Lisa Corva

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Piaceri semplici di dicembre (uscendo dal letargo di novembre).

Domenica, 2 dicembre 2012 @14:24

Vi ricordate "svegliatemi quando finisce novembre"? Ecco, finalmente novembre è finito e posso uscire dal letargo. Letargo vero, perché mi sono accorta che non ho elencato i piaceri semplici di novembre, e forse non è un caso (d’accordo, il melograno e la prima cioccolata calda, come mi ha fatto notare qualcuna di voi, ma non basta!). E dunque, eccoci ai piaceri semplici di dicembre. Aggiungete i vostri!

La prima neve. Mentre vi scrivo guardo fuori dalla finestra, è la prima neve, la rivoluzione della neve. Bianco. Finalmente.
Le luci nel buio. Le città si illuminano di piccole e grandi luci, quelle del Natale. Quelle che ci fanno sentire meno soli nel buio dell’inverno. E le luci del fuoco nel camino o nella stufa, o anche, semplicemente, di una candela profumata. In queste notti così lunghe.
Una ghirlanda di pino. Oppure delle pigne raccolte e messe sul tavolo, o ancora delle palle di Natale di lana tricottata, o ancora un albero, per chi lo fa… Che sia un trionfo di Christmas decoration oppure no, non importa: mettete, a casa, almeno un piccolo segno che parli del Natale.
Rosso. Un berretto di lana, una borsa, un paio di calze, una sciarpa… Qualcosa di rosso che illumini dicembre.
Home made. C’è la recessione, d’accordo. Ma c’è anche il tempo per preparare dei regali home made: io, che sono una casalinga solo telematica, l’anno scorso ho molto amato dei regali fatti a mano da amiche-maglione: biscotti, marmellate, un paio di pantofole colorate create con tessuti riciclati tagliati a strisce, e un librino con su scritto HappyEverything dove segnare i miei pensieri e i miei progetti. E’ ancora sul mio tavolo e mi sorride.
Un biglietto scritto a mano. Io, che non so fare nulla, né biscotti né marmellate, scriverò a mano un biglietto a persone che non sento da tempo o a persone che porto sempre nel cuore: una frase, una foto, un disegno, un sorriso su carta, da usare come segnalibro. Un pegno d’affetto e di carta nell'era degli sms .
Jingle bells & film di Natale. Non è forse bello rivedere i film di Natale mentre si avvicina il Natale? Un’overdose di buoni sentimenti, quasi una doppia cioccolata con panna. E’ tanto tempo che non rivedo "La vita è meravigliosa" di Frank Capra con James Stewart, forse è il momento, anche perché è ambientato durante un momento di bancarotta e recessione… Ma forse uno dei miei preferiti è "Love Actually", con Hugh Grant, Keira Knightley e Colin Firth. Ma aggiungo anche due piccoli film non blockbuster sul Natale, storie che si intrecciano e commuovono: il primo è norvegese, del 2010, "Hjem til Jul- Tornando a casa per Natale", di Bent Hamer; il secondo è polacco, "Listy do M. -Lettere a Babbo Natale ", di Mitja Okorn, del 2011. Se per caso li trovate... due addobbi per l'albero dei film! E tra un film e l'altro, una colonna sonora quasi jazz con tutte le migliori canzoni americane di Christmas e dintorni, dagli anni Cinquanta in avanti. Sanno sempre un po' di cannella e di Fifth Avenue e di Hollywood, quindi perché no?

Piaceri semplici di ottobre.

Domenica, 28 ottobre 2012 @17:26

Le prime castagne. Anche voi avete notato quanto sono care? Pazienza: non voglio rinunciare al piacere di comprarle, in un sacchetto di carta, dal caldarrostaio, e mangiarle per strada, quando scottano ancora. E’ autunno, finalmente.
Nebbia. Nebbia agli irti colli piovigginando sale… Certo. Ma semplicemente la nebbia, la prima dolce nebbia del mattino, o di sera, che rende bella anche una sporca rumorosa Milano. O le campagne di periferia di qualunque città…
Foglie per terra. Camminarci sopra, calpestarle per sentirne il fruscìo, raccoglierne una e infilarla nel libro che portiamo in borsa (è il mio, vero?). Portarla a casa, quella foglia raccolta per strada, e pensare che vorremmo disegnarne i bordi, come quando avevamo cinque anni. Farlo insieme a un bambino. Sentirsi foglia.
Zucche e cachi & altri cibi color arancio. I miei cibi preferiti in ottobre sono quelli arancione, forse perché si accordano bene con il grigio soffuso delle giornate? E dunque crema di zucca (sbriciolo dentro un amaretto per renderla più dolce). E cachi mangiati al cucchiaio. E il gelato di cachi, quando riesco a trovarlo…
Il maglione preferito. Quello a cui non potremmo mai rinunciare, anche se magari è liso, rammendato. E’ il momento di tirarlo fuori, ritrovare il suo abbraccio. Io ne ho uno grigio, di cachemire sottile sottile, un regalo di tanti anni fa, ricucito più volte. Il consorte mi sgrida quando lo metto, così lo indosso di nascosto, magari in viaggio: non voglio rinunciare a quel caldo rammendato abbraccio, bello come certe amicizie, che resistono anche agli strappi della vita.

Questi sono i miei piaceri semplici di ottobre. Aspetto i vostri.

Piaceri semplici di settembre.

Sabato, 29 settembre 2012 @08:19

L’aria che cambia. La prima nebbia, a volte, il mattino. La voglia di coperte. L’aria che cambia: è autunno, ora.
Le prime foglie per terra. Le foglie che sussurrano. Forse è vero che per riuscire a vedere qualsiasi cosa – una foglia o una nuvola – bisogna conoscere l’intensità dell’amore.
Gli ultimi bagni in mare. Giorni rubati all’estate, quando l’acqua del mare è più fredda ma anche più dolce.
Mele. E strudel di mele! A me piace con noci tritate, scorza di limone e un pizzico di zenzero: ricetta del consorte. O anche Tarte Tatin con le mele caramellate... Ma è anche la stagione del gelato di uva fragola.
Una nuova tazza. Una nuova tazza friendly per l’autunno: io ce l’ho, è il regalo di un’amica, portata dall’America, da uno dei miei negozi preferiti, Anthropologie. A grandi fiori colorati, un po’ Frida Kahlo. Una nuova tazza per il tè o i caffè pigri del weekend, e un nuovo libro: presto, spero anche nelle vostre mani: il mio.

Intanto però, raccontatemi anche i vostri piaceri semplici di settembre...

(E sì, lo sapete, ma posso dirvelo ancora una volta, da autrice elettrizzata? Il 9 ottobre esce il mio nuovo libro. "Ultimamente mi sveglio felice" , per Baldini Castoldi Dalai. Per vedere la peonia copertina, cliccate su "il mondo di lisa". E prenotatelo su amazon o in libreria, o direttamente dal mio sito: qui a sinistra!)

Piaceri semplici di luglio.

Domenica, 1 luglio 2012 @10:03

Prima domenica del mese. Ecco i miei piaceri semplici di luglio: aggiungete i vostri…

Lenzuola di lino. Per un compleanno speciale avevo chiesto a mia madre un regalo speciale: lenzuola di lino. Perché non ne abbiamo mai avute, "di famiglia": le lenzuole ricamate erano state usate dalla nonna, durante la guerra, per fare abiti per le bambine. Così sono arrivate, le lenzuole fresche che mi piace usare d’estate: di lino, bianchissime, con il bordo ricamato. Un piacere fresco scivolarci sopra.
Il profumo dell’elicriso. Sulle isole della mia infanzia cresce l’elicriso: un arbusto mediterraneo, piccoli fiori gialli che sanno vagamente di spezie. Mi piacciono tantissimo, a cominciare dal nome: elios in greco antico è il sole, krousos è oro. L'oro del sole. Ne raccolgo sempre un mazzo da far seccare e riportare a casa. Il profumo mi riporta all’estate.
Ghiaccioli al lampone. A Trieste c’è una gelateria, proprio accanto a piazza Unità, che vende ghiaccioli al lampone, all’anguria, alla fragola. I miei preferiti sono di lampone, da mangiare in piazza, in fretta prima che si sciolgano, il ghiaccio freddo sulla lingua.
I grilli la sera. Ovunque: in campagna e al mare. I grilli della sera. Tengo aperte le finestre per sentirli meglio.
Dormire di pomeriggio. Con una parola ormai desueta, "la controra". A casa, pigramente. In barca, all'ombra. O a letto, magari in una camera d’albergo, ma non necessariamente; sempre, le persiane chiuse, le serrande abbassate. Ombra.
Mirtilli. E le marmellate che arriveranno. Lo strudel con i mirtilli, o i mirtilli raccolti nei boschi, mangiati subito, con un po’ di limone. E marmellate, molte marmellate: quest’anno, mi dicono le amiche compiacenti che me le regaleranno, soprattutto di albicocche.
Una sdraio all'ombra. Ho una sdraio nuova in terrazza, una sdraio che sa di mare: la vedete – e ve la racconto – cliccando nel bollo, su "il mondo di Lisa".

Piaceri semplici di giugno.

Domenica, 3 giugno 2012 @20:32

Ciliegie. Raccolte dall’albero, per chi può. Comprate al mercato. Al supermercato. Comunque ciliegie, che diventano poi uno dei miei dolci preferiti: lo strudel di ciliegie!
Prova costume. D’accordo, non è un piacere semplice. A volte, semplicemente uno stress. Però la prova costume (fatta magari a occhi chiusi o semichiusi, in uno di quegli impietosi camerini con la luce che ingrassa), vuol dire che si va al mare…
Papaveri. Ogni volta che li vedo, tra i binari dei treni in periferia, i "papaveri spericolati", come li chiamava la poetessa Vivian Lamarque, penso: è estate. E’ quasi meravigliosamente estate.
Lucciole. Sempre più rare. Ogni volta, quando appaiono, un piccolo miracolo. Ricordate un vecchio Buongiorno che parlava proprio di lucciole? http://www.lisacorva.com/it/view/481/
Solstizio d’estate. I giorni si allungano, si allungano, si allungano… E a me piace festeggiare, il 21 giugno, con una cena per due, il giorno più lungo dell’anno: perché è anche l’inizio dell’estate. Se possibile, con una cena in riva al mare. Ma è bello anche guardare l’estate che arriva da un balcone o una piazza di città.

Prima domenica del mese: questi sono i miei piaceri semplici di giugno. Aggiungete i vostri...

Piaceri semplici di maggio.

Domenica, 6 maggio 2012 @14:41

Prima domenica del mese: ecco i miei piaceri semplici di maggio.

L’orto della recessione. Una volta c'era l’orto di guerra. Oggi la crisi ha invogliato molti a creare un piccolo orto della recessione: non serve un giardino, basta un balcone o una finestra assolata, per piantare magari solo qualche erba profumata, basilico, erba cipollina, menta… E poi fate un esperimento: scegliete la vostra erba aromatica preferita, googlatela insieme a "ricetta", e provate la ricetta più golosa (o facile) che appare. Una specie di lotteria per golosi. Infine, un ristorante milanese che devo assolutamente provare: l'orto con cucina sui Navigli, di Erba Brusca. http://www.erbabrusca.it/
I profumi della sera. Anche in città, è bello uscire all’ora del tramonto, in bici, o a piedi: l’ora in cui l’aria dolce della sera strappa ad alberi e fiori più forti i profumi. Se, come me, siete dei botanici-ignoranti, cercate, durante la passeggiata, di dare un nome alle piante. In caso di dubbio, fotografatela (ah, i telefonini!), e cercate informazioni più tardi, con calma, a casa. Wiki-passeggiate.
Limone e cardamomo. Oppure acqua e sambuco. Per i primi giorni caldi, bevande fresche fai-da-te da tenere in frigo. Sperimentando qualcosa di nuovo: la spremuta di limone sta bene con una spezia orientale, il cardamomo, o con delle foglie di menta; il concentrato di sambuco da diluire in acqua e bere ghiacciato è una prelibatezza dell’Alto Adige.
Il trionfo dei giardini. E’ il mese del trionfo dei giardini. Cercatene uno segreto, o storico e "trionfale", da visitare: in città o fuori porta, con le statue nei viali o dentro un palazzo antico… Andateci da soli, regalatevi una vacanza solo per voi, anche solo un paio d’ore: in silenzio, telefonino staccato, con un libro in tasca. O portateci qualcuno a cui volete bene. Portateci, magari, una persona anziana che fa fatica a camminare, che di solito è prigioniera a casa…
Scrivete una lettera a chi sognate. A volte le notti di primavera, e di luna, portano sogni strani, sogni affollati: perché non scrivere una lettera (o un sms) alla persona che abbiamo sognato, raccontandoglielo? E’ anche un modo affettuoso per farsi vivi con chi non sentiamo, magari, da tanto (troppo) tempo.
Rose, rose! Certo, è il mese delle rose, il fiore che più mi piace: mi piace quando è in boccio, fiorito, sfiorito, appassito… Mi piace sotto forma di profumo, crema per il viso, bagnoschiuma e a volte (raramente) per il tè. Nel mese delle rose voglio andare in visita al mio roseto preferito, e provare una nuova crema, per sapere sempre di rosa.

Piaceri semplici di aprile.

Domenica, 1 aprile 2012 @17:09

Sì, piaceri semplici durante la recessione. Ho cominciato con marzo, e continuerò ogni prima domenica del mese. Per marzo è andata così: sul tavolo ho ancora dei profumati giacinti in bulbo che stanno fiorendo, ho mangiato insalate di tarassaco, ho tirato fuori dei foulard dal fondo dell’armadio, ho spiato il ciliegio fuori dalla mia finestra, che pian piano ha messo le gemme ed è fiorito. E oggi mi sono fermata a pensare alle cose semplici di aprile. Ecco le mie. Raccontatemi le vostre…

Daffodils, e il cuore che balla. Ovvero la magia gialla dei narcisi, come l’ha raccontata Wordsworth: "And then my heart with pleasure fills/and I dance with the daffodils" (era il Buongiorno del 31 marzo del 2010. Recuperatelo in archivio. E’ bellissimo).
Togliersi le calze. Se fa ancora troppo freddo, è consentito barare: con i calzoni e con i leggings. Però intanto, che bello vedere le prime unghie laccate…
Asparagi, piselli & fragole. Non insieme, certo. Ma adesso arriva la stagione dei primi tenerissimi piselli, degli asparagi, delle fragole… Il momento di recuperare le vecchie ricette, e di provarne qualcuna di nuova.
Dipingere delle uova di Pasqua. Come fanno in Russia. Con i vostri bambini, o nipotini, se ne avete. Oppure anche solo per sé, per il piacere di averle a casa: in una grande ciotola uova sode che sono diventate rosse, verdi, blu, ma anche un po’ art, con grafismi e disegni. E sono meno peccaminose delle uova di cioccolato!
Curiosare in un vivaio. E comprare non solo delle nuove piante, ma le nuove erbe di primavera per la cucina: basilico, erba cipollina, menta, timo, quello che più vi piace e che profumerà la casa e i piatti.
Passeggiare (anche sotto la pioggia leggera di primavera). Perché a un certo punto pioverà, si spera!. E allora bisogna avere tutto quello che serve a portata di mano: un cappello e galosce antipioggia, per uscire lo stesso. Oppure un plaid, un angolo del divano, un nuovo tè, un libro che ci tenga compagnia. Mentre la pioggia scende leggera.
Fare il cambio armadi. D’accordo, per molti (me compresa) non è un piacere, ma uno stress. Però, in tempi di recessione, non è male scoprire di avere molto, molto più di quello che pensavamo; ritrovare vecchi amici (quell’abito-petali che non mettevamo da anni e che per fortuna non abbiamo buttato via), e soprattutto scoprire che certe cose non passano mai di moda. Tutto funziona. Basta saperlo accessoriare.
Scrivere a qualcuno: "Vorrei fare con te quel che la primavera fa con i ciliegi". O anche solo pensarlo. Le parole sono di Neruda, la magia è della primavera.

Piaceri semplici di marzo (ovvero pensieri consolatori durante la recessione).

Domenica, 4 marzo 2012 @11:47

Sì, c’è la recessione. Per questo ho pensato di fare un elenco domenicale – e magari per consolarmi e mettermi di buonumore lo farò ogni prima domenica del mese – con le cose semplici, i piaceri semplici che ci aspettano nel mese di marzo. Siete invitati ad aggiungere le vostre!

- Comprare dei giacinti. (Quando lo faccio, ed è uno dei miei fiori preferiti, penso sempre a "Diary of a provincial lady", il mitico romanzo inglese che comincia con lei che spia affranta i bulbi piantati in autunno, che non si decidono mai a sbocciare).
- Riascoltare "Giardini di marzo" di Battisti. E "Águas de Março" (questa dura di più perché si può ascoltare in varie lingue e varie versioni). E sorridere se qualcun altro la posta su Facebook.
- Spiare le gemme. Basta adottare un albero o una pianta: sul balcone o sul terrazzo, persino in giardino per i fortunati che ce l’hanno; ma basta anche sceglierne una sulla strada per andare al lavoro. Per guardare, giorno dopo giorno, come stanno le gemme, come si aprono le prime foglie e nei primi fiori. E fiorire un po' anche noi.
- Invitare il tarassaco in cucina. No, non è un vicino di casa che ci piace. Ma è una delle prime erbe di stagione, erbe povere: quella che poi si trasforma nei fiori gialli e tondi che chiamiamo soffioni o dente di leone. I veri recessionisti raccoglieranno il tarassaco nei campi, anche di periferia, dopo il disgelo. E poi magari inviteranno il vicino di casa a cena.
- Recuperare i foulard. Macché saldi o shopping di primavera. Basta recuperare dell’armadio (magari della mamma o della zia) qualche vecchio foulard di seta, di quelli che erano stati dimenticati. Perché questo è l’anno dei foulard! Ritornano come gonne, abiti, borse: ma si possono anche annodare alla borsa, come facevano le Grace Kelly negli anni Sessanta, o usare come cintura sui jeans. Non serve comprarli, basta recuperarli: è il bello della moda recessionista. (D'accordo, questo è un consiglio solo per signore, ma i maschi che mi leggono possono lo stesso recuperarne uno e regalarlo. Un figurone).

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.