Lisa Corva

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Sulla mia spalla, un ragno d’argento: il tuo amore che non era.

Lunedì, 30 novembre 2015 @07:28

"Ti avrei scritto molto tempo fa ma prima ho atteso
di essere fuori dalla solitudine
ovvero fuori da quella contrada dove gli alberi
stanno in posizione orante,
in se stessi inginocchiati,
e i fiumi scorrono in se stessi,
essendo a un tempo corpo e anima,
impossibili da distinguere; ho atteso
che se ne andasse anche il ragno che
con una punta d’argento si era disegnato sulla spalla
e ora eccomi pronta a dirti
che non ti amo."
(Nina Cassian)
Sulla mia spalla, un ragno d’argento: il tuo amore che non era.

C’è un libro di poesie che apro, una pagina a caso, quando voglio pensare: "C’è modo e modo di sparire" (Adelphi), della poetessa rumena Nina Cassian.

E davanti a loro la vita risplendeva, come in una notte buia una riva piena di luci.

Giovedì, 26 marzo 2015 @15:04

"E davanti a loro la vita risplendeva, come in una notte buia una riva piena di luci."
(Nina Berberova)
Così mi sembra la vita, quando sono insieme a te.

La frase di oggi, che è anche il mio #spillo su Gioia, è di Nina Berberova, di cui forse molti qui nel blog hanno letto "Il giunco mormorante", piccolo necessario libro Adelphi.

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Mi sveglio e dico: sono perduta.

Mercoledì, 28 gennaio 2015 @09:05

"Mi sveglio e dico: sono perduta.
E’ il mio primo pensiero all’alba.
Comincio bene la giornata
con questo pensiero assassino.

Signore, abbi pietà di me
- è il secondo, e poi
scendo dal letto
e vivo come se
nulla mi fosse accaduto."
(Nina Cassian)

Precipitando dentro un nuovo giorno.

Ancora Nina Cassian per il Buongiorno in bilico di oggi, mentre gennaio lentamente srotola verso la fine. "C’è modo e modo di sparire" (a cura di Ottavio Fatica, Adelphi). Un'antologia di poesie che non mi stanco di raccomandare.

Sul tuo silenzio avrei potuto costruire una città.

Lunedì, 19 gennaio 2015 @09:01

"Sul tuo silenzio avrei potuto costruire una città.
Nulla si muoveva, edificavo a vuoto,
un vuoto scintillante di fulmini ispirati.
Una volta costruii perfino un pianeta
dai monti sericei, a forma di uccelli dormienti,
con tre cascate e in ognuna avevo confitto
sette pesci viola e da qualche parte, ricordo,
avevo sepolto in quel suolo inventato un oggetto
per noi, soltanto nostro,
ch’era l’essenza stessa del pianeta, la sua fonte di uranio. Oh
il tuo silenzio – ma forse ero io a non sentire,
forse in quel mentre tu cantavi o ridevi o urlavi
e il silenzio non era che una forma speciale
del tuo canto, del tuo riso, delle tue urla,
forse il tuo silenzio era in realtà quel pianeta sconosciuto, popoloso
e io non costruivo in un vuoto scintillante
ma cercavo solo di proteggere qualcosa di esistente,
come si protegge un malato di malaria
con una coperta, con un’altra ancora, con il cappotto,
con quattro cuscini finché non scompare – ma non ti amo."
(Nina Cassian)
Il tuo silenzio.

"C’è modo e modo di sparire", è il bel titolo dell’antologia che raccoglie le poesie di una vita: quella di Nina Cassian, rumena di nascita, scomparsa da poco a Manhattan. Editore Adelphi, a cura di Ottavio Fatica, un libro da riprendere in mano in queste giornate d’inverno. E mi piace questa tagliente poesia di oggi, che fa parte delle sue "Lettere": sette lettere in poesia a un amore perduto (tutte finiscono con quel ""ma non ti amo", ripetuto, insistito, come a convincersi), e quei silenzi, quei silenzi che spesso vogliamo a tutti costi interpretare, "edificare", e che in realtà sono "pianeti conosciuti e popolosi", ma senza di noi.

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Grazie perché mi hai regalato, quella sera, un bellissimo momento di silenzio.

Giovedì, 18 settembre 2014 @08:29

"Quell’uomo mi ha offerto, una sera, un bellissimo momento di silenzio. Non lo dimenticherò tanto presto. E’ uno dei miei ricordi migliori dell’anno. C’è chi serba il ricordo delle sue conversazioni, io rammento quel silenzio".
(Nina Berberova)

Che meraviglia poter stare in silenzio, ma insieme.

Io, che sono una chiacchierona, amo però molto questa frase gioiello della Berberova; così tanto che l'ho scelta per il mio #spillo su Gioia! di questa settimana. In un mondo urlato il silenzio, e il silenzio complice e intimo, è prezioso. La frase non è sfilata da quello che secondo me è il capolavoro di Nina Berberova, "ll giunco mormorante" (un piccolo libro Adelphi che consiglio a tutti; ma da uno dei suoi romanzi . "Il Capo delle Tempeste", Guanda. Cliccate sul suo nome per sapere qualcosa di più di questa donna del Novecento che ha vissuto tante vite e tanti mondi.

Passata è anche la guerra. Passato è anche l’amore. Com’è lieve la morte preparata per tempo.

Venerdì, 18 aprile 2014 @09:00

"Passata è anche la guerra.
Passato è anche l’amore.
Com’è lieve la morte
preparata per tempo".
(Nina Cassian)
Che la morte ci sia lieve.

Ieri è morto Gabriel García Márquez, e ci ha lasciato i suoi Cent’anni di solitudine. Ma io voglio invece ricordare Nina Cassian, poetessa rumena, prima comunista poi dissidente, infine emigrata in America ai tempi di Ceausescu, dove chiese asilo politico; Nina Cassian, scomparsa anche lei qualche giorno fa a 89 anni. Una sua amica, la documentarista Mona Nicoara, ha dichiarato: "Nina Cassian, che visse, amò, scrisse, fumò, bevve, e giocò più di tutti noi – se n’è andata, semplicemente, lievemente, a casa, come sperava". Lievemente. La voglio dunque ricordare con i suoi versi, tratti da "C’è modo e modo di sparire" (Adelphi, a cura di Ottavio Fatica), uno dei libri di poesia più belli usciti quest’anno. E quelli di oggi, in fondo, sono anche pensieri di Pasqua, pensieri sulla vita, sulla morte, sulla rinascita. Sul passaggio. Come la primavera.
E, in Friday Lisa, li trovate anche in originale: Nina Cassian scriveva sia in rumeno che, poi, in inglese. Destini da expat.
Buona Pasqua, buone letture, buone passeggiate. Buona leggerezza, imparando da Nina.

L’arte dell’attesa.

Lunedì, 3 febbraio 2014 @08:24

"Il pomeriggio è il tempo intermedio.
Coloro che amano non hanno il coraggio di annunciarsi.
Coloro che sono amati si fanno aspettare.
L’attesa dilata innaturale le sedie,
schiaccia il telefono come un’alta temperatura,
i muri divengono pneumatici, tanto che invano
ci sbatti la testa, nessun dolore ti risveglia;
l’universo intero è anestetizzato".
(Nina Cassian)
L’arte dell’attesa.



I versi di oggi sono di una poetessa rumena, quasi novantenne, che ora vive in America, ed è la raccolta di poesie che più mi ha incuriosito ultimamente: "C’è modo e modo di sparire", a cura e con traduzioni di Ottavio Fatica (Adelphi).

Ed ecco una parola come una città abitata, dove forse arriverò domani.

Mercoledì, 20 novembre 2013 @09:09

"Da questa matita si diparte una strada di grafite
e sulla strada passeggia una lettera, come un cane,
ed ecco una parola come una città abitata
dove forse arriverò domani".
(Nina Cassian)
Seguo le mie parole, seguo quello che scrivo. Sarà pur sempre una strada.

I versi di oggi sono tratti da "C’è modo e modo di sparire" (Adelphi): la raccolta, appena pubblicata, di una poetessa da scoprire. Nata 88 anni fa in Romania, chiese asilo politico in America quando ne aveva già 60, e si ritrovò, sola, negli Stati Uniti, contando solo sull’aiuto di amici scrittori e intellettuali, e sulle sue parole: tanto che cominciò anche a scrivere poesie in inglese. Non sapeva ancora che avrebbe incontrato un amore tardivo: l’uomo che ha sposato e con cui vive da 15 anni. A proposito di strade di grafite.

C’è modo e modo di sparire. Solitudine e piccole felicità.

Giovedì, 14 novembre 2013 @19:59

"Posso stare da sola.
So stare da sola.
Scrivo a lume di tè".
(Nina Cassian)
Piccole felicità. Un libro, una penna, un computer, una tazza di tè.

Nina Cassian è una scoperta: una poetessa rumena, anticonformista, un po' Charles Simic, che vive adesso, ormai ultra ottantenne, in America. Il Buongiorno - che è anche lo #spillo di Gioia in edicola da oggi, è tratto dalla sua antologia, "C’è modo e modo di sparire", appena pubblicata da Adelphi.
Il titolo è anche il mio Buongiorno di oggi, ora che - in uno dei tanti areoporti del mio viaggio di ritorno -ho trovato un wifi. Sono stata dall'altra parte del mondo, dove adesso è primavera, anzi sarebbe più giusto dire fino alla fine del mondo, in un viaggio che vi racconterò presto.

Libertà.

Martedì, 12 ottobre 2010 @08:44

"Io sono arrivata quando tante cose erano già state conquistate. Intorno a me sono sparsi tesori, basta saperli prendere. Sono libera di vivere dove e come voglio, di leggere ciò che voglio... Sono libera nelle vie delle grandi città, dove nessuno mi vede, mentre cammino sotto la pioggia scrosciante senza un dove né quando; sono libera nel bosco, sulla riva del mare, nella musica che risuona in me, e nella mia stanza, quando chiudo la porta."
(Nina Berberova)
Libertà.

Questo è uno stralcio dalle prime pagine dell’autobiografia di Nina Berberova: "Il corsivo è mio", Adelphi. La Berberova la ricordate, forse, perché spesso ho rubato delle sue frasi dal meraviglioso "Giunco mormorante", un piccolo prezioso libro Adelphi. E mi piace tantissimo questa grata dichiarazione di libertà: libertà che molto spesso diamo per scontata. Libertà, come scrive la Berberova – che lasciò la Russia subito dopo la Rivoluzione d’ottobre, visse a Parigi, morì in America, e che quindi sapeva bene cosa vuol dire lasciarsi tutto alle spalle – è libertà di pensare, leggere quello che vogliamo, ascoltare chi vogliamo, o anche semplicemente camminare sotto la pioggia. Lei aggiunge, da vera russa: "mormorando dei versi". La libertà che non hanno più due Nobel per la pace: in Cina, Liu Xiaobo, di cui avete letto delle frasi dedicate alla moglie, nel Buongiorno di ieri; e in Birmania, la vergognosamente dimenticata Aung San Suu Kyi. Ma anche libertà di decidere, di amare chi vogliamo, di sposare chi vogliamo (e divorziare); e poi ancora libertà di guidare, votare, lavorare: libertà che le donne hanno conquistato nel Novecento, e di cui la Berberova, che nacque a San Pietroburgo nel 1901, è un perfetto esempio. Quante libertà diamo per scontate. Pensiamoci, oggi; oggi, pensiamo con gratitudine alla nostra libertà.

E infine, posso invitarvi a un evento glam cheap? Domenica 17 ottobre sono a Milano : al Weekend Donna, in Fiera, organizzato da PinkLab. Parlerò, alle 17, non di poesia nè di libertà, ma di un argomento assolutamente frivolo: il lusso al tempo della crisi. I dettagli su http://www.weekendonna.it/ C’è anche uno swap party, o baratto glam, in programma. Quindi, se domenica per caso siete libere…

In silenzio, insieme.

Martedì, 23 marzo 2010 @11:18

"Quell’uomo mi ha offerto, una sera, un bellissimo momento di silenzio. Non lo dimenticherò tanto presto. E’ uno dei miei ricordi migliori dell’anno. C’è chi serba il ricordo delle sue conversazioni, io rammento quel silenzio". (Nina Berberova)

Questo mi piace di te: poter stare in silenzio, ma insieme.

(Conoscete già la scrittrice russa Nina Berberova, e il suo piccolo libro-gioiello, "Il giunco mormorante", Adelphi, che molti di voi hanno già letto. La frase di oggi è tratta invece dal romanzo "Il Capo delle Tempeste", Guanda: storia di tre sorelle, di tre madri diverse, in fuga a Parigi dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Storie d’amore e d’esilio)

Quel che sussurra la pioggia.

Venerdì, 26 febbraio 2010 @07:27

"Si rese conto che il silenzio era fatto di bisbigli: pioveva dietro la finestra, ma non era una rumorosa pioggia invernale, era una pioggia frusciante, felpata, quasi primaverile. Mormorava, sospirava, raccontava qualcosa scivolando sul vetro, gocciando dai cornicioni, fondendosi col vento. Era come uno sfregamento, come il rumore di una foglia che venga accartocciata…"
(Nina Berberova)

Quel che sussurra la pioggia.

(La frase è della scrittrice russa Nina Berberova, di cui continuo a regalare e consigliare un piccolo libro-gioiello, "Il giunco mormorante", Adelphi. Quella di oggi è tratta invece dal romanzo "Il Capo delle Tempeste", Guanda: storia di tre sorelle, di tre madri diverse, in fuga a Parigi dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Storie d’amore e d’esilio)

Mi sono svegliata, stamattina, con la pioggia che batteva sui vetri. Nel buio del letto ancora caldo ascoltavo, cercavo di capire che cosa mi sussurra, la pioggia.

Silenziosamente.

Martedì, 27 ottobre 2009 @08:35

"Si era sempre ricordato, anche nel pieno della sua vita, di quel bosco, del prato, dello stagno che bisognava aggirare e del sentiero con la menta, le lepri e, in fondo, quel punto così speciale, silenzioso e soffuso di una calma che profumava di pane: un poggio dal quale si vedeva il verde oltre il fiume, la discesa ombrosa fino alla riva, un canneto, una vecchia barca, il luccichio e l’oscurità dell’acqua".
(Nina Berberova).
Un luogo del cuore: qual è il tuo?

(La frase di oggi è tratta da un racconto della scrittrice russa Nina Berberova, dalla raccolta "Dove non si parla d’amore", Adelphi. Mentre io, per l’ennesima volta, ho prestato/regalato quello che della Berberova è un vero gioiello, "Il giunco mormorante", sempre Adelphi. Un lungo racconto sull’amore e la libertà).

Quel luogo "speciale, silenzioso e soffuso di una calma che profumava di pane", scrive la Berberova. E dunque, la parola di oggi è: silenzio. Una parola e un blog: quello di una cara amica, che da oggi, dopo aver indagato e studiato il paradosso del silenzio in un libro e in un convegno, ha lanciato (silenziosamente) una pagina web. In questa società rumorosa, in una vita circondata da chiasso, ascoltate anche voi il silenzio:

http://blog.ascoltareilsilenzio.org/

Un’età decisiva.

Mercoledì, 13 maggio 2009 @12:28

Il Buongiorno di lunedì 11 maggio è:

"Se l’era trovata davanti come se fosse scivolata dalla pagina triste di un racconto…"
(Nina Berberova)

A volte ci sentiamo proprio così. E desideriamo solo che qualcuno ci raccolga, ci lucidi, ci accarezzi, e ci rimetta dentro un romanzo. Ma nel posto giusto: dentro le pagine dove si ride, dove si sogna, dove si parla d’amore, dove si corre veloci verso il lieto fine.

La frase della scrittrice russa Nina Berberova è tratta dal libro di racconti "Dove non si parla d’amore", Adelphi.

Mentre invece il Buongiorno del 12 maggio è:

"A quarant’anni Giulia aveva raggiunto una età "decisiva". Evitava di chiarire la definizione, ma gli altri non avevano difficoltà a crederle. Non facciamo che passare da un’età decisiva a un’altra, finché un attimo decide, questa volta definitivamente, di tutto. Ma, nel frattempo, abbiamo continuato a prendere decisioni. La sua era stata di dedicarsi alla poesia".

(Giuseppe Pontiggia)

E in fondo, perché no? La poesia di sicuro si dedicherà a noi.

La frase di Pontiggia è tratta dal libro "La grande sera".

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.