Lisa Corva

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Alla mia destra era seduta una scrittrice. Disse che l’unico argomento degno di conversazione era la solitudine.

Lunedì, 25 novembre 2013 @08:51

"Alla mia destra era seduta una scrittrice. Disse che l’unico argomento degno di conversazione era la solitudine".
(Bruce Chatwin)
La solitudine. O forse il controluce della solitudine, l’orizzonte della solitudine, la via di fuga, la terra promessa: l’amore.

Il Buongiorno di oggi è tratto da "In Patagonia", di Bruce Chatwin, Adelphi. Quest’anno mi è capitato, per una serie di coincidenze – belle le coincidenze dei libri! – di leggere libri cult che non avevo mai aperto prima: dopo "L’amante" di Marguerite Duras, e "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar, ecco Chatwin.

9 commenti

Aminta | Martedì, 26 novembre 2013 @19:09

Lisacorva sarà zuccherina quando il caso lo consente ma trovo in lei una bella profondità di pensiero. Priva di fronzoli.

LISA | Martedì, 26 novembre 2013 @10:27

Aminta, penso ci sia solitudine forzata e solitudine cercata, solitudine preziosa e creativa, solitudine malinconica e buia. C'è chi è solo e non vorrebbe esserlo. Chi cerca momenti di solitudine, come il viaggiatore Chatwin, che camminava da solo per la Patagonia. Mi piace la solitudine quando è creativa e calda, quando è una coperta, un viaggio, una scoperta. Non mi piace la solitudine di chi ha bisogno magari solo di un abbraccio che non arriva.

LISA | Martedì, 26 novembre 2013 @10:22

Purtroppo, Paola, non credo che indossare qualcosa di rosso possa fare qualcosa per aiutare le donne vittime di violenza. Ma magari il mio è solo un sentimento - non rosso - di sconforto. L'unica cosa è la ribellione.

Aminta | Lunedì, 25 novembre 2013 @22:12

La solitudine è un sentimento come dice Sibilla? ci sarebbe da discuterne. La solitudine è forse una condizione cercata, voluta o imposta da noi stessi? tanto da discuterne. Anche parlandone, non si potrebbero evitare "fronzoli" zuccherosi sul tema.

Giusy | Lunedì, 25 novembre 2013 @15:05

...e aiuto concreto e psicologico anche alle vittime della Sindrome di Stoccolma.

Carla | Lunedì, 25 novembre 2013 @14:23

Uniamo i due post: non lasciamoCi sole! credo che la solitudine della signora accanto a Chatwin sia meravigliosa, ma purtroppo, c'è anche una solitudine che ha bisogno di parole anche zuccherine...
Ricordiamoci delle donne vittime di violenze.
Grazie Paola

Paola | Lunedì, 25 novembre 2013 @12:06

un saluto e una buona settimana a Lisa e a tutto il salotto verde che per una volta almeno, o più che altro oggi, tingo di rosso, per la giornata contro la violenza sulle donne. Io mi sono tinta un pò di rosso (anello, maglioncino e smalto). E voi?

LISA | Lunedì, 25 novembre 2013 @10:34

Sibilla, Chatwin parla di solitudine (anzi, la scrittrice seduta accanto a lui, e nel libro è una cena a Buenos Aires, parla di solitudine). Io parlo d'amore. Ognuno sceglie le sue ombre e la sua luce. Senza, per questo, negare la solitudine, la sua preziosità e il suo abisso. E il saper stare da soli, uno dei prismi del caleidoscopio solitudine.

Sibilla | Lunedì, 25 novembre 2013 @10:14

Possiamo, per una volta, accantonare questo riferimento sempiterno all'amore, amore, amore? La solitudine non ha nulla a che fare con l'amore, perché cercar sempre di trovare il cavillo per poter infilare quella parola ovunque? Chatwin parla di solitudine, non d'amore, ma non per questo deve essere considerato un sentimento reietto, indegno di esser approfondito. Si, perchè anche la solitudine è un sentimento, certe volte l'unico di cui si ha bisogno, altre quello in cui altri ci confinano. Si può parlare e scrivere di solitudine, condizione magnifica e ripudiata, che ci rende paradossalmente liberi, ci svincola da convenzioni e catene sociali, aprendoci il mondo che custodiamo in noi, l'essere profondo che ributtiamo sempre indietro, un rifiuto, risacca eterna dell'anima. La solitudine non ha a che fare con l'amore, ma ha a che fare con qualcosa di ben più importante ed abissale, la scoperta della nostra anima. Quindi, per una volta, solo per una volta, non nascondiamoci dietro parole zuccherine e discorsi dai bei fronzoli, ma alquanto inflazionati. Non neghiamo la solitudine, non combattiamola, scriviamo e guardiamo, come l'arte di star soli può cambiar le prospettive di una vita.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.