Lisa Corva

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Il cielo mutevole di Trieste. Poter sempre averlo dentro, questo vento di continua primavera.

Mercoledì, 10 luglio 2013 @08:28

"Forse il cielo ha molta parte in questo, un cielo continuamente mutevole e perciò tipico, unico: tutto può mutare da un momento all’altro. Prima, magari, è plumbeo; poi per un soffio di bora si allarga e tutto cambia. Le nubi sono spazzate via e torna il sole e si ha così una primavera continua anche nel cuore dell’inverno, o dell’estate, o dell’autunno. Questa varietà rafforza il sentimento della frontiera. Un mondo in fondo precario, provvisorio, all’incrocio tra nord e sud, est e ovest. Ma questo significa anche ricchezza, ricchezza di umori: porta odori, profumi di altre parti. Il profumo della resina e delle bacche del Carso si mescola con quello del mare, la campagna con la città".
(Fulvio Tomizza)
Il cielo mutevole di Trieste. Poter sempre averlo dentro, questo vento di continua primavera.

Le frasi di oggi sono tratte da un libro appena uscito: "La Trieste di Tomizza" (Comunicarte Edizioni), quattro itinerari e cento immagini intorno allo scrittore, a cura di Stella Rasman e Patrizia Vascotto. Lo trovate, e potete ordinare, qui. E' una piccola, giovane, casa editrice triestina: http://www.comunicarte.info/edizioni/

8 commenti

LISA | Giovedì, 11 luglio 2013 @09:22

Gabriella: "Quanto lontana o quanto vicina sei, Ingeborg? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio".
http://www.lisacorva.com/it/view/679/

LISA | Giovedì, 11 luglio 2013 @09:19

Marta, hai dormito al Greif a Barcola? E' un albergo che mi sembra quasi sprecato... Eri lì per lavoro? A Trieste mi piace il fané Duca D'Aosta proprio in piazza Unità.

Marta | Giovedì, 11 luglio 2013 @07:37

Ho dormito al Greif Hotel, la vista del mare mi ha emozionato....

Gabriella | Giovedì, 11 luglio 2013 @02:03

bella la tua poesia lila. "tra le pareti del cuore" è anche la chiusa di una poesia del grandissimo poeta paul celan. sfuggì allo sterminio nazista-lui originario della bucovina- mentre i suoi genitori non si salvarono;riparò in francia ove insegnò all'università ma le molte poesie scritte sono state da lui scritte in lingua tedesca la lingua dei suoi carnefici. morì gettandosi nella senna a parigi nel 1970. amò intensamente ingeborg bachmann, la grande scrittrice e poetessa austriaca e si scrissero anche quando il loro amore si era trasformato in affetto e entrambi avevano relazioni con altre persone.il libro di lettere mi pare si chiami "troviamo le parole" ed è edito da nottetempo. mi ricordo che lisa in un suo post ne riportò un brano.sono bellissime e stuggenti proprio le lettere di 2 poeti veri! "le pareti del cuore" è la chiusa di una poesiadi celan tratta da "sotto tiro di presagi."te la troverò lila se la vuoi per intero. lui il più grande poeta in lingua tedesca è molto oscuro talvolta faccio molta fatica a capirlo: ma per me emana un fascino incredibile. la tua bella poesia si alimenta del sentimento dell'assenza ma è lirica, intelleggibile; sono 2 poli diversi di far poesia.ma anche se molti equiparano la poesia alla matematica la poesia per me non è una formula geometrica.

Lilabella | Mercoledì, 10 luglio 2013 @22:36

Quante speranze, profumi e nuovi umori portati dal vento di Trieste. E' un vento che non conosco ma conto di colmare questa lacuna al più presto. Un saluto serate a te, Lisa, ed al salotto verde.

Gabriella | Mercoledì, 10 luglio 2013 @09:52

cosa davvero curiosa la memoria e il bagaglio emotivo-intellettuale che ci portiamo dentro. sono andata su wikipedia e visto che "la miglior vita" (premio strega) è proprio del 1977. e io in quell'anno avevo PROPRIO 12 anni. non dico questo per autoreferenzialità ma io dimentico cose di pochi gg fa per me importanti e-grazie a te- ripesco dalla mia memoria un libro del lontano 1977! forse -escludendo per mia età ancora relativamente giovane- malattie della memoria confido che le cose importanti che svaporano ORA ritornino in seguito in base ad una suggestione, alla ipercitata madelaine (scusate mio francese) di proust. io ci tengo molto alla memoria. un mio analista diceva che le cose che ci colpiscono prima o poi riaffiorano sono sentimenti emozioni, anche libri ma legati ad un'emozione. non sono una formula matematica. poi mi sono ricordata di aver letto di tomizza "i rapporti colpevoli" del 1993 e anche questo rimosso; ora tengo quadernetti su cui appunto tutto ciò che mi colpisce-naturalmente in primis i tuoi buongiono, lisa, e le semplici ma poetiche frasi di commento che apponi a versi e ai brani di prosa. solo che spesso mi dimentico DOVE ho messo i quadernetti! mah!

Gabriella | Mercoledì, 10 luglio 2013 @09:32

quabdo ero molto piccola- che cosa particolare lisa qursti flsh che affiorano alla nostra memoria dopo 30-35 anni, è la prova che TUTTO è racchiuso nello scrigno delle nostre anime- forse avevo 12 ann;i mi sentivo inquieta insoddisfatta. nella biblioteca dei miei genitori trovai di fulvio tomizza un libro che si chiamava( mi pare) "la miglior vita." non ricordo di cosa parlasse ma ricordo una sensazione NETTA (dopo averlo letto) che forse ho avuto solo un altro paio di volte nella mia vit nella lettura intendo.
una sensazione di SERENITA' di SPERANZA: è bello che un libro trasmetta ciò. poi più nulla: non ho più ripreso in mano nè quello nè altri libri di tomizza. ma una cosa sono sicura: quando andrò dai miei lo andrò a cercare ricordo anche il punto della libreria bianca dove sta.grazie, lisa come sempre.

? | Mercoledì, 10 luglio 2013 @08:44

Lisa ti ricordi? Ogni vento è vento di mare ......

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.