Lisa Corva

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L’arte non è imitazione: deve rendere visibile l’interno occulto delle cose. (E le mie cronache dalla Biennale 013).

Venerdì, 31 maggio 2013 @20:07

"L’arte non è imitazione. Deve rendere visibile l’interno occulto delle cose".
(Paul Klee)
Mi piace l'arte quando parla di ciò che è invisibile.

Ho ripensato a questa frase di Paul Klee qui a Venezia, nei mille padiglioni della Biennale. L'interno occulto delle cose che, stavolta, in Biennale, seguendo l'ispirazione del Palazzo Enciclopedico - il titolo scelto dal giovane curatore Massimiliano Gioni - vuol dire anche fantasmi nascosti, incubi, ossessioni, ripetizioni quasi oniriche. Perché grande spazio è stato dato all'art brut o raw art: arte fatta da non artisti, casette costruite nei garage, disegni ossessivi, prigionieri messicani che disegnano sui "paños", fazzoletti di stoffa... Incubi inscatolati per liberarsene. Come Ai Weiwei, l'artista dissidente cinese, che è stato mesi e mesi agli arresti domiciliari, e che ha portato nella Chiesa di San Antonino se stesso in miniatura, in grandi scatole scure, con scene della sua prigionia: sempre guardato a vista da due soldati, anche sul wc. O le case da bambola non nostalgiche ma liberatorie, in cui un artista rumeno, Andra Ursuta, ha riprodotto la casa povera e sporca della sua infanzia, per liberarsene. Anche questo è l'interno occulto delle cose.
Per questo non perdetevi il Museum of Everything http://www.museumofeverything.com/ la collezione di art brut, o arte di outsider, di un giovane collezionista inglese, James Brett: che mostra a Venezia solo un artista della sua collezione, Zinetti. Ma il Museum of Everything, che a Venezia è nel bellissimo spazio della vecchia Serra ai Giardini, é un luogo allegro e colorato: qui i sogni e gli incubi vengono liberati, i disegni appesi come biancheria ai fili, i fogli di notes segreti diventano magliette, tazze, tovaglie per la cucina... E il ricavato va anche in charity, per finanziare workshop d'arte per chi ha problemi psichiatrici. L'arte è libertà. Non dimentichiamolo.

(La frase di Paul Klee è anche in originale in Lisa Globish).

4 commenti

LISA | Lunedì, 3 giugno 2013 @08:17

Che bello, Claudia, quello che hai scritto.

Lilabella | Sabato, 1 giugno 2013 @22:10

L'arte è senza dubbio libertà! Ed è forse grazie all'arte che a volte riusciamo a liberarci dai nostri schemi e a sconfiggere le nostre paure. L'arte credo canalizzi le energie ed aiuta ad andare avanti, ci insegna la differenza tra vivere e sopravvivere. Vorrei ringraziarti Lisa, grazie a questo blog ho avuto modo di esprimermi e di conoscere persone speciali come Claudia, Giusy e Stefania. Spero di riuscire ad incontrare anche Gabriella. Un saluto serale a tutti!

Giusy | Sabato, 1 giugno 2013 @13:45

Claudia, semplicemente meraviglioso ciò che hai raccontato, grazie davvero. E grazie a Lila che, attraverso il blog di Lisa, mi ha permesso di incontrarvi. Tutti dovremmo avere una scatola come quella del tuo gladiatore...ne sto adocchiando una e la metterò sotto il letto. Non sto scherzando come è mia abitudine, penso che possa funzionare anche con gli adulti (anziani come la scrivente)

claudia mdg | Sabato, 1 giugno 2013 @10:28

I tuoi ultimi post seguono una scia incorporea e misteriosa che mi affascina molto. Per tutta la settimana la luce, prima contrapposta all'ombra, poi fredda nelle notti di luna, soprannaturale dopo la pioggia, e ancora luce nel post su Venezia. E adesso sogni, incubi, fantasmi, esorcismi, visioni di artisti che si liberano nell'aria. Quando ho letto degli incubi inscatolati mi sono ricordata che da qualche parte nella cameretta del gladiatore deve esserci ancora una scatola di cartone con un'etichetta incollata sul coperchio: "scatola delle paure e delle preoccupazioni". E' stato un suggerimento del pediatra per aiutarlo a superare la paura del buio, di dormire da solo, gli incubi, la pipì notturna ecc. Mi sedevo sul letto con la scatola chiusa in mano: Antonio si concentrava, pensava a tutte le cose che gli facevano paura. Quando diceva "Sono pronto" io aprivo la scatola, lui mandava dentro tutti i pensieri cattivi e io la richiudevo più velocemente possibile. Ecco, anche questo è l'interno occulto delle cose.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.