Lisa Corva

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L’amore al tempo degli sms. O di whatsapp. E il nuovo libro di Bridget Jones.

Martedì, 22 ottobre 2013 @08:13

"Sms di Roxster: 0; n° di volte in cui ho controllato se era arrivato un sms di Roxster: 4567".
(Helen Fielding)
L’amore al tempo degli sms. O di whatsapp.

Allora l’ho letto. "Un amore di ragazzo" (appena pubblicato da Rizzoli), ovvero "Mad about the boy" (come la bella canzone jazz cantata anche da Dinah Washington), l’ultimo libro e le ultime peripezie di Bridget Jones, che abbiamo così tanto amato, grassotta e pasticciona, mentre conta calorie, va ad appuntamenti disastrosi, ed infine incontra Darcy (soprattutto nel film, dove Darcy è Colin Firth, e Bridget è Renée Zellweger, mai più così convincente). Quanti anni sono passati? Quasi venti: il libro è del ’95, il film del 2001. Bridget è invecchiata, ha bisogno di mettersi gli occhiali per digitare sul telefonino, è mamma single, "attempata" (come Helen Fielding nella realtà) e, come sempre pasticciona. E alla fine mi fa sorridere: anche se. Anche se non riesco a perdonare alla Fielding di aver ucciso Mister Darcy: già, in questo nuovo libro Bridget è, attenzione, vedova. Non solo: dopo qualche anno di solitudine cerca un nuovo amore, e incontra su Twitter un toyboy, un ragazzo tutto muscoli, dal sorriso dolce e dagli sms spiritosi, ma dell’età sbagliata (ma non durerà, come sempre accade con i toyboys).
Per tutte le 460 pagine del libro mi sono chiesta: perché l’hai fatto, Helen? Perché hai ucciso Darcy, perché non ci sai raccontare qualcosa di più vero della vita delle cinquantenni? L’omicidio di Darcy è chiaro: la Fielding ha divorziato nella vita reale. E, visto che nei romanzi possiamo uccidere chi vogliamo, ha deciso di far fuori proprio lui, il marito perfetto. E infatti le pagine sul ricordo di lui, sul dolore della sua assenza, sono le più false… Intendiamoci: alla fine Bridget fa sorridere. Quando aggiunge al diario, insieme alle unità alcoliche e alle calorie (ricordate?), anche il numero di sms inviati, rimasti senza risposte, e il numero di minuti passati a fantasticare su quando e se lui riscriverà. Corteggiamento digitale, la nuova ossessione. Ci fa sorridere, anche se, o proprio perché, ha bisogno di mettersi gli occhiali. Ci fa sorridere anche quando non sa come vestirsi, neppure per andare a prendere i figli a scuola, e decide di ricorrere ahimé a un giornale, ovvero Grazia Uk, con tutte quelle mamme celeb paparazzate mentre arrivano in aeroporto o vanno, appunto, a prendere i figli a scuola… Il look giusto, deduce, è jeans skinny, ballerine, e una sciarpa morbida avvolta con due giri. Corre subito a comprarsela, finché il figlio le dice: mamma, perché sei uscita con uno strofinaccio intorno al collo? Eppure.... Eppure il libro alla fine non funziona. Peccato. Peccato perché, come nel film (anzi nei film, due) arrivati dopo il serial di Sex and The City, o come nei seguiti di Piccole Donne (che delusione, vero, "I ragazzi di Jo?"), vogliamo che le nostre eroine crescano con noi. E allo stesso tempo ci rendiamo conto che è impossibile: devono rimanere lì, forse, icone di quell’età, adolescenti per le Piccole Donne, trent’anni per Carrie e le sue amiche, e per Bridget pasticciona. Siamo noi invece che invecchiamo, e le portiamo nel cuore, giovani per sempre, tanti pezzi di noi, di quello che eravamo.

2 commenti

Elisa | Sabato, 26 ottobre 2013 @22:50

Mi sento così d'accordo...speravo davvero che Bridget fosse cresciuta, intendo dire, com'è successo a tutte noi. Questa è una finta Bridget, messa nel frigo a 30 anni e scongelata solo adesso, come se nulla fosse. Diciamocelo, solo a beneficio della Fielding! Per ridere si ride tanto, solo che, se si ha a cuore l'evoluzione di un personaggio tanto amato, magari questa risata è un po' più amara.

carla | Martedì, 22 ottobre 2013 @12:40

Io ho compito ( finalmente!) quarant'anni e devo dire che un complimento che mi è piaciuto molto, che mi ha fatto un mio compagno d'università, è " sei diventata grande rimanendo quello che eri". Forse non sono mai stata giovane e magari ero già un po' noisosa quando ero una rgazza, ma credo anch'io come Lisa che mi picerebbe leggere di donne "grandi" che riescono a vivere un amore secondo i segni dell'età. Magari vuol dire che io ho la libertà di dirti che possiamo andare a vivere insieme solo dopo due giorni che ci siamo detti si ( perchè io so cosa voglio...)

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.