Lisa Corva

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Non è mai troppo tardi per imparare un nuovo alfabeto.

Mercoledì, 10 aprile 2013 @10:10

"In qualche modo è come se, con i miei oggetti, io creassi un nuovo alfabeto. E forse, adesso, sono arrivato alla lettera L. Del resto, puoi scrivere e comporre parole anche con poche, pochissime lettere".
(Ron Gilad)
L'alfabeto del design.

La frase di oggi è di un designer, e come poteva essere altrimenti, visto che sono nello slalom eventi del Salone del Mobile di Milano? E ieri sera, sotto la pioggia design (pioggia metaforica e reale), un incontro inaspettato. In un meraviglioso chiostro nascosto a Brera (gli showroom del Fuorisalone sono spesso in palazzi dimenticati e inaspettati, una vera caccia al tesoro e riscoperta di Milano), dove un brand di tappeti esponeva i nuovi prodotti, appesi nella notte, ho incontrato per caso Ron Gilad, l'astro nascente del design internazionale, che ho conosciuto e intervistato qualche mese fa a Tel Aviv. Dalla luce del suo atelier (lo trovate, insieme alle bellissime foto di Giorgio Possenti e alla mia intervista, su Elle Decor di aprile, appena uscito), al buio luminoso di una pioggia milanese. Abbiamo chiacchierato nel buio del chiostro, tra i colori dei tappeti e tra i colori dei nuovi progetti, e mi è venuta in mente una sua altra frase: "Un giornalista giapponese mi ha detto che l’effetto che fanno i miei oggetti è fermarti: con un punto di domanda". Punti di domanda che, con lui, diventano sedie lillipuziane che reggono divani, tavolini trasparenti e lampade fantasma; un alfabeto dell’assurdo. Perché è bello quando il design, e l'arte, ti rassicurano e ti consolano; ma anche quando ti stupiscono e ti fermano, con un punto di domanda.

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.