nazim Hikmet)

I tuoi occhi. Sì, hanno lo stesso colore delle foglie dopo la pioggia. E hanno il colore della città dove ci siamo incontrati, la città dove sto scrivendo queste parole: la città dove ogni giorno, per strada, mi sembra di vedere te.

(Anche oggi, dei versi di Nazim Hikmet. Poeta turco, diventò comunista negli anni Venti. Morì in esilio, a Mosca nel 1963: lo sentite l’esilio, in questi versi del 1948, la lontananza, lo struggimento per la moglie, per la patria lontana? Sono tratti da "Poesie", Mondadori)

I giorni brevi.

Venerdì, 13 novembre 2009 @08:01

"I giorni son sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perché hai tardato tanto?"
(Nazim Hikmet)

Novembre. Così poca luce, così poco sole, nel mese di novembre. Il colore del giorno si perde nel grigio; la sera ci balza addosso all’improvviso. Dalla porta spalancata entra una ventata d’aria gelida. Torna. Presto. E chiudi, dietro di te, la porta.

(I versi che ho scelto oggi, 13 novembre, per City, sono tratti da: "Poesie d’amore", Mondadori)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.