Lisa Corva

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Dieci inverni.

Martedì, 26 gennaio 2010 @08:13

E’ il titolo di un piccolo film italiano che ho visto nei miei ultimi giorni milanesi: Dieci inverni , debutto alla regia di Valerio Mieli, ovvero un ragazzo e una ragazza che si incontrano nel ’99, su un vaporetto, a Venezia; si sfiorano e si rincorrono, si amano ma forse no, seguiti per dieci inverni, fino al 2009, in una Venezia gelida e stupendamente fotografata, e in un’innevata Mosca. Lei, Isabella Ragonese, è la stessa protagonista di "Tutta la vita davanti", il film di Virzì ambientato in un call center, ricordate? Anche se qui mi ha convinto di meno. Lui, Michele Riondino, è davvero bello e bravissimo. Spero di vederlo ancora.
Ma sono due i film di cui vi volevo parlare. L’altro l’ho finalmente trovato in Dvd: Il velo dipinto , di John Curran, con Naomi Watts e Edward Norton. Ovvero il film tratto, qualche anno fa, da "Il velo dipinto" di Somerset Maugham. Il libro l’ho appena letto, l’ho trovato nella biblioteca bookcrossing della mia guesthouse durante il viaggio in Laos; una vecchia edizione Penguin anni Cinquanta, a righe bianche e arancione. Ne abbiamo parlato nei giorni passati (i commenti li trovate sotto ai post del 13 e 14 gennaio, e io concordo con Ola). Il film – oltre a raccontarci visivamente una Cina magnifica, che assomiglia molto al Laos che ho visto, di fiumi e montagne – ha "riletto" i personaggi. Il libro è lucido e crudele, nel raccontare di Kitty, ragazza leggera e pre-fashionista, che si sposa con l’uomo sbagliato solo per fuggire dalla famiglia e dalla paura di rimanere zitella (allora non c’erano le Bridget Jones a salvarci); Kitty che tradisce suo marito e verrà tradita anche dall’amante, finché dolorosamente capirà chi è: una nuova se stessa. Il film invece parla di compassione: che ci salva; che può salvare, forse, un matrimonio. Ma che tagliente, che dura, la scena in cui il marito le dice: "Non ti disprezzo: disprezzo me per averti amato". E con quale forza lei risponde: "Io non ti ho mai mentito: sapevi bene chi ero. Non ti ho mai fatto credere di essere diversa". Che dura, la strada verso la verità.

La frase che ho scelto per il Buongiorno di City di oggi, 26 gennaio, è:

"Con la sua presenza riempiva l’auto intera, tanto che Annika l’avvertiva con la stessa fisicità di quando lui l’aveva stretta a sé".
(Liza Marklund)
Non mi hai neppure sfiorato. Non serve. Tanto so – e lo sai anche tu, vero? – che l’aria è carica di te, di noi, di tutto quello che è possibile, di tutto quello che potrebbe accadere. Basterebbe un gesto. Basterebbe che ti avvicinassi…

(A volte anche nei thriller capita di inciampare in frasi iper-sensuali. E il giallo da cui è tratta la frase di oggi, dove la protagonista è la trafelata Annika, giornalista di Stoccolma e detective per caso, mamma e moglie in crisi, mi è davvero piaciuto: "Il testamento di Nobel", Marsilio)

11 commenti

LISA | Mercoledì, 27 gennaio 2010 @17:14

Duro e struggente, OLA. Però, dalla parte di Kitty, quando lei si difende e gli ricorda che a Venezia la trascinava in giro per musei quando lei avrebbe solo voluto andare a ballare... Illusione d'amore. Incomunicabilità.

ola | Mercoledì, 27 gennaio 2010 @10:28

Non è commovente? non e struggente?
Il grande Walter. Il grande Somerset.
''I had no illusions about you,'' he said. ''I knew you were silly and frivolous and empty-headed. But I loved you. I knew that your aims and ideals were vulgar and commonplace. But I loved you. I knew that you were second-rate. But I loved you. It's comic when I think how hard I tried to be amused by the things that amused you and how anxious I was to hide from you that I wasn't ignorant and vulgar and scandal-mongering and stupid. I knew how frightened you were of intelligence and I did everything I could to make you think me as big a fool as the rest of the men you knew. I knew that you'd only married me for convenience. I loved you so much, I didn't care. Most people, as far as I can see, when they're in love with someone and the love isn't returned feel that they have a grievance. They grow angry and bitter. I wasn't like that. I never expected you to love me, I didn't see any reason that you should, I never thought myself very lovable. I was thankful to be allowed to love you and I was enraptured when now and then I thought you were pleased with me or when I noticed in your eyes a gleam of good-humoured affection. I tried not to bore you with my love; I knew I couldn't afford to do that and I was always on the look-out for the first sign that you were impatient with my affection. What most husbands expect as a right I was prepared to receive as a favour.''

ultimo | Martedì, 26 gennaio 2010 @18:21

Ricordo il tuo sorriso, d'ischiuso sul tuo viso. Ritorno col pensiero, al nostro primo bacio, al nostro primo letto al primo t'amo detto. Ricordo la tua voce, radar nel mio cuore. Quando ancora io, non sapevo dare tutto il mio amore, tutto il mio sapere. Poi tu mi hai detto fermo con la mano,fermo non ti amo. E' passato quasi un anno, tutto ancora é fermo, fermo é il mio cuore, fermo é il tuo amore. Grande é la voglia di lasciare tutto, di mollarti al vento, d'insabbiare il cuore. Vecchio cuore amico, vecchio cuor ferito, vecchio cuor tradito. T'hanno fatto male, le mille sue risate, cascate di parole, dure da ingoiare, malate nel finale.

LISA | Martedì, 26 gennaio 2010 @17:55

Per MALU63: ma lui, alla fine, perdona... almeno nel film. E' per quello che ci è piaciuto, mi sa. Inguaribili romantiche.

MALU63 | Martedì, 26 gennaio 2010 @16:53

il velo dipinto, hai dato le esatte espressioni che io nn ero riuscita a dare sia al libro che al film, per una volta mi è piaciuto di più il film anche se lui nn è disposto a perdonare. Con quella frase neanche se stesso.

Manu | Martedì, 26 gennaio 2010 @16:15

"Accarezzare la vita attraverso la poesia" è un'immagine meravigliosa. Non so se la mia vita sia speciale, so che non ne vorrei però una diversa da questa.

kiss the rain | Martedì, 26 gennaio 2010 @15:47

Che bello è Lisa quando due corpi si sfiorano si toccano per mandarsi messaggi d'amore. Lisa il tuo commento oggi è super. Lila

LISA | Martedì, 26 gennaio 2010 @14:23

Forse, MANU, perché ogni vita è speciale. Anche e soprattutto se la guardiamo, capiamo, accarezziamo attraverso la poesia.

Roberto EAM | Martedì, 26 gennaio 2010 @13:08

L’aria è carica di te, di noi, di tutto quello che è possibile, di tutto quello che potrebbe accadere...Mi manca l'aria..

Manu | Martedì, 26 gennaio 2010 @10:41

Ciao Lisa, non so come fai ma ogni mattino trovo qualcosa di me nelle tue frasi, è come se tu mi conoscessi...oppure l'alternativa è che ho una vita TROPPO normale? Ti abbraccio

MMM | Martedì, 26 gennaio 2010 @10:33

E' ASSOLUTAMENTE VERO CHE A VOLTE ALCUNE PERSONE, PER QUANTO MINUTE POSSANO ESSERE FISICAMENTE, RIEMPIONO GLI AMBIENTI.
E ANCORA: AVETE MAI PROVATO AD ASCOLTARE QUANTO RUMORE FA IL SILENZIO DI QUALCUNO CHE NON PARLA PIù?
AMO IL TUO POSTO VUOTO ACCANTO AL MIO...DIVERTENTE E DRAMMATICAMENTE VERO!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.