Lisa Corva

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Cronache di confine da Trieste, e dalla Stazione Rogers.

Giovedì, 16 maggio 2013 @12:54

"Crederci, sai, a volte è come passare un confine".

Quasi non l’ho riconosciuta, quando è stata letta nell’affollatissima Stazione Rogers: perché è con questa frase tratta dal mio ultimo libro, "Ultimamente mi sveglio felice", che si è chiusa la chiacchierata di un’ora ieri a Trieste. Un’ora di botta e risposta e di risate, perché il mio "presentatore", Pierluigi Sabatti, uno di quelli che una volta si chiamavano fini intellettuali e adesso chissà, è un uomo davvero divertente. Una chiacchierata sui confini della mia vita, che lui ha tracciato nel suo discorso, sorprendendo anche me: il confine che ho attraversato, scrivendo, dal giornalismo ai romanzi al blog; il confine del molo Audace, molo sospeso nel mare, e di Trieste, città di mille confini; il confine del primo bacio, quello che ci porta da un amore immaginato a un amore vero, e che è quello che sogna la protagonista del mio romanzo, nel suo appuntamento ventoso sul molo Audace, appunto; il confine di chi prima ama le donne e poi gli uomini (ma è reversibile?); i confini immaginari delle mie protagoniste: perché nell’ultimo romanzo Benedetta incontra e sfiora anche Emma, protagonista di "Confessioni di un’aspirante madre", e Stella, protagonista di "Glam Cheap"… E i miei confini personali, scrittrice recessionista e in viaggio, da quando non lavoro più nelle segrete di Segrate.
Nel pubblico, come ha riassunto un’amica triestina, "babe e babazze": signore ottantenni elegantissime con doppio filo di perle e/o scarpe da ginnastica, ragazze con le unghie blu… Abbiamo parlato (anche) di che profumo possa avere una città (il profumo di Trieste? difficile, è quello della bora). E di Piccole Donne reloaded, del dilemma di sentirsi più Jo o più Amy. C’è chi – una bella ragazza bionda - ha confessato di averlo letto 23 volte, il libro della Alcott: ognuno ha le sue perversioni, e noi inguaribili romantiche certo abbiamo delle perversioni particolari. Un grazie particolare a Lis@, lettrice del blog, che è venuta con le unghie blu, come da implicito dress code in omaggio al libro, e con del tè alla rosa per me, l’autrice che usa solo profumi alla rosa. Mi ha molto commosso. E’ anche questo un confine: quando le parole escono dalla carta ed entrano nel cuore; quando chi legge incontra chi scrive.

21 commenti

? | Lunedì, 20 maggio 2013 @08:03

altra "lectio magistralis" alla rosa che ha vinto il premio Roma è stato dato il nome di Melissa ,la ragazzina uccisa nell'attentato davanti alla sua scuola a Brindisi .

? | Domenica, 19 maggio 2013 @11:40

tranquilla io vado . vuoi venire con me ? un dinner al maxxi poi di nuovo federer .

fra | Sabato, 18 maggio 2013 @20:07

Niente...è proprio un fiore fetido...ma vai vai....

Fiorenza | Sabato, 18 maggio 2013 @19:45

sto federer non sarà quel bel fusto con la racchetta balza e rimbalza che ti viene il torcicollo, quando tu sogni di fare uno slam come si deve? io nemmeno un rovescio riesco a fare. un
bacione a fererer se è quello che penso e se non è quello magari è un giardiniere ma va bene lo stesso. basta che non ti offra rose fetide.

? | Sabato, 18 maggio 2013 @19:12

ma non avete niente da fare ? vengo or ora da una giornata piacevolissima all'Auditorium tra fiori ,piante e via dicendo . . grazie per la birra ma non so bere dalla bottiglia come è d'uso , scusami , ma mi aspettano per andare a vedere il "mio" Federer

Fra | Sabato, 18 maggio 2013 @17:16

Per ?: Ma che ti stanno trattando male? Per una volta che carinamente davi indicazioni l'hanno derubricata il "lectio magistralis"?
Non ci provate! E magari ditegli grazie! Cattivone!

Lilabella | Sabato, 18 maggio 2013 @16:16

No ? non abbiamo sniffato la phoetida per fortuna, non l'avremmo riconosciuta ma ne siamo state alla larga, in compenso ce n'erano di rose stupende, ibridi bellissimi e sì, la natura riesce a dare delle belle sensazioni.

Max | Sabato, 18 maggio 2013 @12:33

Per ?: hai un tale dono nello stare sulle scatole alle femmine che rischi di diventarmi simpatica. La vieni a bere una birretta e dù noccioline con me?

Giusy | Venerdì, 17 maggio 2013 @13:47

...e la Alcott ha scritto anche Rose in fiore ma quello non l'ho letto.
? : No, non abbiamo annusato la rosa foetida. Grazie comunque per la "Lectio magistralis"

LISA | Venerdì, 17 maggio 2013 @12:51

F., io voto sì. Magari direttamente in inglese. Rileggere dopo i 40 "Piccole donne" rivela scenari insospettati.

f. | Venerdì, 17 maggio 2013 @10:06

e se lo rileggessi anche la ventiquattresima?

? | Venerdì, 17 maggio 2013 @09:05

spero che non abbiato sniffato la phoetida che è bellissima ma... ci sono 'poi rosa che vantano riferimenti storici come la peace , la mutabilis che cambia colore 7 volte la rosa dai petali verdi e tante altre curiosità penso che dovreste ritornarvi il prosio anno . adesso ,se amate il verde ci sono giornate particolari all'orto botanico e all'auditorium ... anche qui piacevol paseggiate

LISA | Venerdì, 17 maggio 2013 @08:16

Ci sono stata anch'io, al roseto di Roma, tanti anni fa, con un'amica, ancora incongruamente vestita con un abito di seta corto rosso e corallo (di Colomba Leddi, of course) che avevo usato per andare in tv, in una delle trasmissioni della mattina, a parlare di Emma e del mio primo libro. Mi ricordo il particolare bizzarro del cimitero ebraico sotto ai piedi, la mattina abbagliante di sole, il piacere di fermarsi ad annusare le rose. Ce n'erano alcune dello stesso colore del mio abito. Grazie della vostra cronaca. E' bello parlare di rose.

Claudia, Lila & Giusy | Giovedì, 16 maggio 2013 @23:07

Mentre forse respiri ancora il profumo della tua Trieste e della serata alla Stazione Rogers ti mandiamo un po' di profumo di Roma:
"Cara Lisa il tutto ha avuto inizio così: la cara Claudia mamma del gladiatore al ritorno da un giorno di lavoro (di insegnante e di mamma) stava bellamente con la busta della spesa quando scorse le rose del suo condominio. Lei, chiaramente, non poteva restare indifferente a cotanto fascino e per questo buttò la spesa per terra ed iniziò a fotografare le rose. Parlò via e-mail di questo episodio con la Giusy e mi proposero di andare insieme al roseto. E' stata davvero una bella esperienza, la piacevole compagnia, profumi, sensazioni e non da ultimo un tempo da favola! Peccato solo che lo sbocciare delle rose duri poco ma per fortuna le amicizie vere non sfioriscono mai.. "(Lila)
"Un pomeriggio di sole passato a chiacchierare ma soprattutto a sniffare, carezzare guardare e fotografare rose. Giusy ha cercato anche di soccorrerne una, malamente calpestata da qualche visitatore: mentre cercava di rialzarla commentando "Ci vorrebbe un bastone…", un signore dall’inequivocabile accento lombardo ha aggiunto "Sì, in testa!" alludendo a chi l’aveva ridotta così. Mentre camminavamo nei viali del roseto pensavo a come è strano non vedere nessuna traccia del precedente uso di questo di questo spazio che, per alcuni secoli, è stato il cimitero ebraico di Roma. Poi, oggi, ho scoperto che proprio quei viali tracciano il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, e che la targa davanti ai due ingressi, che non ho notato, ha la forma delle Tavole della Legge." Claudia "A Lila, il primo premio x le qualità olfattive, visto che ha sniffato con instancabile perizia invitandoci, con successo, a fare altrettanto. A Claudia, l’Oscar per la miglior fotografia visto che ha scattato foto incantevoli, talmente belle da mandare in tilt il suo cellulare-tuttofare (ho il fondato sospetto che il poverino sia stato colpito da Sindrome di Stendhal).Valore aggiunto: un roseto al posto dell’ex cimitero israelitico. Unico neo: nessuna sorveglianza riconoscibile, tutto sembrava in balìa dei visitatori. "Giusy

http://www.flickr.com/photos/89968658@N05/

Lilabella | Giovedì, 16 maggio 2013 @22:34

E' sempre bello quando questo confine si supera, quando chi scrive incontra chi legge e quando come dice Lis@ si incontrano belle anime. E' una delle poche cose per cui valga la pena vivere e per chi mi conosce da tempo sa quanto per me questo voglia dire. Un sorriso a te, Lisa, ed al salotto verde!

gIusy | Giovedì, 16 maggio 2013 @16:01

Sto pensando al Tommaseo e alle sue prime impressioni su Trieste."Barbara terra.....bisbigliar di varie lingue, misto di vari costumi.." Poi si ricredette. Chissà quali aromi e profumi avrà percepito mettendo piede per la prima volta nell'asburgica città. Di caffè, di vernici? di "smirn"? non mi è dato saperlo. Per me, sa di Carso, di mare e di bora. anche quando la bora non c'è.

Elisa | Giovedì, 16 maggio 2013 @14:23

Volevo scrivere "kren",ma i-pad me l'ha corretto con "item"...che antipatico!

Elisa | Giovedì, 16 maggio 2013 @14:22

Sì, Lis@, sono io! Che belle le vostre Blue Nails!
Sono d'accordo con te, Trieste non profuma più solo di senape, item e capo in b (=caffè macchiato in bicchiere, per le non triestine), ma si sta arricchendo di nuovi profumi...speziati! Chissà come doveva essere Trieste quand'era un grande Porto, crocevia di popoli e luogo di passaggio di merci esotiche...magari profumava già di curry?!

Lis@ | Giovedì, 16 maggio 2013 @14:12

Elisa, io ho notato che ultimamente Trieste assomiglia alle metropoli sotto il profilo di odori di cibo (vario e multietnico e non solo "porcina & crauti di Pepi", x intenderci) che vaga per le nostre vie del centro. P.S. ma sei la Elisa che ieri ci ha fotografato?

Lis@ | Giovedì, 16 maggio 2013 @13:59

...quando chi legge incontra chi scrive e con emozione, ma anche soddisfazione, vede confermata nella realtà la sua impressione "virtuale" di avere davanti una bella persona, una bell'anima. Alla prossima dalle nostre parti, cara Lisa, spero presto!

Elisa | Giovedì, 16 maggio 2013 @13:54

Cara Lisa, questa mattina, al mio risveglio, ho spalancato le finestre ed è entrato in casa profumo di Amburgo. Mentre ieri a mezzogiorno, ma è stato un attimo, una sensazione quasi impercettibile, sulle Rive mi ha colto una zaffata di profumo di Sicilia. Non sono riuscita ad imbottigliarli, questi profumi, ma spero almeno che le tue lettrici possano avere qualche indizio in più su qual'è il profumo di Trieste.
È stato proprio bello vederti, ieri!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.