Lisa Corva

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Quei giorni in cui vuoi solo piangere nella vasca da bagno.

Mercoledì, 22 gennaio 2014 @09:27

"L’autocommiserazione raggiunge il suo massimo quando si piange nella vasca da bagno e all’umidità dell’acqua si aggiunge quella delle lacrime".
(Nora Ephron)
La meravigliosa vertigine dell’autocompatimento. Meglio, in effetti, nella vasca da bagno.

Mi fa sempre sorridere Nora Ephron, anche e soprattutto quando racconta del lato buio della vita: come in "Affari di cuore" (Feltrinelli), un suo piccolo capolavoro di auto-ironia, e vita vera, quando il marito la lasciò per un'altra donna, con un bimbo piccolo e incinta del secondo. Il libro-sfogo divenne poi, nel 1986, un film con Meryl Streep e Jack Nicholson. E Nora Ephron si risposò, continuò a scrivere (senza di lei, non avremmo avuto il magistrale "Harry ti presento Sally"), continuò a raccontare i sorrisi e le lacrime delle donne, e insegnarci a vedere il lato tragicomico della vita. Grazie, Nora.

3 commenti

quei | Mercoledì, 22 gennaio 2014 @16:34

tempi moderni :una vasca , una finestra , una lavatrice e chissà quant'altro ,hanno sostituito una spalla consolatrice .

Marta | Mercoledì, 22 gennaio 2014 @14:06

I miei "muri" del pianto? In ordine di importanza:
1) in piedi difronte la finestra, sera, se piove fuori poi....
2) seduta difronte la lavatrice che gira, peró lì sono lacrime e rabbia!

Giusy | Mercoledì, 22 gennaio 2014 @13:45

Sì, Nora Ephron mi piace molto, anche se non ho mai pianto nella vasca da bagno. Potrei cominciare a farlo: di sicuro non mi manca almeno un pretesto.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.