Lisa Corva

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A proposito di Wimbledon, di fragole e panna, e di white dress party.

Domenica, 14 luglio 2013 @08:46

Per chi non ha letto il mio corvareportage da Wimbledon, che è uscito su Gioia ormai due settimane fa:

Confesso subito: sono andata a Wimbledon senza aver mai visto una partita di tennis in vita mia. L'unica cosa che sapevo è che uno dei tennisti più piaciosi del momento è Nadal (peraltro inspiegabilmente eliminato nei primi giorni, come Federer); che il dress code è total white, molto chic; che si mangiano fragole e panna, si beve Pimm's (storico drink inglese a base di ginger ale, foglie di menta e frutta), e, attenzione, caffé: il nostro Lavazza è uno degli sponsor. Così a Wimbledon ora si respira l'aroma rivitalizzante dell'espresso: un milione di caffè serviti in quindici giorni!
Ne so un po' poco, dite, per presenziare ad uno degli eventi sportivi più esclusivi al mondo? Ma no. L'importante, come sempre nella vita, è l'abito giusto. Così eccomi qui, con un vestito color avorio, e tre libri appena usciti sull'argomento. Perché, a parte il guardaroba, bisogna anche… studiare.
Prima scoperta: il dress code si riferisce solo ai giocatori, che sono da sempre, appunto (o meglio dal 1877), vestiti solo di bianco. Io comunque vado lo stesso orgogliosa del mio abitino candido, e mi consola pensare che anche Kate Middleton, icona di stile reale, si è sempre presentata così a Wimbledon. Altro segnale di stile? I cappelli di paglia rétro con nastro nero; indossati però solo dagli uomini.
Seconda scoperta: il silenzio. Il tennis non è uno sport chiassoso, niente a che vedere con la passione selvaggia e caciarona che scatena il calcio. Qui si fanno le code in silenzio, a partire da "The Queue", quella disciplinatissima per entrare, e si assiste ai match (nei 19 "courts", ovvero i campi, grandi e piccoli, di cui è composto Wimbledon) in perfetto silenzio, punteggiato e ritmato dagli "aaah" e "oooh", dagli applausi, e dallo "swoosh" sibilante della racchetta che colpisce la palla. E’ tutto così sospeso che sembra quasi di sentir l'erba crescere... E la terza scoperta è questa. Perché, come racconta "Tennis" (Adelphi), non solo "ogni tennista ha un suo sound inconfondibile", ma forse è l'erba la vera protagonista di Wimbledon. Erba inglese curatissima e quasi luminosa (sarà la pioggia?), che non dev’essere alta più di 8 millimetri. Se ne occupa l’eroico, maniacale giardiniere a cui il libro dedica un intero racconto: Twynam.
Ma Wimbledon è anche un balletto fatto di rituali, coreografia perfetta tra raccattapalle, arbitri e giudici (tutti in divisa disegnata da Ralph Lauren, scusate se è poco).
Come all'Opera, niente chiacchiere tra il pubblico, e attenzione, perché se esci dal Centre Court non puoi più rientrare finché non termina il set. Io chiacchiero sottovoce lo stesso con la mia vicina di posto, che mi cita entusiasta brani dell’autobiografia di Agassi, e mi stila una classifica dei più belli e bravi del tennis adesso: tolti gli eliminati, il serbo Djokovic al primo posto; segue l’inglese Andy Murray, con qualche riserva (che invece ha vinto! ndr). Tutti così stilosi in bianco. Il che mi fa venire in mente: non potremmo convertire mariti e fidanzati ad un look total white, almeno adesso che è estate? Così, per portare uno "swoosh" di Wimbledon anche a casa.

Quanto al look total white, sono stata davvero a un "white dinner party", dove il dress code era abiti bianchi per tutti, uomini e donne. E' stato organizzato dal Fai di Trieste, venerdì scorso, in un posto davvero particolare, dove non ero mai stata: nelle ex lavanderie, sui giardini e al limitare del roseto, dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, quello "aperto", negli anni Settanta, da Basaglia.

3 commenti

LISA | Lunedì, 15 luglio 2013 @10:08

Lilabella: al white dinner party di bianco c'era solo il gelato, alla panna, ma in effetti si potrebbe pensare a una cena tutta bianca, anche da mangiare!

Lilabella | Domenica, 14 luglio 2013 @22:41

Deve essere stata davvero una bella esperienza Lisa. Mi incuriosisce pensare a quell'erba lucida e verde ed a quel silenzio particolare rotto solo dallo swoosh della racchetta.
Quanto alla tua proposta del look total white per mariti e fidanzati penso che non sia per niente una cattiva idea!
Il bianco a parer mio seduce!
Serena notte a te, Lisa, ed al salotto verde.
p.s. Una curiosità: ma nel white dinner party che cosa ti è stato servito?

Marta | Domenica, 14 luglio 2013 @19:33

Per te, ovunque tu sia, con chiunque tu sia.

"E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per piacere... e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai" Sì, le stelle mi fanno ridere! "E ti crederanno pazzo. T'avrò fatto un brutto scherzo..."
e rise ancora.
"Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

Antoine de Saint-Exupéry

Ps: Cara Lisa, cercherò i tuoi capelli mossi da vento, magari un frammento d'abito della tua stilista milanese preferita, un pò di bianco con un baffo d'erba londinese, parole che volano nell'aria, una risata che immagino leggera, e ti incontrerò

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.