Lisa Corva

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E’ di nuovo primavera. La terra è come un bambino che conosce poesie a memoria.

Giovedì, 31 marzo 2016 @07:48

"E’ di nuovo primavera. La terra è come un bambino che conosce poesie a memoria."
(Rainer Maria Rilke)
Primavera, sbocciano poesie.

Questo frammento di "Sonette an Orpheus" del sempre criptico (per me almeno) Rilke è anche il mio #spillo su Gioia di questa settimana. Stavolta ho provato a tradurre io: "Frühling ist wiedergekommen", è di nuovo primavera; o forse, ripensandoci, "la primavera è tornata". Il piacere di entrare dentro una lingua straniera e farla propria. Il piacere di cercare ovunque, negli alberi che stanno fiorendo, nei prati, nei giardini di città, i primi segni della gloriosa primavera. Avete anche voi un giardino, un parco, un albero, un terrazzo preferito, che guardate ogni giorno, curiosi di come cambia, di ogni nuovo colore e bocciolo? Io sì. La primavera per me comincia con i crochi viola che spuntano allegri in un giardino di semiperiferia.

La mia città, e un presagio di primavera.

Martedì, 5 febbraio 2013 @07:33

"Sono convinto che a Vienna, quando non siete sferzata dal vento, vi riesca di avvertire la primavera. Le città spesso percepiscono le cose in anticipo, attraverso il chiarore della luce, un’imprevista morbidezza delle ombre, un bagliore alla finestra – il leggero sentimento di imbarazzo nell’essere una città… Per mia esperienza, solo Parigi e (in maniera ingenua) Mosca assorbono per sé l’intera natura della primavera, come fossero un paesaggio agreste."
(Rainer Maria Rilke)
La mia città, e un presagio di primavera.

Il Buongiorno di oggi viene da una lettera di Rilke che de Waal, l’autore di "Un’eredità di avorio e ambra" (Bollati Boringhieri) ritrovò nelle carte di famiglia: era indirizzata a sua nonna, Elisabeth Ephrussi. Ed erano gli Anni Venti. Niente male, vero, avere una corrispondenza con un poeta? (Il che mi fa sempre pensare alle corrispondenze di oggi. Grazie a Internet scriviamo molto, molto di più, che siano mail o sms o whatsapp; ma tutto è digitale, tutto andrà perso… O no?). In ogni caso, ho finito il libro, che mi è molto piaciuto. E in ogni caso, nelle città, in questi giorni, appena spunta il sole, c’è un presagio di primavera.

Nel mio atlante interiore.

Giovedì, 1 ottobre 2009 @08:19

"Ho aperto l’atlante (per me la geografia non è una scienza, ma un insieme di rapporti di cui mi affretto ad approfittare) ed ecco, tu sei già segnata nella mia mappa interiore: da qualche parte fra Mosca e Toledo, ho creato uno spazio per l’impeto del tuo oceano".

(Rainer Maria Rilke)

E dove sono io, dimmi, nel tuo atlante delle emozioni?

(Cosa ne sarà degli epistolari, oggi, visto che scriviamo tutti di più, ma le parole svaniscono nella memoria sovraccarica di un computer o sullo schermo di un telefonino? Intanto, sto rileggendo l’epistolario incrociato di Rilke, Pasternak e la Cvetaeva. Si intitola "Il settimo sogno", ed era stato pubblicato anni fa da Editori Riuniti. Il sottotitolo è "Lettere 1926", perché le lettere furono scritte tutte nell'arco dello stesso anno: il 1926, appunto. Tra il solitario castello e il sanatorio svizzero di Rilke, che di lì a poco sarebbe morto; il piccolo appartamento della Mosca post-rivoluzionaria dove viveva Pasternak; e il villaggio nel Sud della Francia dov'era emigrata la Cvetaeva. La frase di oggi è dunque tratta da una lettera che Rainer Maria Rilke, il poeta di Elegie duinesi, scrisse alla poetessa russa Marina Cvetaeva)

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.