Lisa Corva

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La solitudine delle madri.

Martedì, 12 gennaio 2010 @07:33

"Se i figli possono confessare francamente di annoiarsi coi genitori, una madre non può mai confessare di annoiarsi coi figli senza sembrare snaturata".
(Alba de Céspedes)
Quante cose una madre non può dire, forse neppure a se stessa. E com’è profonda, a volte, la solitudine delle madri.

(La frase di oggi è tratta da "Quaderno proibito" di Alba de Céspedes, scrittrice purtroppo dimenticata. Ne ho parlato, per la prima volta, il 29 ottobre 2009)

19 commenti

verissimo | Giovedì, 21 aprile 2011 @11:25

...soprattutto durante l'adoloscenza dei figli...e quando il marito, anche il migliore, non ti è complice nella quotidianità dell'educazione e dell'accudimento....

JeSuisLaTrilli | Sabato, 16 gennaio 2010 @09:55

BELLISSIMA.

una mamma non può parlare, non può esprimere certe volte quello che prova.
Ma almeno una volta tutti hanno visto gli occhi di una mamma piangere lacrime amare.
Lisa, io si ,e spesso magari per una discussione per colpa mia.
in quelle volte, volevo che lei si sfogasse che mi dicesse tutto quello che sentivva; ma non ci riusciva.
troppe emozioni sono chiuse dentro il cuore di una mamma; rabbia mai urlata, amore mai dimostrato, felicità, tristezza.
troppe per stare in un cuore solo
eppure loro ci riescono, loro hanno la forza per tenere tutto questO dentro ad un organo che le fa vivere.
mi dice sempre mia madre.
già.. e te lo devo a te mamma.
quindi ascolterò ogni tua parola , e quanto sei triste arrabbiata quello che puoi quello che vuoi dimmelo.
Mamma ti ascolterò sempre da ora in poi anche perchè un giorno tu.. non mi parlerai più e sarò costretta a guardarmi dentro per sentirti.
beh grazie (;
grazie per tutto.
scusa per tutto
(by me)
alle mamme..

LISA | Giovedì, 14 gennaio 2010 @21:27

Per ANTO77: "La tredicesima storia", un romanzone pseudostorico pubblicato da Mondadori, mi era piaciuto ma non troppo, tant'è che non mi ricordo nulla della trama... Sul genere allora preferisco, ad esempio, l'incalzante "I custodi del libro", di Geraldine Brooks (Neri Pozza): una restauratrice australiana di libri antichi arriva a Sarajevo subito dopo la guerra per "salvare" un testo ebraico illustrato, la Haggadah. E una storia d'amore si intreccia, capitolo dopo capitolo, alla storia del libro e delle mani per cui è passato nei secoli... E "La rilegatrice dei libri proibiti" di Belinda Starling, sempre Neri Pozza, ambientato nell'Ottocento. Attendo tuoi commenti su "Quaderno proibito"!

anto77 | Giovedì, 14 gennaio 2010 @10:55

Ciao Lisa, dato che i tuoi consigli non cadono mai nel vuoto ti dico che sto aspettando con impazienza l'arrivo del "pacco magico"!
Quello che contiene i libri che ho acquistato.
Tra i piccoli tesori che contiene c'è proprio il "Quaderno Proibito".
Quindi, avida di lettura, ti farò sapere.
Prima devo terminare "la tredicesima storia", è il primo libro di Diana Setterfield e devo dire che qs. biografa mi sta tenendo con il fiato sospeso.

Un abbraccio grande.

LISA | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @20:50

Come appoggiarsi a una parete che non c'è. Che bella, triste, immagine, SUSANNA. Ma forse non è giusto chiedere troppo, alle madri...

susanna | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @14:48

e com'è difficile essere soli con una madre che vive nella solitudine. è come appoggiarsi a una parete che non c'è...

LISA | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @07:40

Per SPERANZA: il problema delle aspiranti madri e delle neomamme disperate a volte è proprio come l'hai raccontato tu, essere insieme ma sole, nella stessa stanza, senza riuscire a parlarsi. Anche perché, a volte, l'unica cosa che riusciamo a pensare, con rabbia, è: "ma tu che ne sai?". Che ne sai di me, della mia sofferenza, del mio dolore...

LISA | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @07:37

Per GIORGIA: bè, con due gemelline due certo che ti senti sola, a volte... Grata, ma sola! Riscrivi presto: sono molto curiosa di sapere che cosa ne pensi di "Un lungo, fatale inseguimento d'amore", un libro all'epoca scandaloso della Alcott, la storia di una ragazza che si innamora di un uomo che poi scoprirà essere sposato, e che la seguirà e perseguiterà per due lunghi anni... Non l'ho letto, ma questo è proprio l'esempio del lato oscuro della nostra Jo. (Tra l'altro, il libro fu rifiutato dall'editore della Alcott. Fu pubblicato solo dopo la sua morte. Troppa sensualità, troppo pericolo per quegli anni?).

LISA | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @07:26

Per MARI: tua madre ti ha portato anche questo ritaglio? E non lo avete commentato? Sarebbe stato interessante. Per la serie delle cose non dette tra madre e figlia.

speranza | Martedì, 12 gennaio 2010 @22:59

Leggendo m'e' tornato in mente un episodio di circa 4 anni fa, la mia piu' cara amica andata un po' "fuori di testa" dopo la gravidanza, stanca, esausta, e io nel frattempo andata "fuori di testa" per le mie fivet, il mio aborto,etc. Lei che, in mezzo agli amici, diceva con un po' di (non esagero) disperazione nella voce"io mi sento sola, c...zo" e io dall'altro lato della stanza che dicevo a mia volta con tanta "tristezza" nella voce"non sai come ci sentiamo soli noi -io e mio marito-", soli nel vuoto di questo figlio che non arrivava, soli per le parole non dette fra noi, soli per non poter comunicare con nessuno, in quanto TUTTI presi dal riprodursi (come natura vuole che sia), con la stanchezza che cio' comporta. Col senno di poi, ERAVAMO SOLE TUTTE E DUE, sola lei col peso della sua maternita', rispetto ad un ruolo "non delegabile", sola io col peso della mia maternita' "mancata"...era impossibile pero' comunicare allora, forse lei ha capito solo ora, forse io ho capito "meglio" ora (ma comprendevo gia' allora il suo status, seppur avrei fatto mille volte a cambio col mio).

giorgia | Martedì, 12 gennaio 2010 @22:10

Guarda un po', vengo a parlarti d'altro, e trovo queste citazioni. E sì, mi capita di sentirmi sola, a volte, mi ammazzo di fatica, ho sonno arretrato, e loro non mangiano. Ingrate, penso, e poi mi assalgono i sensi di colpa.
Cmq, volevo dirti che ho appena finito di leggere "Un lungo, fatale inseguimento d'amore". Non chiedermi cosa ne penso, non lo so, stasera sono troppo stanca, magari domani riuscirò a fare delle riflessioni sensate e a dare un parere lucido.
Baci

MARI | Martedì, 12 gennaio 2010 @18:55

sono a casa con l'influenza..ho appena letto il messaggio del giorno che la mia mamma mi ha passato dopo averlo ritagliato dal giornale...come fa tutti i giorni...i messaggi che scegli sono davvero belli...uno più dell'altro... grazie

LISA | Martedì, 12 gennaio 2010 @18:28

C'è la solitudine delle aspiranti madri, CARLA, ma - a volte, come sai - anche la solitudine delle madri. Me lo raccontava - con delicatezza, con intelligenza - un'amica che ha avuto due bambini proprio quando io tentavo la strada Fivet. Mi raccontava la solitudine, il senso di inadeguatezza, di impotenza, le lacrime - e il non riuscire a parlarne, con nessuno. La vergogna, quasi. Come se avere un bambino ti dovesse catapultare per forza in una dimensione di felicità ed efficienza; come se l'istinto materno fosse automatico ed innato. E invece no. Le storie estreme di mamme che si uccidono insieme ai figli lo confermano. Riuscire a capire anche quel vuoto, quello smarrimento - quando si è perse dentro un altro dolore - mi ha aiutato a capire qualcosa in più anche di me. E dell'essere donna. Madre, oppure no.

aferdita | Martedì, 12 gennaio 2010 @16:26

Eravamo figli e non osavamo neanche a rispondere ai genitori. Bastava guardarli nei occhi per capire se dovevamo parlare oppure no. Quanta solitudine e quanti incompressioni. Adesso siamo genitori e dobbiamo trovare il momento giusto i le parole adatte per parlare con i nostri figli, altrimenti si arrabbiano e portano rancore. Senza che loro misurano le parole, senza che pensano quanto feriscono. Non abbiamo avuto il lusso di rispondere da figli, e tantomeno adesso da genitori. E vero che il cuore di una madre e tale, che le parole dette da un figlio non lasciano il graffio, ma cé un limite a tutto .Ma quando tocca a noi? Credo mai, e questo ha il sapore amaro.

carla | Martedì, 12 gennaio 2010 @16:08

sarà che forse sono una mamma del nuovo millennio, ma io ho provato molta solitudine, specialmente, alla nascita del mio primo figlio (poi ne ho avuti altri due e tutto e diverso) e ricordo che solo con po' di coraggio anche altre amiche mi hanno confessato di aver provato la stessa solitudine. Forse confessarloselo non nuocerebbe all'amore che abbiamo per i nostri figli.

Malu63 | Martedì, 12 gennaio 2010 @14:50

Conosco un proverbio Lisa, che dice: una madre sfama 100 figli, ma 100 figli non sono capaci di sfamare una madre. L'amore di una madre è viscerale, cresce insime ai figli, è capace di perdonagli tutto, peccato che io non abbia potuto vivere questa esperinza da madre, ma solo come figlia, c'est la vite....

woland | Martedì, 12 gennaio 2010 @14:49

una madre, forse, non potrà dire molte cose... ma dubito che si possa annoiare con i figli

Lila | Martedì, 12 gennaio 2010 @14:38

Ma a volte può essere profonda anche la solitudine dei figli, Lisa.

CLAUDIO | Martedì, 12 gennaio 2010 @10:10

....non esiste una parola esaustiva per definire l'Amore di una madre e di un Padre......
Buongiorno a te, Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.