Lisa Corva

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Non odiare i tuoi errori. Semplicemente, camminaci sopra.

Venerdì, 13 settembre 2013 @08:29

"La mia vita è disseminata di errori. Sono come ciottoli che, alla fine, diventano una buona strada".
(Beatrice Wood)
Non odiare i tuoi errori. Semplicemente, camminaci sopra.

Per il Buongiorno di oggi devo ringraziare un’amica. Mi ha regalato questa frase di un’artista americana della ceramica, che arrivò a 105 anni. Quindi, sulla saggezza, crediamole.
E, come ogni venerdì, Friday Lisa: il Buongiorno di oggi in inglese.

15 commenti

? | Domenica, 15 settembre 2013 @18:29

you are right ,Giusi , sono sempre critica .... ma tengo vive lle conversazioni . in questo caso incrociare gli errori degli altri ci serve ad imparare .. ciao mi fa piacere sentire le tue opinioni ...

Giusy | Domenica, 15 settembre 2013 @14:10

Sempre affilata come un coltello, ? o una a caso che dir si voglia...tanto so che non ti offenderai, vero?, Acuto commento il tuo, devo ammetterlo.

Lilabella | Sabato, 14 settembre 2013 @19:33

Grazie Lisa! Auguri di buon compleanno a Stefania che scrive da Roma ed un saluto ad Heidi66.
Buona serata al salotto verde!

LISA | Sabato, 14 settembre 2013 @19:19

Direi che per camminare sugli errori va bene tutto: ballerine per chi usa le ballerine, tacco 12 per chi non inciampa con gli stiletto, e se i ciottoli sono piatti e lisci come certe spiagge, ci si può anche camminare scalze...

claudia mdg | Sabato, 14 settembre 2013 @19:10

Buon compleanno Stefania che scrive da Roma, ti auguro di arrivare a 105 anni con la stessa meravigliosa saggezza e serenità di Beatrice Wood (e spero di vederti presto). Ben tornata Heidi66! Un saluto a tutti

? | Sabato, 14 settembre 2013 @18:02

chissà se queste stradesi incrociano e qualcuno cammina sugli errori degli altri ?

Giusy | Sabato, 14 settembre 2013 @14:22

Cara Lila, io penso (opinione molto personale quindi non condivisibile ai più) che le ballerine andranno bene perché hanno la suola giusta, adatta per percepire morbidamente i ciottoli sotto la pianta dei piedi, permettendo sicura stabilità. Forse il tacco dodici non la permette e rischia di rimanere incastrato tra un ciottolo e l'altro...Buon fine settimana radioso a tutti e, in special modo a Stefania che scrive da Roma.

Lilabella | Venerdì, 13 settembre 2013 @22:09

Bellissima frase e bellissimo commento. Solo che anche io mi chiedo: andranno bene le mie ballerine per camminare sopra i ciottoli? Beh tanto io sul tacco dodici non ci so stare! :-)

Noemi | Venerdì, 13 settembre 2013 @17:28

Mi chiedo...per camminare sopra i propri errori acciottolati, meglio un tacco dodici o una sneakers?
Buongiorno

Giusy | Venerdì, 13 settembre 2013 @13:15

Come mi piace questo pensiero! Per quanto mi riguarda, ho camminato e continuo a farlo, a piedi nudi sui ciottoli della mia strada. Non credo proprio di poterla percorrere fino ai 105 km. ma va bene, benissimo così! ne ho percorsi abbondantemente più della metà.

carla | Venerdì, 13 settembre 2013 @12:33

io amo profondamente i miei errori perchè li ricordo, perchè mi hanno modellato, perchè mi hanno resa indulgente verso gli errori altrui. Ecco io credo che gli errori servano anche per gli altri.

marg | Venerdì, 13 settembre 2013 @12:33

grazie!!!

heidi66 | Venerdì, 13 settembre 2013 @11:36

:-)

LISA | Venerdì, 13 settembre 2013 @11:34

Heidi66: le belle frasi esistono per essere rubate:-)

heidi66 | Venerdì, 13 settembre 2013 @11:27

Bellissima frase, Lisa. E molto adatta a questo periodo della mia vita.
Posso rubartela?
Bacetti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.