Lisa Corva

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Quei giorni in cui vuoi solo piangere nella vasca da bagno.

Mercoledì, 22 gennaio 2014 @09:27

"L’autocommiserazione raggiunge il suo massimo quando si piange nella vasca da bagno e all’umidità dell’acqua si aggiunge quella delle lacrime".
(Nora Ephron)
La meravigliosa vertigine dell’autocompatimento. Meglio, in effetti, nella vasca da bagno.

Mi fa sempre sorridere Nora Ephron, anche e soprattutto quando racconta del lato buio della vita: come in "Affari di cuore" (Feltrinelli), un suo piccolo capolavoro di auto-ironia, e vita vera, quando il marito la lasciò per un'altra donna, con un bimbo piccolo e incinta del secondo. Il libro-sfogo divenne poi, nel 1986, un film con Meryl Streep e Jack Nicholson. E Nora Ephron si risposò, continuò a scrivere (senza di lei, non avremmo avuto il magistrale "Harry ti presento Sally"), continuò a raccontare i sorrisi e le lacrime delle donne, e insegnarci a vedere il lato tragicomico della vita. Grazie, Nora.

Sii l’eroina della tua vita, non la vittima.

Giovedì, 28 giugno 2012 @08:10

"Sii l’eroina della tua vita, non la vittima."
(Nora Ephron)
Scrivi tu le pagine del romanzo della tua vita.

C’è una scena di cui le sarò grata per sempre: ed è Meg Ryan al tavolo di una deli newyorchese, e la signora del tavolo accanto che dice, indicandola: prendo quello che ha preso lei. E Meg - ricordate? - aveva appena simulato l'orgasmo più famoso della storia del cinema. Ci sono stata, a New York, in quella deli (è Katz’s, nel Lower East Side, la preferita dei genitori di una mia amica jewish), e appena entri ti viene un po’ da ridere. E il film è il memorabile "Harry ti presento Sally", uno dei tanti in cui lei ci ha regalato risate e romanticismo. Ora è morta, a 71 anni, Nora Ephron, sceneggiatrice ma anche giornalista e scrittrice ("Il collo mi fa impazzire" è una raccolta di suoi articoli pubblicata da Feltrinelli). Era cresciuta a Beverly Hills, figlia di due sceneggiatori, in una casa "piena di latte, pesche e mele", e credeva nel lieto fine (forse anche per questo si sposò tre volte, e l'ultimo matrimonio fu il più felice). Malata di leucemia, riusciva a scherzare anche sulla morte: "La quantità di lavoro richiesta dai capelli è sinceramente esagerata", scrisse. "A volte, penso che non dover più preoccuparti dei tuoi capelli è il segreto vantaggio di non essere più viva". Ma io l'ho voluta ricordare con la frase del Buongiorno di oggi, una delle sue più citate: non da un film, ma dal discorso di "commencement" al college di Wellesley, la sua alma mater. Una frase che riassume la sua vita, il suo lavoro: ovvero "Insonnia d’amore", "C’è post@ per te","Julie & Julia"... E un piccolo regalo d’addio: stava lavorando a "Lost in Austen". La storia? Una ragazza di New York che si trova magicamente catapultata dentro "Orgoglio e pregiudizio". E forse un invito a rileggere Jane. Perché, ed è un’altra delle sue dichiarazioni, "Cerco di scrivere ruoli per donne che siano complicati e interessanti, così come sono le donne". Non dimentichiamolo. E scriviamo noi, la sceneggiatura della nostra vita. Almeno proviamoci.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.