Lisa Corva

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Il sabato è un tappeto.

Sabato, 30 novembre 2013 @11:23

Passavamo sulla terra leggeri. Il nome della collezione di tappeti di Antonio Marras, il talentuoso stilista sardo, presentata a Milano durante l’ultimo Salone del Mobile, non è solo una frase di grande forza poetica. Ma è anche un omaggio in codice: è, infatti, il titolo dell’ultimo libro di Sergio Atzeni, scrittore sardo morto ancora giovane, travolto da un’onda, che Marras ama molto. Un libro che racconta secoli di tradizione sarda con il ritmo della leggenda. Non è un caso. La forza di Marras, anche nei suoi anni come direttore creativo di Kenzo, affonda le radici in Sardegna: è ad Alghero che è nato, è qui ha il suo quartier generale. Qui ha ritrovato e ripensato i tappeti della tradizione, quelli lavorati a "pibiones", una particolare tessitura a telaio, a grani o acini d’uva, quasi in rilievo.
"Il tappeto è carico di simbologie, quasi sacro", spiega Marras. "Metafora della scrittura, della musica, della preghiera e della guerra, luogo-non luogo, in cui si entra, si prega, si ama, si pensa, si vola, si passa leggeri". E, per lei, anche un ricordo d’infanzia? "Certo: sui tappeti giocavo, disegnavo, ritagliavo, incollavo, volavo tra immagini. Voleva dire isolarmi dal mondo, in un giardino sempre nuovo, tra piante e uccelli magici, esseri straordinari che mi trasportavano lontano. A volte li appendevo verticalmente e lo spazio si chiudeva in una stanza che mi proteggeva, un nido quasi. Ma contemporaneamente si apriva all’infinito".
I suoi tappeti, oggi, sono tessuti a mano dalle artigiane di Dorgali, Villamassargia e Samugheo, custodi della tradizione; e per realizzarne uno occorre più di un mese. Ma perché solo black and white? "Perché esprimono i contrasti, gli ossimori, il doppio di cui la Sardegna e ciascuno di noi è fatto. Io, in particolare, mi rivedo in questa Sardegna di luci e ombre, bianchi e neri, appunto. Nei miei tappeti, in verità, ritorna anche un fil rouge, qualche lampo del rosso carminio che caratterizza il mio lavoro e i "ligazzos rubios" che mi tengono ancorato alla mia terra e alla realtà".
www.antoniomarras.it

Questa è l'intervista che ho fatto allo stilista sardo Antonio Marras per i suoi tappeti, e che è uscita su Elle Decor di ottobre. Mi piace rileggerla oggi, l'ultimo weekend di novembre, perfetto per stare a casa: un weekend caldo e morbido come un tappeto.

1 commento

anna maria | Sabato, 30 novembre 2013 @13:39

che voglia di tornare ......forse prima o poi ci riuscirò .INtanto vivo di ricordi e condivido le foto ,sto invecchiando mi faccio prendere dalla nostalgia di una casa che non ho più

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.