Lisa Corva

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Da giovani, ci inventiamo un futuro diverso per noi stessi; da vecchi, un passato diverso per gli altri.

Venerdì, 29 novembre 2013 @10:29

"All’improvviso mi sembra che una delle differenze tra la gioventù e la vecchiaia potrebbe essere questa: da giovani, ci inventiamo un futuro diverso per noi stessi; da vecchi, un passato diverso per gli altri".
(Julian Barnes)
O un passato diverso per noi? La vita è anche come la racconti.

Il titolo, bellissimo: "Il senso di una fine". Ancora più bello in inglese: The sense of an ending. Un titolo che mi è entrato dentro un anno fa, quando il breve romanzo dell’inglese Julian Barnes è uscito per Einaudi, e ho cominciato a sentirne parlare. Il libro migliore che io abbia letto quest’anno, dicevano gli amici… Quello, e "Stoner". Libri con un passaparola (lapsus: stavo scrivendo un passaporto) di malinconia, entrambi. Così, alla fine, l’ho letto, qualche giorno fa. Li ho letti entrambi. Due libri così diversi da me. Due libri che – lo ammetto - non consiglierei mai. Ma che mi hanno fatto pensare: perché entrambi contengono, appunto, il senso della fine. Uno sguardo di bilancio, di stupore quasi, verso il passato, verso una vita che non è esattamente la vita che si vorrebbe aver vissuto. E una sottile domanda: la vita è quello che viviamo, o è come la raccontiamo?

Intanto, oggi, Friday Lisa: il Buongiorno anche in inglese. E seguitemi su Twitter, per avere il Buongiorno, in diretta, ogni mattina.

4 commenti

Giusy | Sabato, 30 novembre 2013 @16:49

Sono indecisa: salto Barnes a piè pari per immergermi nella lettura di Cicerone e Seneca, o viceversa? Io, col codice a barre impresso sulla faccia, con questo involucro che sento tanto diverso dal suo contenuto, cosa potrei rispondere alla domanda di Lisa? Altro che sottile... domanda sibillina, direi.

carla | Sabato, 30 novembre 2013 @10:11

La vita è il nostro racconto, perché attraverso le parole si valorizzano particolari insignificanti nel momento che li si vive. La parola è l'obiettivo con cui possiamo dare luci e ombre, primi piani, dettagli di ciò che mentre viviamo ci sfugge. Il racconto è la nostra riflessione su ciò che ci rimane dentro.

LISA | Venerdì, 29 novembre 2013 @19:24

Hermione. E' vero. Ed è stato magico anche per me veder ricreare, nella bottega profumata accanto a Santa Croce, il profumo di "desideri sospesi" che nel libro avevo solo immaginato.

Hermione | Venerdì, 29 novembre 2013 @10:38

Credo proprio che l'età che avanza ci porti a raccontare a noi stessi un passato diverso . . . che poi raccontiamo agli altri.
Buon fine settimana Lisa!

P.S. = in questi giorni ho ripensato alla presentazione del tuo libro, proprio un anno fa, qui a Firenze. Un pomeriggio magico . . .

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.