Lisa Corva

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Parlò dei viaggi invernali nel vasto impero, coricato nella slitta...

Mercoledì, 4 gennaio 2017 @08:24

"Parlò dei viaggi invernali nel vasto impero, viaggi durati notti intere con freddi tremendi, coricato nella slitta, sotto pelli di pecora, e raccontò di aver visto, svegliandosi, gli occhi dei lupi, fiammeggianti come stelle sopra la neve."
(Thomas Mann)

Chi parla è Anton Karlovic Ferge di Pietroburgo, coi "grandi baffi bonari", una vita da viaggiatore per una compagnia d’assicurazione contro gli incendi, ma era la sua vita precedente, prima di finire nel sanatorio svizzero sulla montagna incantata.
Mi piace questa frase che sa di nevi d’antan letta adesso, in quest’inverno ancora senza neve. Mi piacciono quelle slitte dove si viaggiava coperti di pelli, il ghiaccio infinito, gli occhi fiammeggianti dei lupi, la Grande Madre Russia. Mi piace pensarci al caldo della mia casa, pensare all’inverno, stare dentro l'inverno. ("La montagna incantata" di Thomas Mann l’ho letta in edizione Corbaccio. Amo leggere/rileggere i classici).

Quel che vedo nei tuoi occhi.

Lunedì, 10 ottobre 2016 @09:45

"Gli occhi, d’un grigio celeste o d’un celeste grigio – d’un colore un po’ incerto e ambiguo, il colore, ad esempio, d’una montagna lontana."
(Thomas Mann)
Quel che vedo nei tuoi occhi.

La frase di oggi, che è anche il mio #spillo su Gioia di questa settimana, è tratta da "La montagna incantata" di Thomas Mann, che sto leggendo da quest’estate in edizione Corbaccio (con la bella traduzione storica di Edvino Pocar). Mi mancano solo un centinaio di pagine! Una grande meditazione sulla malattia, sulla morte e sulla libertà che, a volte, regala la malattia.
E’ bello pensare che ci sono sempre dei classici che ci aspettano. Pagine che ci aspettano. E paesaggi che ci aspettano. Quando alle montagne lontane… Grigio celeste o celeste grigio per me rimane sempre il colore del mare, magari in una giornata di bora. Penso al golfo di Trieste, ovviamente, sabato sotto una pioggia grigia, domenica in un azzurro sfolgorante di sole e vento, giusto in tempo per la Barcolana.

La possibilità di un erbario. Meditazione quotidiana con i fiori che incontriamo.

Lunedì, 29 agosto 2016 @08:49

"Il tè del mattino era servito con una focaccia particolare; a ogni posto c’era un vasetto con garofani selvatici e persino rododendri che gli uomini s’infilavano all’occhiello."
(Thomas Mann)

Questo strano agosto mi ha portato in montagna, io che non amo le vette (mi sento che incombono, l’esatto opposto di come si sentono normalmente le persone). Casette di legno, l’unico rumore al mattino il ruscello, covoni di fieno nei campi… E molti fiori da raccogliere o semplicemente da guardare. E pagine, certo: ho pensato che la montagna fosse lo scenario perfetto per iniziare "Zauberberg", ovvero "La montagna incantata", capolavoro di Thomas Mann (quasi 700 pagine nella bella traduzione vintage di Ervino Pocar, edizione Corbaccio). Adoro leggere o rileggere i classici (è la stessa cosa, perché a distanza di anni dimentico tutto, ricordo solo l’atmosfera e certe scene al chiaro di luna come in "Guerra e Pace"), e il tempo sospeso dell’estate è perfetto per prenderli in mano. In questo caso si tratta proprio di una prima lettura: di Thomas Mann avevo letto, e riletto, piangendoci su tutte e due le volte (vogliamo parlare dei #librikleenex?), "I Buddenbrook". Ma nel sanatorio svizzero della Montagna incantata non avevo ancora messo piede. Ed eccomi qui, dunque, con Hans Cantorp, già a pagina 174; nelle pagine, ho infilato dei fiori di campo. Mi è venuta voglia di erbario, di infilare i fogli tra le pagine, petali e foglie di cui non so i nomi. (Anche se il consorte si è scaricato un’app sullo smartphone: basta fotografare il fiore enigmatico e il telefonino risponde con possibili "matches", abbinamenti, con sempre anche il nome in latino). Gli erbari… Una cara amica, S., mi ha raccontato che in Germania hanno appena pubblicato l’erbario che tenne in prigione Rosa Luxembourg, una delle grandi donne rivoluzionarie del Novecento. Herbarium. C’è un che di zen, di meditazione quotidiana in questo dialogo con i fiori che ci vengono incontro sul cammino. Voi lo fate mai?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.