Lisa Corva

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Quante strade, per arrivare fino a te.

Giovedì, 16 aprile 2015 @07:41

"Amore, quante strade per giungere a un bacio
che solitudine errante fino alla tua compagnia.
I treni continuano a rotolare soli con la pioggia.
A Taltal ancora non albeggia la primavera."
(Neruda)
Quante strade, per arrivare fino a te.

Neruda, il poeta dei miei quindici anni. Quante sottolineature sui vecchi libri dove l’ho scoperto. Quanto è bella, ancora, questa poesia. Per questo, ora che finalmente è arrivata la primavera, l’ho scelta come #spillo della settimana su Gioia (dove trovate anche un mio viaggio a Varsavia).

Primavera. La città è fatta di apparizioni.

Martedì, 25 marzo 2014 @07:48

"Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose".
(Pablo Neruda)
Primavera. La città è fatta di apparizioni.

Si apre e distende giugno, come un campo di papaveri.

Lunedì, 10 giugno 2013 @08:40

"Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo con serietà ed esattezza."
(Neruda)
Si apre e distende giugno, come un campo di papaveri.

Ed è il più dolce dei miei baci quello che ti fa cadere dolcemente all’indietro.

Mercoledì, 5 giugno 2013 @09:02

"Ci guardiamo con occhi tranquilli che s’ingrandiscono con la vicinanza, e quindi è il più dolce dei miei baci quello che ti fa cadere dolcemente all’indietro."
(Neruda)
Cado. Tienimi tu.

Come sempre, la primavera – anche questa tardiva primavera - mi fa venire voglia di rileggere Neruda.

Il mio cuore si chiude come un fiore notturno. E altre storie di giardini.

Venerdì, 3 maggio 2013 @07:30

"Il mio cuore si chiude come un fiore notturno"
(Neruda)
Tutte le mattine del mondo, ancora: per sperare e sbocciare.

Storie di fiori e giardini. E il piacere di scoprirne di nuovi. Quando ho intervistato Anna Scaravella, la landscape designer che ha scritto "Dal paesaggio al giardino" (Electa), all'interno del mio articolo sui fiori su Elle Decor di aprile, che è ancora in edicola (compratelo e sognate insieme a me!), una delle mie prime domande è stata: qual è il più bel giardino d'Italia? Villa Lante a Bagnaia, ha risposto (casualmente, la stessa risposta di Francesca Marzotto Caotorta, l'inventrice di Orticola, la festa chic dei petali che si apre tra poco, per il 18esimo anno, a Milano). Villa Lante... Confesso: non ne avevo mai sentito parlare. L'ho googlata, ho capito che era vicino a Viterbo, e quando - settimana scorsa - sono andata a Roma per lavoro, ho convinto un'amica ad accompagnarmi. Il piacere dell'amicizia e dei giardini; di chiacchierare con un'amica seguendo sentieri immaginati e disegnati secoli fa.
Ed ecco l'intervista con Anna Scaravella, che mi ha fatto sognare giardini sconosciuti.

Un giardino da visitare assolutamente, in Italia?
"Villa Lante: a Bagnaia, un borgo a 70 chilometri da Roma. Nasce qui l'arte del giardino in Europa, perché la geometria rinascimentale non sta ferma, ma diventa emozione prospettica in movimento. La chiave è l'invenzione dell'architetto che non costruisce una sola grande villa, ma due piccole, e in mezzo fa correre un'asse che taglia la luce come una lama e diventa la spina dorsale del progetto. Ancora oggi, ogni zona del giardino è in mutamento continuo: all'ombra, in penombra, al sole. La zona d'ombra, in alto, emerge come natura spontanea; la più bassa, assolata è la "natura ordinata"; quella di mezzo raccorda le prime due. Per la prima volta il giardino non è un corollario all'edificio, ma opera d'arte autonoma. Poi c'è l'acqua: dalla fonte nascosta nel bosco al parterre acquatico c'è una corsa di spazio e luce che trasforma un elemento naturale, l'acqua, in simbolo intellettuale. Bagnaia è un manifesto della nostra cultura".

E invece, il suo giardino del cuore, tra quelli disegnati da lei?
"Il giardino che mi sta appassionando e che verrà ultimato questa primavera è Formentera.  E' un'isola magica e non mi sono neppure accorta che i lavori sono durati quasi due anni. C'è una villa contemporanea, appena costruita, un grande terreno e tre preesistenze: un bosco di pini d'Aleppo,una vigna e uno straordinario esemplare di carrubo. Ho studiato la flora spontanea, ho percorso l'isola in auto, a piedi e in bicicletta fotografando le saline, le distese di ginepro modellate dal vento, i campi  con i fichi allevati come fossero un gigantesco fungo per proteggere gli animali dal sole, gli ulivi. Con una vecchia Land Rover ho cercato fichi, carrubi, olivi, mandorli in terreni che sarebbero stati edificati e dove le piante dovevano essere tolte. Li ho trapiantati in giardino e ora ne costituiscono l'ossatura principale. E' stata reimpiantata la vigna e grandi macchie di timo, rosmarino, lentisco, ginepro e olivastro formano un disegno astratto. C'è un grande orto con cespugli  di melograno e nella corte-soggiorno all'aperto cresce il giardino degli agrumi. Non verrà seminato un prato ma si lascerà che i semi spontanei colonizzino il terreno".


Come ogni venerdì, il Buongiorno di oggi anche in inglese: Friday Lisa.
E una domanda: il vostro giardino del cuore, invece, qual è?

Sento la tua tenerezza avvicinarsi alla mia terra.

Giovedì, 18 aprile 2013 @07:54

"Sento la tua tenerezza avvicinarsi alla mia terra."
(Neruda)
Mappature del cuore.

Piena di te è la curva del silenzio.

Lunedì, 7 gennaio 2013 @08:36

"Piena di te è la curva del silenzio."
(Neruda)
Ci sei anche quando non ci sei. Il silenzio è solo desiderio di te.

Così ti bacia, l’aria della sera.

Martedì, 24 maggio 2011 @08:04

"Son io colui che t’attende nella notte stellata.
Colui che sotto il tramonto insanguinato t’attende.
Guardo cadere i frutti nella terra cupa.
Guardo danzare le gocce di rugiada nell’erba.
Nella notte al denso profumo delle rose,
quando danza la ronda delle ombre immense.
Sotto il cielo del Sud, colui che ti attende quando
l’aria della sera bacia come una bocca."

(Neruda)

Quanti baci, nell’aria della sera.

I versi di oggi sono tratti da "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia.

I vecchi giorni reclamano ancora qualcosa.

Giovedì, 5 maggio 2011 @07:07

"Quando lei ed io ci nascondiamo nel treno di ritorno, i vecchi giorni reclamano ancora qualcosa malgrado il cuore duro che crede di averli lasciati indietro."
(Pablo Neruda)
Ma che importa, se oltre ai vecchi giorni ho anche giorni nuovi, tutti con te.

Continuo imperterrita a rileggere Neruda. La poesia di oggi è "Imperial del Sur", tratta da "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia.

Riposa, col tuo sonno nel mio sonno.

Martedì, 5 aprile 2011 @07:58

"Ormai sei mia. Riposa col tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
e presso di me sei pura come l’ambra addormentata.
Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l’ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna".

(Pablo Neruda)

Così mi piace: guardarti, mentre dormi.

Quando comincia la primavera mi piace sempre rileggere Neruda. La poesia di oggi è tratta dal vecchio libro su cui l'ho scoperto, "100 sonetti d’amore- Canzone di gesta", Edizioni Accademia.

Briciole di stelle.

Venerdì, 28 maggio 2010 @07:45

"Vediamo quante stelle sbriciolate nella pozzanghera."
(Neruda)
Vediamo quanti sogni in frantumi, quante delusioni mi hanno scottato, quanti graffi nel cuore. Ma vediamo anche quanto, e quando, sono capace di alzare la testa: e guardare in alto. Il cielo mi chiama, non più un riflesso nella pozzanghera.

(I versi di oggi sono tratti da un mio vecchio libro di Neruda, ormai pieno di annotazioni e sottolineature: "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia)

La tua bocca, bagnata di crepuscolo.

Venerdì, 22 gennaio 2010 @07:39

"E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo".
(Pablo Neruda)
No, non voglio baciarti in una giornata di sole. Non voglio che sia estate. Non voglio che sia in mezzo alla folla. Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno, quando il sole scolora nel grigio e nel freddo; quando sarà più facile trovare, insieme, l’alba dentro l’imbrunire.

(Neruda non ha bisogno di presentazioni. Questo verso – un singolo verso, potente, romantico – è tratto dal vecchio libro su cui ho imparato a conoscerlo, "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia. L’alba dentro l’imbrunire è invece una citazione nascosta, di una vecchia canzone italiana: la riconoscete?)

Tu, io, e la danza gialla dell’autunno.

Martedì, 6 ottobre 2009 @08:08

"La mia voce ti raggiunse, dimmi, ti raggiungeva,
nelle aperte notti di gelide stelle
ora, nell’autunno, nella danza gialla
dei venti affamati e delle foglie cadute!
Dimmi, ti giungeva,
ululando o come, o singhiozzando,
nell’ora del sangue fermentato
quando la terra cresce e vibra palpitando
sotto il sole che la riga con le sue code d’ambra?"

(Pablo Neruda)

Ma se mi sentivi, se sapevi; dimmi, perché non mi hai risposto?

(Neruda, sempre diretto al cuore. Questi versi sono tratti dal vecchio libro su cui ho imparato ad amarlo: "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.