Lisa Corva

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How high the moon, e il mestiere di astromoglie.

Domenica, 23 giugno 2013 @10:07

Astromogli. Ovvero il libro della giovane scrittrice americana Lily Koppel che è uscito proprio in questi giorni: "The Astronaut Wives Club" (Grand Central), la storia vera delle mogli dei primi astronauti americani, quelli del Mercury Seven. Ci piace perché ci riporta indietro agli anni Sessanta, ai sogni cosmici, ai primi uomini nello spazio… e alle donne che restavano a terra.
Perché allora il dovere di una moglie era di rimanere a terra, ovviamente: nel campus della Nasa, a sorridere davanti ai fotografi e per le cover di "Life", e consolarsi con abitini "cosmo style". Non è la prima volta che Lily Koppel rovista nei cassetti della storia: cinque anni fa ha scritto "Il diario di cuoio rosso" (Cairo), partendo da un vero e proprio diario ritrovato nello sgombero di una casa a Manhattan; diario di una giovane donna degli anni Trenta, che Lily ha poi ritrovato, ormai novantenne, per raccogliere i suoi ricordi e ridarle voce. "Anche stavolta sono partita da un’immagine del passato", racconta Lily. "Una vecchia foto delle astromogli nei loro abiti anni Sessanta, con meravigliose acconciature quasi da astronavi. Da lì ho deciso di raccontare la loro storia: le ho ritrovate, incontrate, intervistate…". Cosa copieresti dalle astromogli? "La moda: e il look futurista degli stilisti di quegli anni, come Courrèges, Rudi Gernreich e Pierre Cardin. Io farei follie per qualsiasi cosa di Courrèges: i buffi Eskimo, ovvero i suoi occhiali da sole bianchi; un vestito al ginocchio; o i cappelli che sembrano caschi spaziali al femminile. Per ora, mi sono comprata un abito di Lisa Perry, una stilista di New York, di ispirazione "space age", che non vedo l’ora di indossare per il lancio del mio libro". Ma tu ti senti più astronauta o più astro moglie? "Le astromogli, abitini e glam a parte, hanno fatto una vita abbastanza "costretta": erano i mariti che andavano nello spazio. E quindi, visto che anche mio marito scrive, direi che possiamo fare a turno per il "lancio orbitale", a seconda di chi è al momento sulla rampa di lancio". Non male come augurio per le donne di oggi, astronaute e astromogli insieme.

In omaggio alla luna piena di queste notti, il mio primo articolo su Gioia!, uscito settimana scorsa.

3 commenti

annetta | Lunedì, 24 giugno 2013 @16:48

Sarebbe curioso leggere questo libro insieme a "Se il sole muore", lo straordinario reportage sulla conquista della luna scritto da oriana fallaci, che intervistò gli astronauti coinvolti nelle varie missioni proprio negli anni '60. Leggere cosa pensavano i mariti, e parallelamente scoprire come la pensavano le loro mogli...peccato che sia passato troppo tempo da quando l'ho letto per cogliere le differenza ma credo sarebbe davvero divertente.

LISA | Lunedì, 24 giugno 2013 @10:58

Ci toccherà andare a vedere il nuovo Star Trek?

Claudia mdg | Domenica, 23 giugno 2013 @19:45

Per me, la moda spaziale è quella dei telefilm di fantascienza della mia infanzia anni '70, dalle tutine degli abitanti della Base Lunare Alfa in Spazio 1999 e dell'equipaggio delle prime serie di Star Trek, alle parrucche colorate con abitini metallici della serie Ufo ( e che dire del trucco glam rock alla David Bowie dei protagonisti maschili di Ufo, con quei meravigliosi completi dai colori improbabili). Sul desktop di mio marito campeggia da mesi un'operatrice di Base Luna con tanto di parrucca viola e sexissima tutina argento. Certo il futuro come lo immaginavamo negli anni settanta non è mai arrivato a destinazione, deve essersi perso in qualche galassia lontana lontana.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.