Lisa Corva

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Pelle e cuore.

Mercoledì, 13 gennaio 2010 @07:43

"Avevo diciotto anni quando Gauvain entrò per sempre nel mio cuore, senza che lo sapessimo né lui, né io. Sì, tutto ebbe inizio dal cuore o da quello che all’epoca prendevo per cuore e che era ancora solamente pelle".
(Benoîte Groult)
Cuore, pelle, pancia, cervello… Con te, mi sono arresa: corpo e anima.

(La frase di oggi è tratta da un vecchio libro che racconta la passione tra un’intellettuale, femminista e giornalista parigina e… un pescatore bretone. Un libro autobiografico –ora l’autrice è un’arzilla novantenne - che mi era molto piaciuto: "I vascelli del cuore", Longanesi. Adesso lo trovate in Tea con il titolo "Sale sulla pelle")

12 commenti

LISA | Sabato, 16 gennaio 2010 @12:05

DANIELLE, gli uomini che spariscono senza una parola (quelli che non rispondono agli sms, quelli che dicono ti richiamo e se va bene li senti il giorno dopo e se va male non li senti più...) sono una categoria a parte così ineffabile che, forse, meriterebbero un romanzo tutto per loro. (L'unica consolazione è che i cuori spezzati si rammendano. E a volte non rimangono neppure cicatrici).

JeSuisLaTrilli | Sabato, 16 gennaio 2010 @10:11

LISA.. cielo , quanto è bella questa.
non è altro che un piccolo pizzicotto, un piccolo sbattito di ciglia, una piccola illusione.
spesso diventiamo ingenue quando ci innamoriamo.
oh cielo, sono la prima, come è possibile che l'emozioni che popolano il mio corpo siano per una persona ... lontana da me.
troppo lontana.
eppure il nostro pizzicotto è avvenuto in una sola sera, in un altro paese.
e poi al nostro ritorno qui, non è svanito tutto come pensavo, no, è continuato ed è cresciuto.
e ..ora cuore pelle e anima sono sue, ed io sono qui.
DANIELLE: anche io mi sono ripetuta che non dovevo + innamorarmi, ma penso che sia tutto troppo più forte, troppo più contro la nostra volontà, pere obbidire. penso che l'unico sentimento oltre certe volte la rabbia che non possiamo controllare in nessun modo. ma il problema è che il mio amore è a FERRARA, io sono a GEnova. Eppure quante volte ho avuto l'impulso di saltare su un treno ed andare via. troppe, ma perchè non l'ho mai fatto?
Cielo,sono probabilmente quelle due volte all'anno a farmi venire sempre più voglia di lui, troppo distanti forse troppo innamorati.
:)
credere nell'amore dopo una delusione è difficile, ma se si chiudono i battenti alle opportunità saremo sempre chiusi in quel vortice di emozioni che combattono tra la voglia e la tristezza, quindi farsi coraggio e credere, anche se potrebbe rilevarsi un comportamento da ingenui è la cosa migliore per continuare a vivere l'emozione + bella che c'è.
E' dura, lo so, ma è bellissimo.
anche io scrivo, la penna non mi deluderà mai (;

danielle | Venerdì, 15 gennaio 2010 @13:07

io non dovevo innamorarmi, mi ripetevo sempre, mi dicevo che appena avrei finito il libro non me ne sarebbe più importanto nulla di lui,ma non era vero, io l'amavo dalla prima volta che l'avevo visto in municipio. Lo amavo da anni senza saperlo, senza che me ne rendessi conto. Era troppo bello il suo sorriso per resistergli. Un giorno, nel fiorire del nostro amore, ha smesso di telefonarmi, cercami, così la settimana seguente l'ho cercato ma non sono riuscita a trovarlo, si era trasferito, so anche dove (3 km da me) ma ho sempre avuto paura di arrivare fino a lì. Ed ora eccomi, 18 anni, un cuore spezzato, ho smesso di credere nell'amore e ho continuato solo a scrivere.

LISA | Giovedì, 14 gennaio 2010 @21:30

A volte, quando vi leggo, mi sembra di leggere i miei Buongiorno. "Era una di quelle persone che appena ti tengono la mano, capisci che vuoi stare con loro tutta la vita"... E poi, DANIELLE, cos'è successo? Per OLA: a questo punto sono ancora più curiosa del film. Il tuo nickname però non lo riconosco: chi sei?

danielle | Giovedì, 14 gennaio 2010 @13:30

purtroppo si... lui era una di quelle persone che appena ti tengono la mano capisci che vuoi stare con loro tutta la vita, avrei voluto amarlo di meno, avrei voluto che non mi dicesse ti amo...

ola | Giovedì, 14 gennaio 2010 @09:08

Cara Lisa, il film "Il velo dipinto" è molto diverso dal libro, ma per me è ancora più bello, perchè Kitty si comporta esattamente come avrei voluto io , e non il grande Somerset. Mi piacciono molto i racconti di Maugham, in particolare "Mister Know All". ma confesso, il suo passato da agente segreto della Sua Maestà mi incuriosisce ancora di più. Per quanto riguarda le solitudine delle madri, penso che sia una logica conseguenza della solitudine all'interno di un rapporto di coppia. Senza il Consorte non avrei mai superato le prime difficoltà con il nostro figlio... Ieri ho preso in biblioteca "Un lungo fatale....", mi piace, grazie Giorgia e un abbraccio, pieno di affetto, ammirazione e buon auspici ...

LISA | Giovedì, 14 gennaio 2010 @07:43

Coincidenza libresca, GIORGIA (e certo che ti vogliamo qui, ex aspirante ora mamma!): a fine dicembre, in Laos, ho trovato nel bookcrossing del nostro b&b sul Mekong una vecchissima copia di un libro di Maugham, di cui non avevo mai letto nulla. "The painted veil" in un'edizione Penguin a righe bianche e arancioni, anni Cinquanta, che mi si disfaceva quasi tra le mani. Che romanzo! La storia di Kitty, pre-fashionista londinese in cerca di marito, che si sposa "tanto per" con un uomo che non ama, un batteriologo, e si trasferisce a Hong Kong. Lì si innamora (o è solo sesso?) di un uomo sposato; il marito scopre tutto e le dà un ultimatum: o lui divorzia e ti sposa, o parti con me per la Cina, un villaggio dove c'è un'epidemia di colera... Partono. Un incredibile romanzo sull'amore, il matrimonio, il tradimento e la scoperta di sè. E io ho scoperto Maugham. (Ho scoperto anche che da questo libro fu tratto un film qualche anno fa, con Naomi Watts ed Eward Norton, che adesso voglio assolutamente vedere!). Il libro in Italia è pubblicato da Adelphi: "Il velo dipinto".

LISA | Giovedì, 14 gennaio 2010 @07:22

Già, DANIELLE, e se lui se ne va senza una parola, senza una spiegazione? E' quello che è successo a te?

giorgia | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @20:36

A me invece è venuta spontanea un'altra canzone, meno conosciuta, "La pelle e il cuore" di Paolo Vallesi.
Il romanzo della Alcott mi è piaciuto, una storia "romantica" e che ricorda tanto anche il romanzo ellenistico e alessandrino: fughe rocambolesche, inseguimenti, agguati, la virtù di una giovane in pericolo. L'ambientazione è magnifica: isole deserte, mare, castelli, persino un convento. Non manca niente. Nemmeno il finale, doppiamente tragico e scontato nella sua drammaticità.
L'ho letto in traduzione ma mi è piaciuto per come è scritto, è avvincente ma leggero.
Adesso ho intenzione di leggere "Il mago" di W. S. Maugham, ho già letto tanto di quest'autore e mi è piaciuto tutto.
Baci
Ps. Che bello poter essere ancora tra voi (ammesso che mi sopportiate anche quando inevitabilmente parlo della mia nuova vita...)

danielle | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @15:59

e se lui da un momento alla'altro se ne andasse senza lasciare una parola, senza dare una spiegazione??

paolo b. | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @15:03

citazione molto bella. se fossi meno stanco scriverei qualcosa di più. Magari un'altra volta. Cercherò quel libro. Ciao

Serenata rap | Mercoledì, 13 gennaio 2010 @13:49

...Io ti offro verità, corpo, anima e cervello, amore, solo amore, solo amore, solo quello. Affacciati alla finestra amore mio...Buongiorno Lisa ma questa serenata rap di Jovanotti mi è venuta spontanea dopo la tua bellissima poesia che hai scelto oggi per noi. Spero che anche io presto possa trovare un uomo che mi faccia arrendere e con cui stare bene (e spero che tu non ti sia offesa). Soffi invernali a tutti/e Lila

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.