Lisa Corva

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Non ho bisogno di tempo per sapere come sei: conoscersi è luce improvvisa.

Giovedì, 18 luglio 2013 @10:15

"Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa".
(Pedro Salinas)
Quando ti innamori è così: luce improvvisa.

Li ricordate questi versi di Pedro Salinas? Il poeta spagnolo degli anni Trenta. Sono tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi. E sono il mio #spillo su Gioia! di oggi. Amore, penombra, luce.

Paura. Di te. Amarti è il rischio più alto.

Lunedì, 2 luglio 2012 @10:12

"Paura. Di te. Amarti
è il rischio più alto"
(Pedro Salinas)
Ma è solo un brivido, prima di tuffarmi. L’acqua sei tu.

Il Buongiorno di oggi è del poeta spagnolo Pedro Salinas; sono versi tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi, la sua raccolta degli anni Trenta.

Pensai che l’autunno mi sarebbe piaciuto per sempre.

Giovedì, 6 ottobre 2011 @07:51

"Pensai che l’autunno mi sarebbe piaciuto per sempre. Era la prima volta che condividevo qualcosa con qualcun altro… e con un uomo, soprattutto. Qualcosa di importante. Potevo credere in lui. Volevo conoscerlo meglio… Ma quello era un momento sfavillante, necessario alla mia esistenza. Uno sfavillìo magico, come di luce riflessa in pienezza".
(Banana Yoshimoto)
Conoscersi, è luce improvvisa.

(La frase che ho scelto oggi per City è tratta da "High & Dry. Primo amore", Feltrinelli, di . Banana Yoshimoto. Dove la scrittrice giapponese racconta delicatamente il primo amore di una ragazza di quattordici anni. E i piccoli miracoli dell'autunno. Ma anche il mio commento, oggi, è una frase rubata: è un verso di Pedro Salinas, che era il Buongiorno del 18 settembre 2009, ricordate?).

Quando tu accendi il domani.

Martedì, 1 marzo 2011 @09:05

Domani. La parola
libera, vacante, senza peso,
si muoveva nell’aria,
così senz’anima e corpo,
senza colore nè bacio,
che l’ho lasciata passare
al mio fianco, nel mio oggi.
Ma all’improvviso tu
hai detto: "io, domani…".
E tutto si è animato
di carne e di bandiere.

(Pedro Salinas)

All’improvviso hai detto: vediamoci domani. Hai scritto: sì, domani. E il mondo ha ripreso luce. Bastava così poco, dunque. Bastava una tua parola.

Le parole che ho scelto oggi per City, come quelle che ho scelto per il 21 febbraio, "Il tuo sonno è circondato tutto dalle mie domande", sono del poeta spagnolo Pedro Salinas, e sono tratte da "La voce a te dovuta", Einaudi, la sua raccolta degli anni Trenta. La luce torna sempre nei versi di Salinas: luce di Spagna, luce del Mediterraneo, luce del desiderio e dello sguardo di chi ci ama. Di luce è fatto uno dei suoi versi più belli, quello che avevo scelto per il Buongiorno del 18 settembre 2009: "Non ho bisogno di tempo/ per sapere come sei:/ conoscersi è luce improvvisa".

Il tuo sonno è circondato tutto dalle mie domande.

Lunedì, 21 febbraio 2011 @07:49

"Cominciano ad accendersi
le domande alla notte.
Ve ne sono distanti, quiete,
immense, come astri:
chiedono da lassù
sempre
la stessa cosa: come sei.
Altre, fugaci e minute,
vorrebbero sapere cose
lievi di te e precise:
misura
delle tue scarpe
nome
dell’angolo del mondo
dove potresti aspettarmi.
Tu non le puoi vedere,
ma il tuo sonno
è circondato tutto
dalle mie domande."

(Pedro Salinas)

La prima è: chi sei; e poi quando, quando sarai per me.

I versi di oggi, come quelli che ho scelto per il 14 febbraio, sono del poeta spagnolo Pedro Salinas, e sono tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi, la sua raccolta degli anni Trenta.

Quando tu mi hai scelto (fu l’amore che scelse).

Lunedì, 14 febbraio 2011 @07:57

"Quando tu mi hai scelto
-fu l’amore che scelse-
sono emerso dal grande anonimato
di tutti, del nulla.
Fino ad allora
mai ero stato più alto
delle vette del mondo.
Non ero mai sceso sotto
le profondità massime
segnalate dalle carte di mare.
E la mia allegria era triste,
come quei piccoli orologi
senza polso cui cingersi
senza carica, fermi.
Ma quando mi hai detto "tu"
-a me, sì, a me, fra tutti-
volai più in alto
di stelle o coralli".

(Pedro Salinas)

Io, fra tutti.

(San Valentino, giusto? I versi che ho scelto oggi per City sono tratti da "La voce a te dovuta", Einaudi, una raccolta di poesie scritte dallo spagnolo Pedro Salinas negli anni Trenta. Forse vi ricordate un Buongiorno di un paio d’anni fa, esattamente il 18 settembre 2009: "Non ho bisogno di tempo/ per sapere come sei:/ conoscersi è luce improvvisa".)

E proprio per San Valentino, invece di un mazzo di rose, di stelle o coralli ho ricevuto in regalo il nuovo vestito per il blog: grazie a tutti, al paziente Miloš Sluga dell'agenzia web, alla mia amica art director Valeria Settembre che ha disegnato e immaginato la nuova impaginazione, alla fotografa Jana Urbas che è venuta con me in piazza Unità a Trieste e mi ha scattato le foto che vedete qui in alto... Ma anche al consorte che mi ha aiutato a scegliere il vestito nuovo, e lo sapete come si annoiano gli uomini quando vi accompagnano a fare shopping!

Luce.

Venerdì, 18 settembre 2009 @08:33

"Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa".
(Pedro Salinas)

Non ho bisogno di tempo: perché quando ti ho incontrato è stata luce, luce improvvisa, la luce timida e ancora grigia di un’alba fredda, la luce del camino quando fuori nevica, la luce che si accende sul telefonino quando arriva un tuo messaggio. Alzo il viso verso di te, bevo la tua luce.

(Pedro Salinas: non è la prima volta che uso dei versi di questo poeta spagnolo. Per chi è curioso di conoscerlo meglio, c’è la sua antologia anni Trenta pubblicata da Einaudi, "La voce a te dovuta")

Il dubbio esistenziale di oggi è: ma come, è già il momento di tirar fuori il piumone?

I grattacieli di Manhattan. E l’istante in cui tu ti fermasti.

Martedì, 8 settembre 2009 @13:30

"A te si giunge solo
attraverso di te.
Ti aspetto.
Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato con te.
Lì mi hai portato tu.
Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l’istante che tu ti fermasti?"
(Pedro Salinas)

E in quel momento, quando mi hai guardato, ho capito: la mia destinazione, eri tu.

(Sto scoprendo il poeta spagnolo Pedro Salinas con "La voce a te dovuta", Einaudi: una raccolta di versi uscita nel 1933)

Allora sono a NYC. E’ bellissimo tornare, perché ci sente quasi a casa: è stata la mia prima sensazione, anni e anni fa, la prima volta che sono atterrata qui. Guardavo i poliziotti a cavallo, i tombini con il vapore che esce dal marciapiede, i taxi gialli tra i grattacieli, e mi dicevo: ma questo lo conosco, non sono una straniera qui. (La potenza del cinema americano: farci sentire a casa a Manhattan). Ma, dopo tanti anni, questa è un po’ casa davvero: qui ho un’amica storica, con i capelli rossi, jewish, che sembra uscita da un film di Woody Allen, magari il Vicki Cristina Barcelona che ho amato tanto. Ieri sera siamo andate nel "nostro" sushi bar all’angolo, e lei – che è tornata single – mi ha raccontato delle sue (dis)avventure degli uomini, possibili fidanzati, che incontra sugli attrezzatissimi e frequentatissimi siti web di dating on line, ahimé quasi sconosciuti in Italia… E di sentirsi il brivido dei 14 anni quando di anni ne hai più di 40. Oggi andremo a fare la passeggiata più trendy della città, sulla High Line sopraelevata. Mi sono portata le mie infradito d’argento apposta!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.