Lisa Corva

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Solo rifugio possibile è il mondo tutto.

Lunedì, 16 novembre 2015 @07:38

"Solo rifugio possibile è il mondo tutto."
(Paul Éluard)

Ieri sera ho riaperto un vecchio libro di poesie di Éluard. Cercavo parole, parole di consolazione forse, parole di speranza dopo gli attentati di Parigi (ma anche di Beirut, un giorno prima, bombe in un mercato, così presto dimenticate). Anche Éluard ha visto una guerra, anzi due: nato nel 1895, morto nel 1952, ha visto la prima, e la seconda guerra mondiale ("E c’è la Resistenza color sangue di Spagna/ E c’è la Resistenza color cielo di Grecia"). La sua Resistenza – contro il fascismo, contro la violenza – era fatta di militanza ma anche di parole, di poesia che portava dentro di sé la pace: "Sono nato per conoscerti/ per chiamarti/ Libertà", scrive nel 1942, quando Parigi era ancora occupata. Già, Parigi. E dunque, cercavo parole e le ho trovate. Anche questa è la forza indistruttibile della poesia, della democrazia, della non violenza e della speranza. Il verso di oggi è sfilato da "Portrait, Poèmes Politiques", con la traduzione vintage di Silvano Del Missier. In francese, semplicemente: "Le seul abri possible c’est le monde entier".

La precisione del cuore umano.

Venerdì, 31 gennaio 2014 @08:45

"La precisione del cuore umano".
(Paul Eluard)
Mi piace pensare che il cuore sia preciso, anche quando si perde. E ci perde.

Il Buongiorno di oggi è in realtà il titolo, e l'incipit, di una poesia di Eluard (sempre tratta dall'antologia "Poesie" anni Settanta di Newton Compton Editore, con la traduzione di Silvano Del Missier). Ci credeva, Eluard, alla precisione del cuore umano? Forse sì, visto che la poesia continua così: "La precisione/fra baci e parole/dispensati a casaccio".
E visto che è venerdì, leggetela anche in originale. Per una volta, in francese.

Non ti manca la notte, ma il suo potere.

Martedì, 21 gennaio 2014 @09:12

"Accarezza l’orizzonte della notte, cerca il cuore di giaietto che l’alba ricopre di carne. Popolerebbe i tuoi occhi di pensieri innocenti, di fiamme, ali ed erbe che il sole non inventa.
Non ti manca la notte, ma il suo potere".
(Paul Eluard)
Porta con te il potere della notte.

I versi di oggi sono tratti da "Poesie" di Paul Eluard (Newton), un libro vintage con il testo a fronte, con ancora il prezzo in lire stampato sopra: 3900, per l’esattezza. E con la traduzione di Silvano Del Missier, che era un amico dei miei genitori. Un regalo dal passato.

La curva dei tuoi occhi. Quando chiudi gli occhi, vorrei solo baciarti.

Venerdì, 14 giugno 2013 @07:28

"La curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore,
girotondo di danza e di dolcezza"
(Paul Eluard)
La curva dei tuoi occhi. Quando chiudi gli occhi, vorrei solo baciarti.

Eluard, il poeta, come Prévert, dei ragazzi che si baciano in piedi sulle porte della notte, dei fiammiferi accesi nel buio per baciarti, dell'amore quando è meraviglia e stupore.

(E, come ogni venerdì, Friday Lisa: il Buongiorno di oggi anche in originale).

Quanto lontano o quanto vicino sei? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio.

Venerdì, 17 febbraio 2012 @07:30

"Quanto lontana o quanto vicina sei, Ingeborg? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio"
(Paul Celan)
Ma io chiudo gli occhi, amore mio, anche se il tuo bacio è solo un sms.

In questa frase è il 1949. Lui era un poeta. Lei, anche. Lui era nato a Czernowitz, allora Romania, ora Ucraina (come lo scrittore Gregor von Rezzori, ricordate?, l’ultimo dei mitteleuropei). Lei era austriaca. Si scrivevano in tedesco, si sono scritti per quasi vent’anni, anche quando lui si sposò, anche quando lei aveva un compagno. Lettere di carta. Parole di poeti, parole di un amore impossibile, che come tutti gli amori impossibili pretende le parole più belle. E "Troviamo le parole" è il titolo del loro carteggio edito da Nottetempo, da cui è tratta questa frase. Paul Celan si uccise nel 1970 gettandosi nella Senna, a Parigi. Ingeborg Bachmann morì tre anni dopo a Roma, nel sonno forse di alcol e sonniferi; l’ultima sigaretta aveva bruciato il letto. Ma in questa frase era ancora il 1949, baci di carta, baci che scottano come quelli veri.

Come ogni venerdì, mi trovate anche nella parte globish del sito. Oggi, trovate le parole "originali" di Celan: a dimostrazione che, ogni tanto, il tedesco è una lingua in cui si può parlare d'amore. E come ogni venerdì vi ricordo: se mi seguite su Twitter, riceverete ogni giorno il mio Buongiorno sul vostro telefonino. Daily Lisa.

Un altro nome dell’amore: pazienza.

Mercoledì, 9 marzo 2011 @08:06

"Un altro nome dell’amore: pazienza."

(Paul Celan)

Ci vuole pazienza per amare, lo so. Perché bisogna imparare ad aspettare. Ci vuole pazienza e fermezza e dolcezza con un bambino; ma anche con chi ci ha tenuto in braccio da piccoli. Ci vuole pazienza con chi ci ama, ma non lo sa: non ancora. Ci vuole pazienza con chi va, e poi torna. Ci vuole pazienza, ma come faccio, se il mio amore ha fretta?

(La frase di oggi è tratta da "Microliti" di Paul Celan, Zandonai Editore. Ancora più perentoria in originale: "Ein anderer Name der Liebe: Geduld".)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.