Lisa Corva

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Devia, sorridi, inventa, prendi un’altra strada.

Sabato, 31 dicembre 2016 @08:58

"Bisognerebbe sempre essere leggermente improbabili."
(Oscar Wilde)
Devia, sorridi, inventa, prendi un’altra strada: buoni propositi per l’anno nuovo!

Lo auguro a me, e a voi: scorciatoie, deviazioni, nuove strade. Con la frase di Oscar Wilde che è anche il mio #spillo su Gioia (e che trovate in originale su Lisa globish). La bellezza di prendere una strada diversa, una decisione inaspettata. Niente è più magico dell’imprevedibile. E dunque, buon 2017 di nuove strade. Siate imprevedibili!

Se non ci metti troppo, ti aspetterò tutta la vita. (Ovvero: perché adoro Oscar Wilde).

Venerdì, 7 novembre 2014 @09:54

"Se non ci metti troppo, ti aspetterò tutta la vita".
(Oscar Wilde)
Saper aspettare, e saper andarsene!

Stamattina mi sono svegliata affamata di sense of humor, come se fosse un biscotto: uno dei Digestive che mi piacciono tanto. Forse perché il viaggio a Londra mi ha lasciato il piacere delle sarcastiche e affilate battute inglesi. Forse perché sul mio comodino c’è un libro very British in questo momento, e perché non vedo l’ora di ricominciare a guardare Downton Abbey (il libro che sto leggendo è proprio un vecchio romanzo dello snobbissimo Julian Fellowes, l’aristocratico sceneggiatore del mio adorato serial tv: "Un passato imperfetto"). Forse perché mi è venuto da ridere nei giorni scorsi vedendo che Benedict Cumberbatch, lo straordinario protagonista di Sherlock Holmes sulla Bbc, ha annunciato il suo fidanzamento con un trafiletto sul Times, come da polverose imbattibili regole inglesi. Forse perché oggi sono in edicola con IlSole24Ore: nuove avventure della Ragazza dallo Sguardo Prezzante sul How To Spend It italiano. In ogni caso, che dire? Meno male che nei giorni di pioggia c’è sempre una tazza di tè e un Oscar Wilde a salvarci. E il Buongiorno in originale, leggetelo in Lisa globish.

La cadenza degli addii.

Mercoledì, 30 settembre 2009 @12:01

Questo è il mio Buongiorno di oggi, l’ultimo giorno di settembre:

"Riconosco in te esseri misteriosi,
viaggiatori dalle mete segrete
incontrati un tempo nella bruma delle stazioni
dove tutti i rumori hanno la cadenza degli addii".

(Oscar Wladyslaw Milosz)

Sì, riconosco in te tutto questo. Riconosco terre lontane e struggimenti vicini; segreti che non mi racconterai mai, forse; e l’indicibile, antica malinconia dei binari, quando non si sa se è peggio essere tra chi rimane o chi parte.

(Nato alla fine dell’800 in quello che allora era il Granducato di Lituania, Oscar Vladislas Milosz si trasferì a Parigi e scrisse poesie in francese: ora sono state pubblicate, con il titolo "Sinfonia di novembre e altre poesie", da Adelphi)

La cadenza degli addii. Ieri, sul blog, ho ricevuto un messaggio che mi ha profondamente commosso. E’ quello di Viv , che vi riporto qui. Semplicemente perché, quando siamo travolte da un grande dolore, non sentiamo più parole, le parole sono lontane, si perdono nell’ovattata disperazione. L’unica cosa che si sente, spero, è la stretta di un abbraccio. Anche virtuale. Ed è questo, il mio abbraccio, Viv. Riscrivimi, se ce la fai; raccontami, racconta.


L'uomo con cui leggevo tutte le mattine le tue schegge di poesia su City è morto ad agosto.
Lo amavo e lui amava me: ogni mattina leggendoti trovavamo nelle frasi che tu sceglievi qualcosa di nostro e sorridevamo.
Vorrei che lui venisse da me almeno in sogno, che trovasse un guado nel fiume delle mie lacrime.
Lo scrivo qui perchè tu, Lisa, sei stata nella nostra storia dall'inizio e perchè mi manca tanto.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.