Lisa Corva

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La sera stava sconcertata fra i lampioni delle strade, il suo oro tutto macchiato dalla polvere della città.

Giovedì, 10 gennaio 2013 @19:00

"La sera stava sconcertata
fra i lampioni delle strade,
il suo oro tutto macchiato
dalla polvere della città".
(Tagore)
L'oro della sera.

Oggi non un Buongiorno, ma una Buonasera, in una Milano dove vedo accendersi le luci della città. Oro e polvere.

Vieni, primavera. Svegliaci.

Giovedì, 1 marzo 2012 @07:26

"Vieni, primavera,
imprudente e audace amante della terra,
dai voce al cuore della foresta!
Vieni in raffiche irrequiete
dove i fiori sbocciano improvvisi,
fai spuntare nuove foglie!
Scoppia, come una rivolta di luce…
Irrompi nella città rumorosa,
libera parole ed energie soffocate,
dai forza alla nostra svogliata battaglia
e conquista la morte!"
(Tagore)
Vieni, primavera. Svegliaci.

Rabindranath Tagore, poeta indiano, grande viaggiatore, molto vicino all’Occidente. Nobel per la Letteratura nel 1913: fu il primo non europeo. I versi di oggi sono tratti da "Poesie d’amore", Newton Compton.

Love.

Domenica, 14 febbraio 2010 @12:16

Si intitola così la pagina speciale di City dedicata a San Valentino , con una selezione dei miei Buongiorno più... love. Eccoli. Li riconoscete? Attenzione all'overdose. E buon San Valentino, zuccherosissima festa!

"Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa".
(Pedro Salinas)
Non ho bisogno di tempo: perché quando ti ho incontrato è stata luce, luce improvvisa, la luce timida e ancora grigia di un’alba fredda, la luce del camino quando fuori nevica, la luce che si accende sul telefonino quando arriva un tuo messaggio. Alzo il viso verso di te, bevo la tua luce.

"Comincia con la neve, la storia che parla di te. Ho provato a farla cominciare in tanti altri modi. L’ho fatta cominciare con il caldo, con la luce, in un altro paese – più selvatico, più sporco, più povero – in un altro letto, non in questo. Ma ogni volta uno zoom mi riporta a quella casa…"
(Julie Myerson)
Un ricordo legato per sempre a una nevicata. Alla pioggia. Allo scirocco… Meteorologia dei sentimenti.

"Ti propongo di costruire
un nuovo canale
senza chiuse
né scuse
che comunichi finalmente
il tuo sguardo
atlantico
col mio naturale
pacifico"
(Mario Benedetti)
Perché sì, a volte l’amore diventa geografia. Le curve del corpo diventano valli, boschi, pianure; lo sguardo è acqua viva, una corrente che collega finalmente due oceani, due mondi.

"Quella sera ero bellissima. Lo so, perché lo vidi nei suoi occhi"
(Nuala O’ Faolain)
E’ così. Così facile, così magico, così incomprensibile: lo sguardo carezzevole di chi ci ama ogni volta ci trasforma, ci fa risplendere. Un laser degli affetti, un photoshop del cuore, un lifting emozionale: chiamatelo come volete, è semplicemente amore.

"Falin aprì le mani verso di lei come una domanda; e senza pensarci, Kit lo abbracciò. Sapeva, ormai sapeva, che esistono persone – una, perlomeno – che si possono abbracciare con facilità e abbandono, come fossero una cosa sola con noi, una cosa che una volta è andata in pezzi e adesso è tornata integra. Con lei, Falin fu per un momento integro; furono un tutto: come un uovo, e altrettanto fragili".
(John Crowley)
Così mi sento nel tuo abbraccio: intera.

"Quella notte fecero l’amore, amandosi in quel modo che è un altro paese, un paese a se stante, né mio né tuo"
(Nadine Gordimer)
E’ questo dunque l’amore: quello che ci fa attraversare il confine, ed entrare – magari da clandestini – in un altro Paese. Di cui magari non conosciamo neppure la lingua. Per cui non abbiamo né visto, né passaporto. Un Paese sconosciuto: quello dove si vive in due.

"Questo gesto dove si era nascosto,
questo abbraccio rotondo?
Scuro e morbido, come la notte d'estate,
in cui le stelle pulsano tutte...
Chi mi ha lasciato in eredità questo ponte sensibile,
che dalla solitudine mi conduce a te?
Un suo pilastro è il mio palmo,
l'altro pilastro è la tua mano".
(Amy Károlyi)
L’abbraccio è il ponte che va da me a te. Così, per favore, abbracciami. Forte. Ancora.

"Quando uscimmo dal ristorante, ci incamminammo nella direzione che prese lei, ben distanti, con l’incedere degli uomini e delle donne che camminano sulla frontiera della loro prima volta".
(Almudena Grandes)
E’ un confine che si oltrepassa insieme, con il cuore in gola: forse non abbiamo il passaporto, forse siamo e rimarremo clandestini, forse quella terra straniera diventerà la nostra. Chissà. Intanto, dammi la mano, varchiamo il confine.

"Siedo sull’erba e guardo il cielo,
e sogno l’improvviso splendore
del tuo arrivo".
(Rabinandrath Tagore)
Questo, solo questo voglio fare, in questi limpidi giorni di primavera: sdraiarmi sull’erba a occhi chiusi; stare alla finestra, guardare fuori ma vedere solo dentro il mio cuore. E sognare, sognare la magia del tuo arrivo. Perché arriverai, vero?

"Di che scrivere! Tutta la mia vita è una lettera a te"
(Viktor Šklovskij)
Tutto, tutto quello che faccio: la metropolitana dove mi infilo al mattino, le lunghe ore al lavoro, il pranzo con qualcuno che non sei tu, le vetrine dove vedo solo la mia ombra. Attese, incroci, incontri, desideri: tutto ha senso, perché ho voglia di raccontarlo a te; perché alla fine della giornata, alla fine della strada, ci sei tu.

"Non esiste una vita trasparente, Ana. Ogni donna ha un segreto, per piccolo che sia. Tutte ne hanno almeno uno".
(Marcela Serrano)
Quel segreto è una piccola scheggia di luce conficcata nel mio cuore. Quel segreto è qualcosa che non sussurro neppure a me stessa. Quel segreto lo leggo ovunque, in un cellulare che vibra, nel fondo della mia tazzina di caffè. Quel segreto, sei tu.

"E ti bacio la bocca bagnata di crepuscolo".
(Neruda)
No, non voglio baciarti in una giornata di sole. Non voglio che sia estate. Non voglio che sia in mezzo alla folla. Vorrei baciarti in una di queste sere d’inverno, quando il sole scolora nel grigio e nel freddo; quando sarà più facile trovare, insieme, l’alba dentro l’imbrunire.

"Ma lascia almeno
ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana"
(Vladimir Majakovskij)
Poter seguirti, mentre cammini, mentre te ne vai. Poter rendere il tuo passo più lieve, la tua strada semplice e senza ostacoli. Poter, soprattutto, riportarti indietro. Perché non c’è niente di più struggente di un addio.

"Ho disegnato una porta
e mi sono seduta dietro di lei
pronta ad aprirla
non appena arrivi".
(Dunya Mikhail)
So che devo aspettare. Non posso fare nient’altro, adesso. So che verrai, so che tornerai; so che entrerai da quella porta, quella porta che ho disegnato nella mia vita; alzerai lo sguardo e io ci sarò, e tu ci sarai. Devo solo imparare, imparare ad aspettare.

"Sei ovunque, dovunque una volta
ti abbia potuto sapere, vedere, amare:
strada, cima, foresta con te mi salutano
paese e città, giorno e notte
ti evocano sempre montagna d'autunno e neve dell'inverno
riva, e fischio di treni, e tremano lì in ogni cosa
venticinque ardenti primavere e estati
del primo desiderio e di una follia che ancora dura".
(Lörinc Szabó)
Sei ovunque. Da quando ti amo sei. Ovunque.

"Le mie voglie di baci e di parole
sono una stanza molto grande dove
siede assurdamente il cuore. Vale a dire, sopravvive.
Nel taglio delle sue strane correnti".
(Juan Gelman)
Il mio cuore. Cuore indomito, cuore pulsante. In questo mio tumulto del cuore, mentre aspetto, mentre ti aspetto, tutte le finestre sono aperte: entra la luce, entra il vento e sbatte gli scuri. In lontananza, il mare.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.