Lisa Corva

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Ma forse questa inesplicabile fedeltà era fedeltà a me stessa.

Lunedì, 3 giugno 2013 @08:37

"Ma forse questa inesplicabile fedeltà era fedeltà a me stessa."
(Marguerite Duras)
O forse, essere fedeli a se stessi prevede ogni giorno un necessario tradimento.


Che cosa vuol dire, davvero, essere fedeli a se stessi? Troppa fedeltà non significa forse chiudersi rigidamente al mondo, al nuovo, alla possibilità di evoluzione e cambiamento? Come diceva Hanif Kureishi, in un libro che non riesco a dimenticare, "Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un’infedeltà essenziale o un tradimento necessario". Forse.
In ogni caso, le parole di Marguerite Duras di oggi sono tratte da "L’amante", Feltrinelli.

19 commenti

Lilabella | Martedì, 4 giugno 2013 @21:50

@ Annetta: in realtà io ho deluso proprio i miei genitori, quando ho intrapreso il mio cammino d'amore ma dopo ho dovuto fare i conti con la mia scelta che purtroppo non è stata giusta. Ma questa è un'altra storia. Un sorriso per te!

annetta | Martedì, 4 giugno 2013 @20:28

lilabella per deludere intendevo dire deludere le aspettative. per esempio avere il coraggio di dire ai propri genitori che non si vuole seguire il percorso di studi a loro gradito, oppure lasciare una persona quando si capisce che non e' quella giusta. se tu sei sempre riuscita a fare quello che volevi veramente senza deludere nessuno...beh secondo me sei stata abbastanza fortunata sinora.

Lilabella | Martedì, 4 giugno 2013 @18:21

Non penso sia necessario tradire o deludere gli altri per stare bene con se stessi, credo sia importante non tradire noi stessi, quello in cui crediamo e valutare quello che possiamo cambiare nella nostra vita per evolverci. Solo così credo potremmo veramente dire di aver fatto di tutto per stare bene!

LISA | Lunedì, 3 giugno 2013 @22:40

Sandra, ci racconti qualcosa di te? È bello cercarsi.

LISA | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:29

Valentina: l'ultima pagina di "L'amante" è esattamente questo, lo struggimento di quello che poteva essere e non è stato. E' per questo che ci tocca, ci colpisce, ci commuove. Tutti abbiamo strade non percorse, porte chiuse, tradimenti necessari. Quel che poteva essere e non è stato.

Marta | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:27

Sai Lisa non credevo che ci fossero luoghi fatti per pensare...è stata una bella scoperta, pensare seduta tra gli altri o camminando lentamente, senza preoccuparsi di altro

Marta | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:25

Oppure...".Rough Love ".....Potrebbe essere il titolo di un film, di un libro, di...

LISA | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:24

Marta, anch'io ogni volta che vado sulla High Line a New York mi ritrovo a pensare a me, un bilancio di vita, di prospettive, di "raw love". Più che una passeggiata, un'installazione esistenziale (e no, stavolta non scherzo. i luoghi del cuore e le passeggiate servono anche a questo).

annetta | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:24

"Costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia alla splendida immagine che ha sempre avuto di sé" Questa frase, tratta dal monologo del transessuale Agrado nel film di Almodovar "tutto su mia madre" ha illuminato le mie scelte da quando l’ho sentita. Meglio deludere (non ho detto "tradire" che implica inganno- ma deludere) qualcuno che tradire sé stessi, perché solo restando fedeli a sé stessi si riesce ad essere autentici e quindi sinceri con e verso gli altri. La fedeltà a sé tuttavia non è fede – non deve essere cieca: quando si tradisce sé stessi per cambiare in meglio non è "tradimento" ma evoluzione.

LISA | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:20

Facciamo un compromesso, diciamo che "raw love", l'amore crudo, è un argomento che interessa tutti. Scherzo, scherzo, ma non troppo!

Max | Lunedì, 3 giugno 2013 @17:00

ehi, lo dicevo in maniera carina, come argomento che interessa a tutti...

Fiorenza | Lunedì, 3 giugno 2013 @16:11

e tu cosa ne pensi dell'art brut o raw art? Butta giù due parole che ti stiamo tutti a leggere.

Max | Lunedì, 3 giugno 2013 @15:34

In questo blog dell'arte non importa a nessuno, ma come getti due parole d'amore tutti si svegliano

? | Lunedì, 3 giugno 2013 @14:34

bello il libro bellissimo il film e per la tenerezza dei sentmenti , per la delicatezza della protagonista , i silenzi carichi di parole , la bellezza del Mekong e la fotografia stupendamente malinconica

Said | Lunedì, 3 giugno 2013 @14:19

Sono fedele a te
mormoro ogni mattina all'aba
Sono fedele a te
che ancora dormi nel letto sfatto
Sono fedele a te
quando ti lascio e mi immergo nella cittá,
fatta di luce e polvere
persone e animali,
di vite così diverse
di vite così simili.
Sono fedele a te
nella sera
quando
nei vicoli illuminati
da lievi luci
mormoro il tuo nome
e corro stanco
da te.

Valentina | Lunedì, 3 giugno 2013 @12:54

Ogni tanto vado a rileggermi alcune parti di questo libro, così triste, malinconico e così vero. La sensazione che ho quando leggo il finale è la stessa di quando guardo la scena finale de "I ponti di Madison County" e vorrei aprire io quel maledetto sportello del furgone quando sono fermi al semaforo sotto la pioggia. Davvero tutto sarebbe finito o si sarebbe rovinato se avessero avuto il coraggio di vivere i sentimenti che sentivano?

Sandra | Lunedì, 3 giugno 2013 @11:52

Ma quanto mi piace come scrivi Lisa,le tue parole sono come pietre preziose..e anche tu Marta grazie per le tue parole..sono alla ricerca di me stessa,e questo blog mi sta aiutando...

Lilabella | Lunedì, 3 giugno 2013 @11:06

Mi affaccio solo un attimo per poi ritornare perché voglio dire che mi hanno colpito le parole di Marta. Bello il viaggio che ha intrapreso, sicuramente doloroso ma bello.
Un sorriso per te! Lila

Marta | Lunedì, 3 giugno 2013 @09:04

Seduta sulla high line, dietro tuo prezioso suggerimento, pensavo a questo, che se non avessi "tradito" il mio amore perverso, per i suoi effetti, non avrei più vissuto, più riso, pianto, amato, tradito. Non avrei più provato la voglia di scappare la mattina presto o di rimanere sola la notte prima dell'alba.
Non avrei bevuto il meraviglioso cappuccino che mi prepara la Signora Lee, Cinese ma con mano ferma a monteverde - quartiere di Roma -, prima di andare a dormire.
E ho tradito lui, e me stessa nella mia fedeltà che, citandoti, mi precludeva il nuovo, che più che un altro uomo è una me nuova, o magari sempre quella, ma più mia, meno di qualcun'altro.
Buona giornata Lisa, e grazie dei tuoi sprazzi di luce.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.