Lisa Corva

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La tristezza di sua madre, un segnale di sottofondo, come un sonar.

Mercoledì, 11 settembre 2013 @09:40

"Con lei sua madre non aveva mai simulato. Le trasmetteva una tristezza costante, un segnale di sottofondo che rimaneva stazionario. Lo diffondeva in modo furtivo, senza parole. Eppure lei lo percepiva, come si può percepire la presenza di una montagna. Inamovibile, insormontabile".
(Jhumpa Lahiri)
La solitudine delle madri.

Ci sono libri di cui è difficile raccontare la trama. Ma che ti catturano e che ti portano nel loro mondo, che entra a far parte di te, anche se è lontanissimo, e non solo geograficamente. Così è per "La moglie" di Jhumpa Lahiri (Guanda), che esce domani. I mondi sono due: l’oceano di Rhode Island, in America; e una "lowland" (era questo il titolo originale del romanzo), una pianura paludosa e acquitrinosa vicino a Calcutta.
Due mondi e due fratelli, che nascono accanto a quella palude con i rifiuti ma anche i gigli, a Calcutta, crescono insieme, studiano insieme, costruiscono insieme la prima radio per captare i segnali di un mondo lontano. E all’improvviso quel mondo arriva, sono gli anni Settanta e ci sono i Naxaliti, dei rivoluzionari comunisti, e una protesta soffocata nel sangue di cui noi, in Occidente, non abbiamo mai saputo niente. C’è un fratello che resta, e uno che parte per l’America, per studiare gli oceani. E c’è una moglie, una ragazza che rimane intrappolata tra loro due: quella che è nel titolo italiano. Perché in fondo la protagonista è lei, e il suo segnale di tristezza, come un sonar.
Jhumpa Lahiri, che è brava e bella, bellissima (perché non dirlo? è davvero stupenda), ha saputo raccontare lo spaesamento e l’essere in bilico tra i Paesi. Forse perché lo è lei stessa: bengalese, nata a Londra, vive a New York, dove ha sposato un giornalista del Guatemala ed ha avuto con lui due bambini. Non solo: questo libro è stato scritto a Roma, dove ha vissuto nell'ultimo anno. Una donna che cammina nel mondo, senza rimanere intrappolata nelle paludi. La seguo dal suo debutto, un toccante libro di racconti, "L’interprete dei malanni". Brava Jhumpa. Leggetela.

9 commenti

? | Giovedì, 12 settembre 2013 @17:02

un nipote di 5 anni :" quando la mamma mi sgrida, urla così forte che mica capisco cosa dice ." mamme ....

Sarà | Giovedì, 12 settembre 2013 @14:03

Per Aminta: non so se hai figli, forse no se parli così o se si cerca subito aiuto, è la strada -la tua in quel che scrivi - che racconta depressione, buio, buio profondo che fa male a chi ci sta vicino

LISA | Giovedì, 12 settembre 2013 @09:10

Aminta, penso che sia impossibile alle madri - o a chiunque - nascondere la tristezza, o il mal di vivere. Che rimane sempre, anche se, nel caso migliore, tenti di camuffarla col coraggio e l'allegria: rimane sempre, come un segnale di sottofondo.

? | Giovedì, 12 settembre 2013 @08:50

una madre è come tutte le altre persone , ma con un cuore più grande e mani carezzevoli .

elisa | Mercoledì, 11 settembre 2013 @21:09

@aminta: pura follia quel che pensi...

Aminta | Mercoledì, 11 settembre 2013 @20:25

le madri dovrebbero sempre nascondere la loro tristezza e simulare una sorta di serenità da trasmettere ai figli che non hanno chiesto di nascere. Curiosa di leggere questo romanzo,

Giusy | Mercoledì, 11 settembre 2013 @13:15

Anch'io leggerò il suo ultimo libro, hanno tanto da dire e raccontare queste "penne" sradicate ed erranti.

Marianita | Mercoledì, 11 settembre 2013 @12:35

Non conosco l'autrice..è una buona occasione per leggere il romanzo. Grazie! Mi piacciono le storie che raccontano "spaesamenti" e l'essere in bilico tra i Paesi...quest'estate ho fatto un bellissimo viaggio itinerante negli States e ho conosciuto molte persone che hanno saputo fare dello "spaesamento" un incredibile fonte di ricchezza e di "crescita"...

Andrea Rényi | Mercoledì, 11 settembre 2013 @09:51

Adoro i romanzi di Jhumpa, leggerò anche questo. Grazie.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.