Lisa Corva

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Un vestito che amerò per sempre se me lo sfili adesso.

Mercoledì, 9 febbraio 2011 @08:29

"Un vestito che amerò per sempre se lui me lo sfila adesso".

(Viola Di Grado)

Un vestito che amerò per sempre, se me lo togli adesso, e per favore posso tenere gli occhi chiusi?, perché non so cosa succederà, dopo, e forse tu neppure lo sai, ed è come stare per sempre sull’orlo della notte, e del desiderio.

Non è il primo Buongiorno che "sfilo" dal libro d'esordio di Viola Di Grado. Ecco l'intervista che le ho fatto per Grazia.

"Settanta acrilico trenta lana": non è solo il titolo di un romanzo d’esordio potente, della giovanissima Viola Di Grado, 23 anni, pubblicato da e/o. E’ anche, spiega l’autrice, una metafora per la vita soffocante della sua protagonista: Camelia, che ripesca abiti dai cassonetti e decapita fiori; vive prigioniera di una madre che smette di parlare e fotografa buchi; si innamora, ideogramma dopo ideogramma, di un ragazzo cinese… Un titolo-maglione: perché?

"I maglioni settanta acrilico trenta lana non riscaldano abbastanza, non sono di qualità e spesso fanno sudare freddo. Camelia, la protagonista, da anni si sente così: dentro un eterno dodici dicembre. Nel romanzo c’è una dimensione ciclica di cose che ritornano: i vestiti buttati nel cassonetto tornano a essere indossati, i ricordi si ripresentano sempre a distruggere il presente, dicembre appena finisce ricomincia sempre daccapo, e Camelia scopre di rivivere le stesse esperienze di una ragazza misteriosamente scomparsa".

Ti è mai capitato di ripescare vecchi vestiti dai cassonetti, sforbiciarli e reinventarli, come fa Camelia?
"No, li ripesco solo dai mercatini. Adoro quelli di Londra, dove vivo, e studio filosofia cinese e giapponese: Notting Hill, Brick Lane, Camden Town. Mi piacciono i vestiti che hanno una pre-esistenza, i pizzi vittoriani e le spille antiche. Ma specialmente amo riconvertire materiali di ogni genere nei collage: contaminazioni di stoffe, vecchi scontrini e biglietti, bottoni, carte di biscotti…".

Dunque la moda ti piace.
"Mi piace inventarla. Ho appena fatto una collana solo con oggetti raccolti per terra. Ieri ho curato una spilla rotta appiccicandoci sopra un fiore di lana cotta trovato in metropolitana, e sopra un pupazzetto playmobil ripescato nella cantina di un amico. Il mio stilista preferito era Alexander McQueen".

Come Camelia, studi cinese. E il tuo ideogramma preferito è…
"Il vuoto. Nella sua forma antica, rappresenta una balla di fieno con delle fiamme sotto. Perché il vuoto nella filosofia cinese non è una condizione, è lo stadio di un processo: le fiamme evocano l’azione che porta allo svuotamento".

Il tuo luogo del cuore nel mondo. Immagino non la grigia Leeds, dov’è ambientato il romanzo.
"L’Islanda. Non ci sono mai stata, ma so che lì addestrano gli astronauti perché somiglia alla Luna. E visto che sulla Terra mi sono sempre sentita una turista…".

Hai qualcosa nell’armadio a cui non rinunceresti mai?
"Il mio travestimento di Halloween da bambina assassina di The Ring. E’ perfetto per spaventare la gente.

Vorresti che le persone chiudessero il tuo libro e pensassero…
"Qual è l’ordine dei giorni della settimana? E che mese viene dopo dicembre?".

Non potresti mai vivere senza?
"Il mio caleidoscopio".

Cominciò febbraio e questo suo cominciare contagiava tutto.

Martedì, 1 febbraio 2011 @08:52

"Cominciò febbraio e questo suo cominciare contagiava tutto. Ogni cosa prese il vizio di cominciare ininterrottamente".

(Viola Di Grado)

Come resistere alla febbre della primavera? Sono i petali che ritoccano in segreto il loro colore; gli abiti leggeri che vogliono uscire dall’armadio; la voglia di vivere, sperare, aprire le finestre, camminare in riva al mare. Tutto comincia. Forse comincio, o ricomincio, anch’io.

Ricordate "Ora che tutto è al contrario come in una maglia con le cuciture di fuori"? Era il Buongiorno del 19 gennaio, ed una frase del libro "di debutto" di Viola Di Grado, "Settanta acrilico trenta lana" (e/o). Lei ha 23 anni, un'aria neo-dark ed è bravissima. Spero solo che non vada in giro a decapitare fiori come la sua protagonista...

Oggi che è un giorno al contrario.

Mercoledì, 19 gennaio 2011 @08:19

"Ora che tutto è al contrario come in una maglia con le cuciture di fuori".

(Viola Di Grado)

Oggi che tutto è al contrario, le strade che tornano indietro, i sogni che si riavvolgono su se stessi. E questo giorno che mi sembra troppo uguale a ieri, quasi un domani capovolto.

Ha solo 23 anni, i capelli lunghi lunghi e un look neo-gothic: si chiama Viola Di Grado e ha scritto un romanzo che ho letto in anteprima e che esce oggi, "Settanta acrilico trenta lana" (e/o). Dicono che sia la nuova Amélie Nothomb. Protagonista? Una ragazza dal nome di un fiore, Camelia, che vive traducendo manuali di istruzioni per lavatrici e i fiori, invece di raccoglierli, li decapita…

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.