Lisa Corva

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Non scordiamoli mai – disse – i buoni insegnamenti, quelli dell’arte greca. Sempre l’azzurro di fianco al quotidiano.

Mercoledì, 17 luglio 2013 @08:09

"Non scordiamoli mai – disse – i buoni insegnamenti, quelli
dell’arte greca. Sempre l’azzurro di fianco
al quotidiano. Di fianco all’uomo: l’animale e l’oggetto –
un braccialetto al braccio della dea nuda; un fiore
caduto al suolo. Ricordate le belle raffigurazioni
sui nostri vasi di terracotta – gli dèi con gli uccelli e gli animali,
e insieme la lira, un martello, un pomo, la cassa, le tenaglie;
ah, e quella poesia in cui il dio, finito il suo lavoro,
tira dal fuoco i mantici, raccoglie gli attrezzi uno per uno
nella sua cassa d’argento; poi, con una spugna, s’asciuga
il viso, le mani, il collo muscoloso e l’irsuto petto.
Così, pulito e ordinato, esce la sera, appoggiandosi
sulle spalle degli adolescenti d’oro – opera delle sue mani
dotate di forza, pensiero e voce; esce per strada,
più maestoso di tutti, il dio claudicante, il dio lavoratore".
(Ghiannis Ritsos)
Azzurrità.

Non c’è nessuno che sappia parlare d’estate e d’eterno – d’azzurrità, in fondo – meglio dei poeti greci. La poesia di oggi è del mio preferito, Ritsos: cliccate sul suo nome per leggere gli altri sensuali Buongiorno che, nel tempo, gli ho sfilato. I versi di oggi, con l'allusione al dio Efesto, sono tratti da "Pietre, ripetizioni, sbarre" (Crocetti Editore), a cura di Nicola Crocetti.

2 commenti

LISA | Mercoledì, 17 luglio 2013 @11:18

Grazie, Francesca. Bello l'articolo (anch'io non conoscevo Attila József, la mia lista di ungheresi del cuore più o meno comincia e finisce con Sándor Márai), e brutta, molto, la situazione in Ungheria, dove il premier, Orban, si permette di tutto, anche di riscrivere la costituzione. Tanto che c'è chi parla di Orbanistan: come i dittatori post-sovietici dell'Asia centrale. Speriamo in un Gezi Park anche a Budapest...

Francescasièsposata | Mercoledì, 17 luglio 2013 @10:30

Ciao amici del salotto verde, vorrei condividere con voi un bell'articolo de La Stampa che parla di un poeta che non conoscevo, Attila József: http://lastampa.it/2013/07/17/cultura/attila-jzsef-cos-sognava-il-figlio-della-lavandaia-mAPUTxyJsOwo0USCj0UenJ/pagina.html

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.